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la grande domanda e l’offerta

Poi, con tutto questo vedere documentari di guerra, leggere libri e raccogliere testimonianze, succede che una certa idea sulle cose, alla fine, uno se la fa. E’ naturale. Ne ho sentite di tutti i colori. Da History channel; qui se i documenti non sono in una certa chiave non li programmano, non li comprano proprio da Fox channel; da Rai Storia che attinge a piene mani da Istituto Luce (l’altra sponda); dalle inchieste di RaiUno che DEVONO essere sempre risolutive e nazional-popolari; insomma, mi sono illuminato dei resoconti di Biagi, S. Zavoli, G.Bisiach (che il sito di RaiStoria continua a  scrivere sbagliato), A.Petacco, fino agli storici dei giorni nostri (vedi sotto); ma nessuno ha mai risposto esaurientemente alla mia domanda-chiave che mi trascino da quando mi interesso di queste cose: tutto il popolo della Resistenza, tutti gli Antifascisti dov’erano i sabato pomeriggio del 1938/39 fino al 10 giugno 1940 e poi dov’erano fino al ’43? Questa è la grande domanda. E l’offerta è la vita dei 415.000 morti italiani ( 330.000 militari e 80.000 civili). Non basta? Ci aggiungo la mia pace interiore; così mi potrò dar pace. Ma intanto i dubbi rimangono.

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Giovinezza – dalla culla al moschetto

21/08/10 – Da Rai3, per <La Grande Storia> un appuntamento imperdibile per un archivio storico del 900: “Giovinezza – dalla culla al moschetto“. Un documentario di quasi 2 ore con filmati rarissimi dell’Istituto Luce e la regia di Luigi Bizzarri. Soggetto di Enzo Antonio Cicchino. Consulente Giovanni Sabbatucci. Montaggio Gianluca Maselli.

cito dal sito Rai:

Giunto al potere, Mussolini intraprende un vasto programma di formazione culturale con lo scopo di allevare ed educare schiere di giovani fascisti di provata fede e assoluta devozione. A questa volontà di plasmare e modellare l’uomo nuovo fascista “dalla culla al moschetto”, dalla nascita alla guerra, è dedicato il film-documento.

Il filmato racconta la creazione di nuovi istituti per il sostegno delle madri e per la salute del neonato, come l’Opera Maternità e Infanzia del 1925, e la costituzione dell’Opera Nazionale Balilla nel 1926 per bambini e adolescenti.

E ancora: dalla Riforma Gentile della scuola, con cui si imposta la formazione culturale dei fanciulli, allo sviluppo dei mass media, dalla radio, l’EIAR, al cinema, l’Istituto LUCE, per sensibilizzare le masse alle iniziative del Regime. Dalla creazione del Dopolavoro per permettere ai giovani genitori di divertirsi e migliorare la propria qualità della vita a costi accessibili, all’attuazione di un massiccio e spietato azzeramento di tutte le organizzazioni equivalenti non fasciste ed in particolare quelle della Chiesa come l’Azione Cattolica e laFederazione Universitari Cattolici FUCI.

Figli della Lupabalillaavanguardistipiccole e giovani italianemarinaretti. La vita di ognuno di loro è seguita passo passo, a scuola, nelle palestre, nei campi paramilitari. Nell’attività all’aria aperta, nelle colonie marine e di montagna. Al Foro Italico ed alla scuola di Educazione fisica femminile di Orvieto. Durante le gare sportive e culturali dei Littoriali dello Sport, o quelli della Cultura e dell’arte.

Balilla” diviene un marchio forte e di successo. E il nome “Balilla” viene attribuito anche a tipi di grano, a sommergibili, automobili, modelli di radio popolare a basso costo. Ma “Balilla” è anche il soprannome attribuito al calciatore Giuseppe Meazza, il capitano della nazionale di calcio che vinse due volte la coppa del mondo nel ’34 e nel ’38; e nel ’36 la medaglia d’oro olimpica a Berlino. La squadra azzurra idolo di tutta la gioventù del ventennio.

Bellissimo. Da vedere e conservare. C’è l’Italia com’era veramente.

not to forget


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