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Giuseppe Frediani

libroFradianiChi è questo signore? Secondo una sua inedita testimonianza, è il responsabile di un primo velleitario tentativo di “sgancio” dalla guerra dell’Asse, concertato nel 1942 con Galeazzo Ciano e Guido Buffarini Guidi. Questa rivelazione è apparsa trentanni dopo la fine del conflitto con un libro che suscitò qualche scalpore ma, per ragioni diverse, non ebbe l’eco che forse meritava.

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Frediani_familyDopo essere stato assistente di Giuseppe Bottai e dopo una luminosa attività come Segretario federale del PNF di Pavia e Verona, nel 1939 è chiamato al Ministero degli Esteri da Bastianini che lo invia in missione nel Sud e nel Nord America per circa un anno. Nominato nel 1941, con Decreto di Mussolini, Commissario civile per la circoscrizione del territorio occupato di Mentone.

Secondo questa testimonianza, il Frediani racconta che, nei primi mesi del 1942 in alcuni ambienti degli Affari Esteri e della alte sfere direttive della grande industria del Paese, si andava consolidando, con molta riservatezza, l’idea che l’Italia dovesse intraprendere qualche passo decisivo la revisione della politica nei riguardi della guerra dell’Asse.

Rientrato da pochi mesi dalla missione che il conte Galeazzo Ciano mi aveva affidato in America e  avendo visitato anche i principali impianti indu­striali degli Stati Uniti, mi ero reso conto dell’enorme  potenziale di quel ricco Paese.  Nel Sud-America avevo potuto constatare le vaste riserve di materie prime e gli enormi giacimenti minerari e facilmente avevo potuto intravedere come sarebbe stato pericoloso e negativo, per noi, una volta che questo potenziale industriale-bellico americano si fosse riversato nel gioco delle nazioni in conflitto.

Frediani02In breve, aggiornai il mio diretto superiore Ciano molto riservatamente delle mie conclusioni sulla missione e il conte mi fece notare che il Duce era, al momento, abbagliato dalle sfolgoranti affermazioni militari della Germania. Inoltre seppi che aveva dato scarsa accoglienza alla mia relazione e alle parole in mio favore proferite dalla contessa Edda che mi aveva accompagnato nella prima parte del viaggio.

Nonostante questo, il conte Ciano mi fece preparare una seconda relazione finale per il Re che voleva conoscere una giusta valutazione del pericolo americano in  prospettiva delle sorti del conflitto in corso. Proprio in un tempo in cui la stampa italiana quasi ridicolizzava la potenzialità delle risorse americane, il Re mi incaricò di iniziare una collaborazione assidua con la Rivista “Relazioni Internazionali” dell’ISPI di Milano che stava raggiungendo una larghissima diffusione. Presto, il Ministero degli Esteri mi destinò alla Commissione di armistizio con la Francia e da questa fui inviato come Commissario civile dei territori occupati a Mentone e qui ebbi modo di confrontarmi con diverse personalità, come il sen. Guido Donegani ed il conte Giuseppe Volpi. Questi signori mi assicurarono che, alla prima occasione possibile, non avrebbero mancato di farsi sostenitori, verso i due collaboratori diretti del Duce, della tesi di una pace italiana di compromesso.

Mentone1Significativa fu la visita a Mentone del duca Aquarone, allora Ministro della Real Casa. Mi fece conoscere i contrasti che il mondo politico stava vivendo ed i pericoli latenti. Forse parlai troppo. Ciano mi convocò preoccupato e mi espose un piano: raggiungere Lisbona, approfittando di un treno di passaggio con fermata a Mentone che sarebbe andato poi in Portogallo e contattare emissari inglesi che il loro Governo aveva acconsentito di inviare; infine, consegnare un plico riservato che ci sarebbe stato consegnato, a breve, da Buffarini.

Mentone2Frediani, incaricato di seguire un difficile tentativo di contatto per una pace di compromesso per mezzo di esuli polacchi ( i Sapieha ) in Francia, verrà arrestato dal contro spionaggio dell’Asse, grazie alla spiata di un conoscente, rinchiuso a regina Coeli e poi mandato al confino dal Fascismo in Abruzzo. Dopo l’8 sett. è con l’armata polacca a Cassino, diventa addetto all’Ufficio storico polacco realizza il cimitero dei polacchi nel luogo e più tardi diventa consulente della Comunità Economica Europea. Studioso di Storia dell’agricoltura italiana, è stato promotore dell’omonimo Istituto universitario fino al 1997.

Per ulteriori info:

Frediani Giuseppe

un sito da visitare.


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