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24/25/27/28 agosto 1943. cronaca

24 agosto: martedi

  • Novità. Il generale Zanussi, su istruzioni del capo di S.M.R.E. Roatta, parte per Lisbona in aereo da Guidonia;
  • Durante il tragitto incontra Dino Grandi a Siviglia;
  • A mezzanotte ha il primo incontro con l’addetto militare britannico a Lisbona;
  • Kesselring decide di dare esecuzione alle misure di sicurezza per le forze armate tedesche in Italia.

A Roma, rimasto incredibilmente senza notizie di Castellano, il C.S. italiano e sospettando che fosse stato catturato dai tedeschi, pensa a qualche alternativa. In fondo, il tempo stringe: bisogna agire.
Grandi è già stato inviato a Madrid da Guariglia e così Ambrosio, su suggerimento di Roatta, incarica Zanussi di rintracciare Castellano, alla peggio, di sostituirlo nella trattativa con gli alleati.
Da notare che nessuno disse nulla a Guariglia della missione nuova di Zanussi. sarebbe bastato avvisarlo della missione progettata perchè in tal caso, egli avrebbe suggerito di aspettare almeno fino al 26 agosto prima di fare la figura di poter sembrare una sorta di gita-Piemonte in viaggio dall’Italia. Prima Castellano, poi Grandi, poi Zanussi… Nel giro di venti giorni gli alleati si sono visti arrivare quattro emissari italiani, tutti più o meno privi di credenziali, tutti senza un’idea chiare degli scopi della trattativa.

Intanto, in Italia, Kesselring ordina:

  1. lo sgombero dei tratti di fronte minacciati, compresi i presidi nelle isole, cercando di salvare la maggior parte del materiale esistente. E qui, giù ruberie ed azioni di forza per accaparrarsi tutto quanto era possibile;
  2. accordo con i comandanti italiani che avevano il compito di facilitare le operazioni;
  3. discreti dislocamenti temporanei di truppe e di materiali ad agevolare l’azione nei casi di maggiore difficoltà. Nel caso di resistenza italiana, l’ordine era di aprirsi la strada con qualsiasi mezzo.

 

25 agosto: mercoledi.

  • Zanussi incontra nuovamente la delegazione alleata alle 15.00 .
    Gli viene consegnato il testo dell’armistizio “lungo”.

C’è un punto. Una circostanza. Castellano il 26 è in viaggio per Roma con l’armistizio “corto”; Zanussi, che non lo sa, riceve quello “lungo”.
Si creano intighi ed equivoci: c’è da ridere.
Intanto Grandi che fa? Mah. Cosa serve? Sarà in giro con la famiglia.
Domanda. Perchè mai Zanussi gira in aereo e Castellano deve muoversi in trenino? Con i tempi decisamente diversi? Non c’era fretta?
Da notare ancora che nel viaggio Siviglia-Lisbona in aereo sono presenti Zanussi e Grandi, entrambi all’oscuro dei reciproci incarichi, ma viaggiano sullo stesso aereo e si ignorano completamente! Raro.

Eisenhower si preoccupa:

  1. lo sbarco di Salerno ormai è deciso e la data si avvicina pericolosamente;
  2. se gli italiani, già pini di dubbi, paure e furbizie vengono a conoscenza del pesante testo dell’armistizio “lungo” potrebbero far cadere la trattativa o comunque renderla più lunga e difficile;
  3. in vista dello sbarco la loro collaborazione potrebbe variare o, addirittura, riservare sorprese; comunque è importante.

Il comandante supremo può procedere sulla base del testo più semplice e  meno pesante: quello “corto”; il punto ora è quello di bloccare a Lisbona Zanussi in possesso del “lungo”!
In Italia si vedrà solo la versione dimagrita e l’accordo sarà facilitato.

Intanto Castellano è in treno per Roma e siamo alla vigilia del 27 agosto. Nasce in quelle ora l’equivoco delle clausole aggiuntive letali.

 

27 agosto: venerdi.

  • Castellano arriva a Roma di prima mattina.
  • Alle 11,30 riunione con Rossi (Ambrosio era assente) e Guariglia nello studio di Badoglio.
  • Castellano consegna al maresciallo il testo dell’armistizio “corto”; il promemoria di Quebec – con la resa incondizionata mitigata da un “dopo” più clemente” -; il verbale della riunione del 19 agosto con Bedell Smith e Strong a Lisbona.

 

28 agosto: sabato.

  • Ore 11.30: nuova riunione plenaria con Badoglio, Ambrosio, Castellano, Guariglia e Carboni.
  • Mussolini lascia la Maddalena. Si parla del Gran Sasso.

Badoglio è perplesso. Trova le condizioni – molto dure e di quasi impossibile attuazione – e aggiunge che aggiornerà la riunione al 30 agosto. Proprio il giorno della scadenza alleata.
Ad Algeri il clima è ora teso. Gli inglesi temono l’ennesimo voltafaccia italiano. E il pericolo c’è.

Intanto, all’alba, Mussolini, con un idrovolante della Croce Rossa, viene portato a Vigna di Valle sul lago di Bracciano, da dove proseguirà in ambulanza fino ad Assergi (questa mania dell’ambulanza è un’ossessione) in provincia dell’Aquila.
Il Duce viene alloggiato in una villa vicino alla stazione di partenza della funivia del Gran Sasso. A proteggerlo ci sono 43 carabinieri e 30 poliziotti, più un gruppo cinofilo con 6 cani.
Il pericolo tedesco di una liberazione improvvisa è altissimo.


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