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Fritz Mandl. in deep

Clamorosamente sobillato dalle indagini di Hunting Hitler, mi sono interessato a questo ex-costruttore di biciclette, come raccontano quelli del Team… Baer, perchè come lo hanno descritto loro mi sembrava un po’ troppo sottodimensionato per ambire al ruolo di fornitore di un futuribile Quarto Reich.

Intanto, ne avevo parlato qui e lì.

Il personaggio di Fritz Mandl fu una personalità di spicco del ventesimo secolo, che con la sua fabbrica di munizioni Hirtenberg Patronenfabrik riuscì a diventare un attore economico direi rilevante nel contesto internazionale. Con l’ascesa del nazismo, a metà degli anni ’30, è costretto a fuggire dal proprio paese, lasciando la fabbrica che in seguito sarebbe stata conquistata dai nazisti. Come destinazione scelse l’Argentina, considerandola la più appropriata.

carta d’immigrazione di Fritz Mandl

Fritz Mandl riuscì subito a diventare molto legato a Perón, per averlo consigliato in materia di industria militare. Tuttavia, si sottolinea a questo proposito un commento del figlio: “Mio padre lo ha visto solo una volta nella sua vita a Perón. Aveva molti amici nell’esercito perché l’austriaco Hirtenberg Patronenfabrik vendeva munizioni all’esercito argentino, poiché vendeva munizioni agli egiziani, agli spagnoli, ecc.
In breve era diventato una compagnia internazionale. Qui aveva conosciuto la gente e aveva deciso di stabilirsi in Argentina perché gli sembrava molto più europea degli Stati Uniti. Qui aveva molti amici, nei governi in esilio di Ungheria, Polonia, Austria, che a loro volta avevano altri amici (in Europa), anche non diplomatici. Si sentiva molto più a suo agio in Argentina e si stabilì qui nel ’40. Quello che si è vista abbastanza è stata Evita Perón, perché era l’amica di Dodero. E Dodero era intimo con mio padre. Avevo amici che conoscevano Perón e, come tutti gli industriali, davano soldi tra una festa e l’altra. Era molto amico con diversi militari e  molti erano pro-tedeschi. L’esercito argentino ha sempre voluto imitare il modello tedesco “.

Secondo una fonte ben informata dei fatti, in Argentina, gli inglesi avevano cercato di trovare una figura internazionale, perché avrebbero voluto a tutti i costi che il governo di Peron dichiarasse guerra e si unisse agli Alleati. Poi hanno scelto Friz Mandl come figura internazionale importante, ma, al suo rifiuto di schierarsi, hanno inventato un’intera operazione dicendo che era un “nazista”. Così fu addirittura arrestato da Perón, perché Braden (ambasciatore americano in Argentina) lo pretese. Ma Mandl, in quel momento, era argentino e non voleva essere tedesco, nè avere un passaporto tedesco: perchè detestava Hitler. Lui era un monarchico, — spiega la fonte di informazioni in relazione a queste accuse — ed in seguito alle quali avviò poi azioni legali in Inghilterra e negli Stati Uniti, ottenendo anche un risarcimento per questo.

Un’altra fonte rivela che, una volta esiliato in Argentina, Fritz Mandl promosse diversi tipi di progetti e fece alcuni investimenti. In Argentina comprò Mazaruca, nelle isole Lechiguanas di Entre Ríos, dove realizzò un fornello per il riso; fu uno dei primi a fare il riso qui. Poi ebbe un campo a Las Flores. Aveva una compagnia chiamata Cornela, che costruiva mattoni. A Rosario c’era una fabbrica di biciclette, la Cometa e altro ancora.

A proposito della fabbrica di munizioni che aveva in Austria, Fritz Mandl dovette lasciarla con tutta la sua famiglia, dal momento che le loro vite erano in pericolo a causa della loro discendenza ebraica. La fabbrica cadde così nelle mani dei nazisti, i tedeschi. La restituirono nel ’55 una volta che i russi se ne andarono, perché dopo i tedeschi entrarono i russi. Quando i russi se ne andarono, non rimase nulla della fabbrica. Mandl però rimise di nuovo tutto insieme. Ricostruì completamente gli impianti e riuscì ad esportarli. Furono momenti convulsi.

 

Socialmente non passò inosservato il fatto che aveva avuto numerosi flirt con donne bellissime, tra cui la famosa attrice Hedy Lamarr (nome d’arte dell’austriaca Eva Marie Kiesler) che sposò nella natia Austria e sembra che per una notte la concesse ad Hitler (sembra per ottenere un lauto contratto d’armi).
Storie dei fine anni ’30.
La bellissima attrice cinematografica poi lo lasciò per emigrare negli Stati Uniti, prima della guerra e diventare quello che è diventata poi.

 

L’imprenditore inventò anche alcuni elementi molto tecnici per lo sforzo bellico americano, tra i quali un siluro guidato a distanza e alcuni dispositivi di scrambling radio. Durante la guerra fece un’enorme fortuna vendendo armi al Reich, poi quando la Germania perse la guerra fornì armi alle forze dell’amico migliore di Hitler: Juan Peron. Le fortune di Madl crebbero a dismisura e costruì palazzi sontuosi in tutto il Sudamerica; ma i suoi preferiti erano a La Falda e ora sono lussuosi e costosi. Ci ha lasciato nel 1977.

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Hunting Hitler ancora critiche

Hunting_Hitler_commentsScrivo di getto. niente di nuovo: faccio quasi sempre così. E vorrei chiedere a qualcuno della produzione di Hunting Hitler se si può accettare il continuo salto di palo in frasca in un’inchiesta che ha la pretesa di cercare di svelare qualcosa. Solo in virtù del voler seguire i memorandum dell’FBI (che spesso si sono rivelati molto imprecisi) non si può aprire sempre nuovi capitoli senza seguire un filo logico che leghi, spiegando, le ragioni degli spostamenti di Hitler. Faccio un esempio.
Nell’ultimo episodio, ad un certo punto, rovistando tra i rapporti del 22 mag 1948 appare una nota dove si riporta che Hitler, con 2 medici e due piloti, vola a Bogotà (dal Brasile) portando i piani di costruzione di questo missile B3.
Nel rapporto si evidenzia che una volta atterrato viene bruciato l’aereo.
Perché? per quale motivo si deve bruciare un aereo? E’ chiaro che in questo modo si sapeva di non dover tornare indietro e di dovere trasferirsi stabilmente da Cassino in Brasile, qui in Colombia. Mi sembra il caso di un trasferimento completo dove mancano quasi tutte le informazioni di collegamento. Non ci si sposta con 2 medici e due piloti se si deve fare un trasloco. Questo sembra più un viaggio di lavoro. In quel momento, per esempio, dov’è Eva Braun? Dove sono tutti i suoi effetti personali?

Hitler-in-ArgentinaSposto la domanda. Quando è a Bogotà dove va? cosa fa? dove vive, senza aver valigie? Sembra che sia arrivato con un aeroplano piccolo, forse un idrovolante, perchè diversamente non si riuscirebbe a bruciarlo e a buttarlo poi in una palude… Oltre questo aspetto, in 2 o 3 persone non è così semplice sbarazzarsi di un aereo. Hitler nel 1948 ha 59 anni e non credo abbia voluto fare molti sforzi fisici in mezzo ad una palude…
Quindi queste notizie sono molto frammentarie e molto incomplete e per niente documentate.
Del resto, come molte altre.
A me sembra che le comunità tedesche della zona siano riuscite a mantenere il segreto molto bene e a cancellare tutte le tracce.
E’ ulteriormente possibile che altre persone, negli anni seguenti si siano sincerate che tutto fosse a posto ed occultato.
Ancora per esempio: non si poteva indagare più profondamente nella pista di Fritz Mandl, a Cassino? trovare qualcuno che avesse lavorato in quella fabbrica di munizioni? Qui la pista è stata completamente abbandonata e questo non è il sistema di indagare veramente.

Lo dico perchè nella serie Hunting Hitler hanno ripetuto allo sfinimento che il dittatore, per spostarsi, aveva sempre bisogno assoluto di comunicazioni affidabili, di una rete solida e di sostentamenti vitali per lui e per chi viaggiava con lui.
Quindi le fonti FBI o sono, per noi spettatori, incomplete (per motivi decisionali di progetto video) e quindi inverificabili, o sono realmente inattendibili e ciò spiega il perchè non siano sfociate in un’indagine vera e seria negli anni 50.

La verità più vera e profonda è che oggi non si hanno più i mezzi per ripescarla. E’ passato troppo tempo. Devo aggiungere che ho molta stima dei libri che sono stati scritti a riguardo; sono più logici, consequenziali, molto più particolareggiati ma, soprattutto, molto più informati. L’ho scritto.

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L’analisi delle foto e dei pochi rilevamenti del bunker della casa di Bariloche, con la distruzione volontaria del sito, più che un normale collassamento, sta a significare che non si siano volute lasciare tracce di nessun tipo. E’ evidente che la costruzione di un sito sotterraneo nel retro di una casa, che non consente nessuna visione dall’esterno, dimostra il bisogno di un’assoluta riservatezza desiderata solo da chi deve nascondere qualcosa di molto importante. Certo è che in questo caso l’equipe si poteva muovere in altra maniera. Forse la regia della serie televisiva imponeva sempre questo stile di infiltrazione alla IGI project, ma così facendo l’argomento rimane inevaso. Se è vero, come ho scritto in “Hitler vende casa” che la casa era in vendita, forse si potevano chiedere maggiori informazioni. Domandare è lecito, rispondere è cortesia. Se non rispondevano è come se avessero davvero risposto, altrimenti si è allo stesso punto.
Il periodo, storicamente preso in esame, è circa 2 mesi e mezzo dopo la presunta morte nel bunker di Berlino. Con le prove sul campo che indicano casa Inalco come dimora temporanea per Hitler e calcolando che un fuggitivo non rimane mai troppo a lungo in un posto, torna valida la possibilità del trasferimento nel complesso costruito nel nord dell’Argentina, nella giungla di Misiones.

Misiones

Ciò sarebbe potuto essere necessario per consentire, per esempio, l’ultimazione dei lavori di costruzione del luogo, strutturalmente non semplici. Se si prende in considerazione uno spostamento così importante (circa 1100 Km) si deve tener conto del bisogno degli appoggi di una rete di collaboratori sicuri, come i sostenitori tedeschi in Argentina; a questo proposito, dai file FBI sale alla ribalta il nome degli Eichhorn. In un memorandum si riporta che la signora Ida Eichhorn, proprietaria di un grande e famoso Hotel a La Falda, avrebbe comunicato ad Hitler la possibilità di ospitarlo dove avevano già fatto tutti i preparativi necessari per accoglierlo.

LaFalda-preparativi

L’hotel Eden, a La Falda, poco fuori Cordoba, esattamente a metà strada tra Bariloche e Misiones era ideale per una sosta in compagnia di nazisti sostenitori; l’hotel era una normale meta dell’oligarchia argentina, con nobili, duchi e personalità importanti come i presidenti; anche Albert Einstein soggiornò qui. Dal 1934 fu il punto d’incontro dei sostenitori dei tedeschi della provincia di Cordoba, conosciuto in tutti gli ambienti altolocati di Argentina.

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Ma la particolarità di questo fiore all’occhiello per gli hotel argentini era rappresentato dal sistema di protezione per gli ospiti: i tunnel, di cui sempre si è vociferato. Da un sopralluogo nei sotterranei si evidenzia la possibilità che siano stati occultati i passaggi segreti verso i tunnel che consentivano l’entrata-uscita in tutta sicurezza di non essere visti.
Nel caso specifico del dittatore, il pericolo di essere visto originava a sua volta la possibilità che la voce di un avvistamento potesse arrivare negli Stati Uniti, forse in Germania e, addirittura, ai cacciatori di nazisti.

collage-La-Falda

Hitler, verosimilmente, ha soggiornato nella casa personale di Ida e Walter Eichhorn e solo in qualche rara occasione si è recato nell’hotel, via-tunnel.

testimonianza chiave. Catalina Gamero è la domestica, ancora in vita e dalla buona memoria che servì Hitler in un piccolo albergo di proprieta’ degli Eichhorn, i quali chiamavano il Fuhrer con l’appellativo di “cugino”.
Hitler alloggio’ in tutto un paio di giorni nel piccolo albergo per poi trasferirsi nella nuova casa appena costruita dai coniugi sulla collina Pan de Asucar (ulteriori info).
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A questo proposito, pubblico una foto inequivocabile: la foto ritrae Hitler che sta pranzando con Ida e Walter Eichhorn (1945).

 

Catalina rivela che Hitler soggiornò 9 o 10 giorni a casa degli Eichhorn e lì portò sempre la colazione ad Hitler, poi parla del suo trasferimento nel castello di Fritz Mandl, un amico fraterno di Ida e Walter che risulta essere un grosso proprietario, in Cordoba. Questo ricco signore austriaco aveva riconvertito la sua fabbrica di biciclette in Argentina in una fabbrica di munizioni. Qui non vogliono ancora parlare di queste storie perchè hanno ancora paura, ma ricordano ancora la presenza di potenti nazisti nella sua tenuta, dal 1944.
Sale la convinzione che Hitler avesse l’intenzione di ricostruire il Partito. Probabilmente usava l’albergo per le riunioni organizzative, forse per un Quarto Reich e, in attesa che le cose prendessero forma, si trasferisce nel complesso di Misiones, per poi riemergere dal suo isolamento, il 9 luglio 1947, a Cassino, in Brasile a 800 Km da Misiones.
testimonianza 12. Dalla testimonianza del giornalista francese Pierre Dumont si apprende che nell’hotel Cassino esisteva grande una sala da ballo dove c’erano spettacoli di danza, con ballerini famosi, aperti al pubblico e anche privati. In uno di questi eventi assicura di aver chiaramente riconosciuto Hitler tra il pubblico. Siamo nel 1947 e c’è la sua presenza alla prima di uno spettacolo di ballo. Il giornalista riporta anche l’installazione di una potente antenna radio vicinissima all’albergo, montata orizzontalmente e non verticalmente, come di solito. Oggi si chiama ancora Hotel Atlantico  e la direttrice ci conferma che all’hotel arrivavano quotidianamente ospiti da tutto il mondo, complice l’aeroporto vicino.
Persino un documento dell’FBI riporta la notizia di Hitler ad un balletto nell’Hotel 2 anni dopo la sua presunta morte nel bunker.
articolo-ballettoAlla biblioteca di Cassino, negli archivi dei giornali dell’epoca, si trova la notizia delle giornate pubbliche dello spettacolo; il 6-7 febbraio 1947, 2 serate aperte al pubblico, mentre nel documento dell’FBI si parlava di 3 serate. Quindi la prima dello show era sicuramente privata e il giornalista che ha ne ha riportato la notizia già il giorno 6 conferma di aver visto Hitler ed Eva Braun tra i presenti.

continua

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