Archivi tag: Giampaolo Pansa

critica a Gianni Giadresco

E chi sono io per esternare una critica ad un giornalista che tanto ha rappresentato nella Resistenza e nella politica locale? Nessuno. Sono un normale utente che compra un libro, lo legge ed esprime un’impressione. Spero di buonsenso. E di educazione. E’ una critica postuma, lo so, che arriva ora con l’intento di evidenziare solo una mia prospettiva sull’atteggiamento particolarmente fazioso e distorto in alcune descrizioni di eventi e di persone.

guerra in Romagna

Non avrò la cultura, nè l’autorevolezza per discuterne la veridicità, ma finendo il libro “Guerra in Romagna” ho trovato solo di cattivo gusto la reprimenda nei confronti di Giampaolo Pansa nell’Appendice “Pansa: un libro che piace ai fascisti“. Come dice l’autore: da un articolo del 16 gennaio 2004 del settimanale la Rinascita della sinistra.

Cercherò di riprodurre i periodi che ho trovato critici inserendo subito ciò che penso in proposito cercando di essere il più chiaro possibile.

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conti alla mano

Bombardate l'Italia

Nel lavoro di Marco Gioannini e Giulio Massobrio: Bombardate l’Italia – Storia della guerra di distruzione aerea 1940-1945, si prova a stabilire una cifra approssimativa relativa ai morti per bombardamenti (anglo-americani) dal 40 al 45.  Si parte però da un conto già stilato, in precedenza, dall’Istat che parla di 70 mila, ma è una cifra ” largamente sottostimata “. Un numero più verosimile sta in una fascia compresa tra gli 80 mila e le 100 mila vittime. Se si pensa che Wikipedia ci dice che i morti militari italiani ammontano a 450.000 ( cioè deceduti durante il conflitto ) e si aggiungono poi i feriti, i mutilati ed i traumatizzati poi deceduti in un secondo tempo, si arriva facilmente ad una cifra complessiva di 600 mila vittime.

Secondo lo storico Giorgio Rochat (qui un altro link interessante),  i civili uccisi nelle rappresaglie nazi-fasciste ammontano a 10 mila. Se però mettiamo in conto anche gli ebrei italiani morti nei campi tedeschi (7300) e i deportati politici (24 mila), il totale delle vittime italiane non militari, sale a 41 mila. Queste cifre sono riportate nel Dizionario della Resistenza.

Copertina

Personalmente, vorrei aggiungere anche i danni della guerra civile (direi… la guerra comunista). In diversi libri viene riportata la notizia che nel Nord Italia si è accertato che sono state accoppate non meno di 20 mila persone che, per ragioni diverse, avevano simpatizzato per o preso la tessera del fascio repubblicano. E dovevano essere molte di più. Sostiene Pansa.  Giorgio Pisanò invece, giunse a stimare il numero dei morti fascisti o presunti tali in 48 mila, comprendendo però nel computo anche gli italiani d’Istria e Dalmazia trucidati dai partigiani jugoslavi, di cui si parla pochissimo.

Chiunque non fosse d’accordo  con loro e la loro politica, era un nemico potenziale e andava eliminato. Una strategia diabolica che avrebbe dovuto portare alla conquista del potere  per far dell’ Italia uno Stato satellite dell’ Unione sovietica.  Direi che l’abbiamo scampata bella e per un pelo!

not to forget

Team557


il lato oscuro di Bulow (la strage di Codevigo)

In questa sede, e credo in nessun altra, nessuno vuol disconoscere i meriti di Arrigo Boldrini che in questi ultimi 60 anni sono stati più volte ricordati, celebrati e insigniti di riconoscimenti. Ribadisco che, personalmente, mi limito soltanto a consegnare alla memoria di chi mi legge gli interrogativi e tutti gli aspetti che il personaggio ha presentato nello svolgere del suo ruolo. E per essere più chiaro mi appoggerò a fonti che di volta in volta citerò.

Vengo al punto. Ho letto di recente “la strage di Codevigo” di Gianfranco Stella e non nascondo che la cosa mi ha mosso pensieri che avrei preferito non avere. Prima di cominciare il libro mi sono ricordato di un detto contadino: «un soldo da solo non suona..!» e mi sono fatto un giro in internet e la cosa che mi è apparsa subito è la lista di detrattori di Bulow piuttosto lunga. Le grida non si placano nemmeno dopo la sua morte avvenuta nel 2008 e ho trovato notizia che in quasi tutte le manifestazioni tenute in suo onore siano apparse contestazioni di un certo peso. Sarà…

A gettare ulteriore benzina sul fuoco è il parere dello storico Gianfranco Stella, autore di “Ravennati contro”, del recente “Crimini partigiani” e di altri testi sulla Resistenza che hanno riaperto vecchie ferite. “Arrigo Boldrini e’ stato il boia di Codevigo”, sostiene Stella nel ricordare Bulow. Parlando alla conferenza stampa organizzata dal Popolo della Libertà ravennate sulle ragioni della protesta contro il monumento a Bulow, Stella spiega: “E’ storia, non ho paura di querele”. A dargli ragione c’e’ una sentenza, riferisce, esito di un “processo lunghissimo e imbarazzante per i magistrati di Ravenna, Rimini e Forli'” che prova “oggettivamente” la strage. Si tratta di un massacro, secondo Stella, con ben 120 vittime, “ma sono solo quelle accertate, io credo che siano molte di piu’. Perche’ i testimoni oculari raccontano che per liberare il fiume Bacchiglione dai cadaveri hanno dovuto usare mine anticarro”. Stella condivide la contrarietà al monumento a Bulow collocato di fronte all’ingresso del Consiglio comunale, perchè “un sindaco deve evitare le provocazioni, cosi’ Fabrizio Matteucci non aiuta il processo di pacificazione”. Il capogruppo di An Sergio Covato, chiarisce che il Pdl “non vuole riscrivere la storia, ma sulla scelta di intitolare o dedicare strade e statue ci vuole, se non l’unanimita’, almeno la massima condivisione”. Per il centrodestra Bulow resta, se non un “boia”, quantomeno il principale rappresentante di un movimento partigiano che “non è quello che combatteva per la liberta’ – spiega Gianluca Palazzetti (An) – ma quello che voleva sostituire al totalitarismo fascista quello staliniano”.

Qui si dirà certamente che sono solo voci della destra revisionista, ecc. ecc. anche quando si cita Giampaolo Pansa (che non è propriamente di destra, anzi…); ma il punto NON è chi lo dice ma cosa viene detto e come viene sostenuto. E a questo proposito colgo l’occasione per riportare alcune frasi, tratte dai diari di Bulow che sono state usate negli anni, non tanto a discolpa ma per chiarire meglio la sua posizione di quei giorni.

ricordo che in quei momenti (fine aprile 45), dopo l’occupazione di Mestre e Venezia, la grande unità ha raggiunto il suo compito offensivo e che perciò tutti i reparti dovranno sostare nelle posizioni raggiunte ma  con il compito di rastrellare residue resistenze, raccogliendo e riordinandosi in attesa di ulteriori ordini ”.

E ancora:

si informa il Governo Alleato della non facile situazione determinata dalla presenza in zona di reparti della RSI sbandati. Per  noi inizia un lavoro nuovo e complesso: bisogna far intendere ai patrioti che la guerra è finita e che si dovranno affrontare i nodi politici, sociali e culturali per la ricostruzione della nuova Italia ”.

Il 6 maggio:

ci giunge notizia che «Cremonini» (della divisione Cremona) e altri partigiani, sollecitati dai rispettivi comandi, danno caccia a fascisti e presunti tali. E’ molto difficile intervenire a causa dell’asprezza criminale della condotta nazifascista durante il conflitto. Il nostro compito è di raccomandare l’autodisciplina, di avere rapporti con il CLN e le forze partigiane della regione “.

Gli eventi si succedono incontrollati e velocissimi.

Per una cronologia più completa si veda: http://torino19.splinder.com/post/12096810 .

Il 10 maggio:

Si ricorda che la direttiva del CLN per il nord Italia del 19 aprile è allineata a quella dei comandi Alleati: «annientare il nemico ovunque si trovi» e anche in questo caso la 28° si assume la piena responsabilità degli ordini che le sono stati impartiti!”.

In questo clima di epurazione legalizzata Arrigo Boldrini accenna a “gruppi autonomi ed incontrollati cheagiscono di notte senza rendere conto dell’operato. Occorre ricordare che gli animi sono esasperati; molti partigiani hanno avuto le famiglie massacrate dalle forze nazifasciste e che abbiamo fatto richiesta ai membri del CUMER (Centro Unico Militare Emilia Romagna) di un premio di smobilitazione da assegnare a tutti in aiuto reale alle famiglie dei caduti e dei feriti e chiediamo inoltre il sostegno del Governo a queste nostre richieste“.

 

Il risultato tangibile di queste esortazioni/richieste di autodisciplina porteranno alle sevizie e alla eliminazione di oltre 365 vite umane inermi, arrese, rassegnate ed ignare. Erano soldati e civili.

Ma Bulow non ne parla. Disse che non sapeva nulla. Possibile? Umanamente accettabile? Alla storia non si consegnano chiacchiere ma fatti , deposizioni, testimonianze. E i libri ci sono. Le testimonianze partigiane pure.

Qualcuno, dopo 50 anni ha parlato prima di morire.

Gianfranco Stella è stato assolto nella causa intentata da Arrigo Boldrini per vilipendio alla Resistenza, il 15 luglio 1998.

 

Per par condicio e per onestà si vuole tenere a mente tutti la memoria per garantire la correttezza della “memoria condivisa” (tanto cara a Larussa), al riparo dal lasciapassare dell’antifascismo che sino ad oggi ha concesso e perdonato sin troppo.

piccoli appunti  (per curiosi)

Ulteriori info in:

eroi senza macchia

crimini partigiani provati

crimini partigiani successivi

not to forget


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