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conti alla mano

Bombardate l'Italia

Nel lavoro di Marco Gioannini e Giulio Massobrio: Bombardate l’Italia – Storia della guerra di distruzione aerea 1940-1945, si prova a stabilire una cifra approssimativa relativa ai morti per bombardamenti (anglo-americani) dal 40 al 45.  Si parte però da un conto già stilato, in precedenza, dall’Istat che parla di 70 mila, ma è una cifra ” largamente sottostimata “. Un numero più verosimile sta in una fascia compresa tra gli 80 mila e le 100 mila vittime. Se si pensa che Wikipedia ci dice che i morti militari italiani ammontano a 450.000 ( cioè deceduti durante il conflitto ) e si aggiungono poi i feriti, i mutilati ed i traumatizzati poi deceduti in un secondo tempo, si arriva facilmente ad una cifra complessiva di 600 mila vittime.

Secondo lo storico Giorgio Rochat (qui un altro link interessante),  i civili uccisi nelle rappresaglie nazi-fasciste ammontano a 10 mila. Se però mettiamo in conto anche gli ebrei italiani morti nei campi tedeschi (7300) e i deportati politici (24 mila), il totale delle vittime italiane non militari, sale a 41 mila. Queste cifre sono riportate nel Dizionario della Resistenza.

Copertina

Personalmente, vorrei aggiungere anche i danni della guerra civile (direi… la guerra comunista). In diversi libri viene riportata la notizia che nel Nord Italia si è accertato che sono state accoppate non meno di 20 mila persone che, per ragioni diverse, avevano simpatizzato per o preso la tessera del fascio repubblicano. E dovevano essere molte di più. Sostiene Pansa.  Giorgio Pisanò invece, giunse a stimare il numero dei morti fascisti o presunti tali in 48 mila, comprendendo però nel computo anche gli italiani d’Istria e Dalmazia trucidati dai partigiani jugoslavi, di cui si parla pochissimo.

Chiunque non fosse d’accordo  con loro e la loro politica, era un nemico potenziale e andava eliminato. Una strategia diabolica che avrebbe dovuto portare alla conquista del potere  per far dell’ Italia uno Stato satellite dell’ Unione sovietica.  Direi che l’abbiamo scampata bella e per un pelo!

not to forget

Team557


la grande domanda e l’offerta

Poi, con tutto questo vedere documentari di guerra, leggere libri e raccogliere testimonianze, succede che una certa idea sulle cose, alla fine, uno se la fa. E’ naturale. Ne ho sentite di tutti i colori. Da History channel; qui se i documenti non sono in una certa chiave non li programmano, non li comprano proprio da Fox channel; da Rai Storia che attinge a piene mani da Istituto Luce (l’altra sponda); dalle inchieste di RaiUno che DEVONO essere sempre risolutive e nazional-popolari; insomma, mi sono illuminato dei resoconti di Biagi, S. Zavoli, G.Bisiach (che il sito di RaiStoria continua a  scrivere sbagliato), A.Petacco, fino agli storici dei giorni nostri (vedi sotto); ma nessuno ha mai risposto esaurientemente alla mia domanda-chiave che mi trascino da quando mi interesso di queste cose: tutto il popolo della Resistenza, tutti gli Antifascisti dov’erano i sabato pomeriggio del 1938/39 fino al 10 giugno 1940 e poi dov’erano fino al ’43? Questa è la grande domanda. E l’offerta è la vita dei 415.000 morti italiani ( 330.000 militari e 80.000 civili). Non basta? Ci aggiungo la mia pace interiore; così mi potrò dar pace. Ma intanto i dubbi rimangono.

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