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Attenti al filo!

«Attenti al filo» è un importantissimo documentario di prigionia, illustrato a colori e mezzatinta, di Alessandro Berretti che negli anni 1946/47 veniva venduto a 9000 lire solo ai reduci registrati in Federazione ANEI. Nel 1974 fu fatta una ristampa a cinque colori su carta particolare. E’ una cosa di mio papà che conservo con una cura particolare. Prima che il tempo cancelli tutto, trovo tempo e luogo per condividere e far sapere per quanto può essere a me concesso.

L’autore (internato n.7361) è riuscito a conservare tutti i disegni nati nal Lager che fanno trasparire spesso necessità e sofferenza.  Le tavole caricaturali forse rappresentano la parte documentale  più efficace del volume. I disegni hanno strappato sorrisi e regalato qualche attimo di buonumore ai prigionieri e persino tra le guardie tedesche che apponevano poi il timbro “lasciapassare” per poterle tenere e conservare. L’aver portato sollievo anche solo per un istante nei mesi di sofferenza conferisce a queste tavole un valore inestimabile che deve essere fatto conoscere per non dimenticare.

tratto dalla prefazione delle dispense del 1974:
Spiegare cosa sia la prigionia è perfettamente inutile: chi l’ ha fatta lo sa, chi non l’ ha fatta non lo può capire. Esistono delle cose, al mondo, che non si possono descrivere. La fame, per esempio, è una di queste e lo stesso succede per la pri­gionia che è ancora più difficile da descrivere della fame in quanto essa comprende, oltre alla fame, altre cento cose peggiori ancora della fame.
La prigionia, per comprenderla, bisogna viverla. E per ricordarla, bisogna riviverla. Non si può avere l’esatta sensazione di quelle sofferenze ripensando alla vicenda cumulativa. Occorre considerarla tappa per tappa. Niente visioni panoramiche, ma dettagli. Scegliere, nei film arrotolati dentro i casellari della memoria, un fotogramma solo. Ecco: io seduto sul mio sacco a margine d’una strada; Fango. Scarpe sfondate, piedi bagnati; Una grossa vescica sotto il tallone sinistro. Crampi allo stomaco. La sentinella appoggiata alla pianta fumava. Due mesi che non fumavo.

e ancora:

Queste tavole di Berretti contengono quel tanto di verismo e quel tanto di disin­voltura artistica che servono allo scopo. Esse ci presentano i nostri ricordi come già velati da quella lieve nebbia fascinosa che il tempo distende sulle cose del passato. Queste tavole collimano perfettamente con le immagini stampate nella nostra memoria e così, al solo guardarli, le due immagini si sovrappongono e ci ritroviamo senza neppur pensarci, appoggiati alla baracca, o accucciati nell’angolo del vagone.
Ciò vale naturalmente anche per chi. non è stato nei Lager. Egli è almeno in grado di vedere con l’occhio del prigioniero.
Guareschi.

I disegni sono raccolti in 3 categorie e rappresentano uno dei ricordi più preziosi del periodo.

Dedicato a mio padre. Con tutto il cuore che ho.

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