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verso la caduta: fino all’ultimo

… e oltre.


Dopo il bombardamento di Ciampino sappiamo che Mussolini si recò dal Re. Siamo al 20 luglio.


Questa cosa mi fa morire: sempre da solo, come un grullo qualsiasi, senza che nessuno lo accompagnasse. Possibile? Mah.
Forse si sentiva sicuro. Come andare da un amico.
Il Sovrano gli chiese notizie, previsioni sul futuro del Fascismo; qui il Duce non seppe rispondere e il monarca prese posizione promettendogli che sarebbe stato in grado di far uscire il Paese dal conflitto entro la prima metà di settembre.
Un piano preciso e ordinato. Superato un primo momento di stupore si appoggiò pesantemente allo schienale della poltrona dove era seduto e chiese: “chi prenderà il mio posto?” – “Vedremo. per il momento ho pensato a Badoglio…” rispose il Re. Ma ci sono tracce che ai suoi subordinati da giorni aveva comunicato che Badoglio avrebbe sostituito Mussolini in tutte le cariche.
Ma come? Fai un atto di entrata in scena e lo fai ancora con delle bugie? Ma che persona sei?
Possibile che a Mussolini non sia giunta nessuna voce? Neanche ad un qualsiasi fascista? Intanto il 21 riceve voci, prove e documenti che Grandi sta ordendo un complotto ai suoi danni e che lo colpirà nel Gran Consiglio. Gli è stato detto che il conte di Mordano è arrivato a Roma lunedì 20 e lavora ad un ordine del giorno da sottoporre al Capo del Gran Consiglio.
Quindi Mussolini sa.


Vi si chiede la fine del regime e il ritorno del potere al Re. Grandi ha un piano: rompere subito l’alleanza con la Germania e, se necessario, combatterla.
Sempre il 21, Carlo Scorza, segretario del Partito, convoca la seduta del Gran Consiglio per il 24, tra tre giorni.
Persino Clara Petacci ha lasciato scritto che a mezzogiorno del 21 luglio ebbe tra le mani una bozza dell’ordine del giorno Grandi, confessando la sua grande sorpresa.
A Palazzo Venezia fu proprio Grandi a mostare l’ordine del giorno a Scorza che rimase sbigottito. Ma c’è ancora di più. Grandi vede in giornata Mussolini ancora una volta per consegnargli ufficialmente un volume di 300 pagine, proprio mentre a Palazzo Venezia è presente anche il Capo dello Scacchiere sud d’Italia: il gen. Albert Kesselring. Curioso e poco noto.


Nelle sue memorie il gen. tedesco scriverà che vide Grandi uscire dall’ufficio del Duce dopo essersi trattenuto per oltre due ore e ricorda Mussolini dire una frase sconcertante: “abbiamo parlato francamente e lavoriamo sulla stessa linea! Mi è completamente fedele!“. Poi lo ha visto contrarsi improvvisamente e dolorosamente sull’addome, impressionandolo.
Grandi deve averlo giostrato e imbarbagliato alla grande, oppure il Duce non ha capito affatto.
Perchè Mussolini ha lasciato scritto un commento così positivo sull’uomo che stava per abbattere il suo potere e distruggerlo?
Mistero.
Però il giorno 22, un appunto autografo rivela che giudica l’Ordine del Giorno inammissibile e, addirittura, vile.
Perchè qui Mussolini si contraddice sull’incontro con Grandi? Vuole forse coprire qualcosa? Ma se ritiene “inammissibile” l’Ordine del Giorno del conte di Mordano perchè non lo fa arrestare?
Con telefonate e visite di routine la giornata passa e siamo al 23 luglio.

Prende piede la tesi che Grandi abbia preparato due ordini del giorno; – il primo, con toni molto vellutati, da presentare al Duce e a certi membri sicuramente contrari;
– un secondo, per sè e pochissimi altri con la verità più cruda e le proposte fatali.
Da ricordare che il Gran Consiglio non si riuniva dal 1939 ed aveva potere solo consuntivo e i suoi pareri non erano vincolanti. Roma tutta però sentiva che qualcosa era nell’aria. Qualcosa era trapelata chiaramente.

Ora è il 24. Nella seduta, dove non esistono foto di sorta, dove non esiste verbalizzazione alcuna, rimangono solo testimonianze personali, ma, dopo 70 anni, è stato scoperto un verbale dove si riporta che la seduta ha avuto sempre un clima incandescente, che è stata interrotta per tre volte a causa della malattia del Duce e che lo ha visto sempre poco ciarliero e dimesso, infine che un gerarca ha addirittura estratto una pistola urlando.
Tuttavia, analizzandolo meglio, c’è da chiedersi come può essere che un documento tale sia rimasto sepolto per oltre 70anni e poi si fa notare un dettaglio sbagliato: l’anno fascista comincia il 22 ottobre di ogni anno ed è scritto invece “XXII”, ma siamo ancora nel 21esimo.
Questo verbale allora è falso? E chi lo ha scritto? Con quale scopo?
Comunque, dopo Mussolini, Grandi parlò appassionatamente del suo Ordine del Giorno chiedendo di restituire al Sovrano il comando delle Forze Armate e suscitando contrasti verbali fortissimi, poi un nuovo colpo di scena: Mussolini compie una scelta apparentemente suicida. Invece di dibattere due altri ordini del giorno a Lui sicuramente più favorevoli ordina di votare l’Ordine di Grandi.

Alle prime luci del 25 luglio il risultato parla chiaro: 19 sì, 8 no ed 1 astenuto. L’Ordine del Giorno Grandi è approvato dalla maggioranza. Il Duce si ritira nella stanza attigua con alcuni fedelissimi che lo invitano ad arrestare tutti gli oppositori ma Lui dice no: invita alla prudenza, ripete che molto dipenderà dal Re. Strano. Perchè subito dopo telefona a Claretta dichiarando che “la stella si è oscurata: è finito tutto!”. Quindi tutto gli è chiaro. Fin troppo.

Un’altra considerazione.
Dato che il Gran Consiglio, per definizione risaputa, non aveva valenza assoluta, con potere solo consuntivo ed i suoi pareri non erano vincolanti, come mai allora il Governo è caduto?
Come mai, solo per un ordine del giorno contrario, ha generato una crisi di Governo?

L’indomani aveva già l’appuntamento col Re per capire se poteva esistere la possibilità di una conferma della fiducia.
Alle 4 di notte rientrò a casa confidando alla moglie Rachele che tutto era concluso e che sarebbe dovuto andare a Villa Savoia in borghese; in borghese per aver un tono più dimesso – ma non troppo – perchè la guerra era stata una responsabilità non solo sua ma anche del Re che lo aveva spalleggiato. Dopo un breve sonno di qualche ora, alle 8 era già verso Villa Savoia. In borghese.
Una domanda. Perchè da solo? Come un pirla abbacchiato? Perchè non c’era neanche una guardia, un fascista di rango, ad accompagnarlo?
Hitler si muoveva sempre con almeno 8 SS agguerrite attorno, mentre invece Mussolini girava da solo? Veramente strano.
Così che se un antifascista lo avesse incontarto poteva sparargli come ad un piccione ferito…per strada. Una tremenda ingenuità capitale. Mah.
Un’altra curiosità. Se i tedeschi sapevano già tutto perchè non hanno fatto nulla? Cosa costava loro arrestare il Re, tutti gli oppositori e i generali a loro favorevoli?
L’impressione generale è che qui Mussolini sia stato abbandonato da tutti, senza nessuna protezione.
Un altro particolare non noto. Probabilmente, il giorno 23, nella Villa Badoglio c’era stato un incontro tra il Maresciallo Graziani e Badoglio stesso, probabilmente per delineare le nuove posizioni del dopo-Fascismo. Graziani si era incontrato di sfuggita anche con Mussolini poche ore prima della seduta, dichiarando la sua lealtà nei suoi confronti.
Ma, attenzione: secondo una testimonianza Badoglio andò alle 7 di mattina (???) a Villa Savoia, poco prima di Mussolini che, secondo la testimonianza di Enrico Mangione – centralinista del Quirinale – riporta un fatto inspiegabile avvenuta sotto la torre della Milizia: la macchina del Duce girò ripetutamente attorno ad un aiuola… più volte. Perchè? Ebbe un ripensamento? Voleva tornare indietro? L’auto continuò a girare ancora poi riprese la marcia ed entrò in Villa Savoia, fece scendere Mussolini poi si allontanò. Perchè non lo aspettò per il ritorno? Sapeva forse qualcosa?
Qui alcune decine di Carabinieri ed un’autombulanza aspettavano nascoste sul retro. Un altro esempio di viltà.
Fatemi scrivere che questo che descrivo è un mondo di tradimenti e traditori e fuggitivi. Comunque, è un colpo di Stato.

Il Re riceve Mussolini. Sono da soli nella stanza. Dei due solo Mussolini lascerà una testimonianza dell’incontro che giace in un archivio audio tedesco.
Mussolini non sa di altri due particolari: la pistola, che il Re aveva nascosto sotto un cuscino del divano e la persona, dietro la porta, che origliava e lo stava facendo per ordine preciso del Re.
Era l’aiutante di campo Paolo Puntoni che rivelò che i due parlarono ad alta voce, poi ad un certo punto bisbigliarono, come temendo che qualcuno potesse ascoltare. Cosa si dissero?
Poi i fatti, come li conosciamo. L’arresto all’uscita e la telefonata fatta a Badoglio di conferma. La corsa folle verso una caserma, poi in un’altra, dei Carabinieri.
Nelle prime ore del mattino del 25 non vi sarà nessuna iniziativa nè da parte della Milizia, nè del Partito. Ri-strano. Forse ancora alla ricerca di una spiegazione convincente.
Il decreto reale-ministeriale del 26 luglio riporta un inciso: – il Re revoca il cav. Benito Mussolini dalle sue funzioni – a sua domanda -. Un tentativo di sgravio di fronte ai tedeschi?
Ma gli inganni non sono ancora finiti.
Ancora più inquietante è il biglietto che Badoglio fa consegnare a Mussolini.

Il sottoscritto, Capo del Governo, tiene a far sapere a V.E. che quanto è stato eseguito nei Vostri riguardi è unicamente dovuto al Vostro personale interesse, essendo giunte da più parti precise segnalazioni di un serio complotto verso la Vostra Persona.

Spiacente di questo, tiene a farVi sapere che sono disposto a a dar ordini per il Vostro sicuro accompagnamento coi dovuti riguardi, nella località che vorrete indicare -.

Incredibile. L’ambasciatore a Berlino spiega che avrebbe votato a favore dell’Ordine del Giorno Grandi (c’era anche lui al Gran Consiglio?) solo perchè la cosa era da considerare la prosecuzione di una discussione tenutasi giorni prima, alla presenza del Duce.
Dunque non pensava ci fossero problemi.
Una cosa è chiara. Mussolini ha sempre saputo della piega che gli eventi stavano prendendo e dei partecipanti alla partita.

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