Archivi tag: Ferruccio Parri

Ovra

titoloOvra

Già dall’attentato di Bologna del 31 ott ’26, l’allora capo della polizia, Arturo Bocchini, fu pervaso dall’ossessione di prevenire i crimini politici. Per questo motivo, nel 1927 venne aperta una sede, a Milano, sotto l’insegna di copertura di «Società anonima vinicola meridionale». Perché Milano? Per il motivo che la città era considerata la più attiva e reazionaria nei confronti del regime. A.BocchiniNasce così una squadra di agenti segreti e di ispettori incaricati delle indagini e del lavoro quotidiano e, soprattutto, una fitta rete di informatori prezzolati e reclutati in ogni ambiente. A capo c’è Francesco Nudi, un poliziotto allora molto stimato. Questa rete si prefigge di spiare e riportare TUTTO quello che capita di sentire, i rumors e di osservare in giro. Per fare questo si rivolge al “popolino” di tutte le risme: ladri, prostitute (molto attive), camerieri, portinai, operai; fino ad arrivare a medici, docenti universitari, giornalisti e dame di alta borghesia. Non ultimi, anche molti commercianti e scrittori (ad es. Dino Segre – pseud. Pitigrilli).

Tutti gli italiani dovranno sentire in ogni momento della loro vita di essere sotto controllo, tenuti a bada, scrutati, sorvegliati da un occhio che nessuno sara’ in grado di individuare”!disse Mussolini. “Il nuovo organismo avra’ poteri e possibilita’ illimitati e dovra’ esterderli su tutto il Paese come una gigantesca piovra…”aggiunse dopo una riunione con alcuni gerarchi.

gotha-OvraQuesto nuovo organismo, al di fuori di ogni controllo statale ed estraneo ad ogni struttura politica, fu conosciuta solo dopo un comunicato dell’agenzia Stefani del 3 dicembre 1930, nel quale si diceva: “La Sezione speciale Ovra della direzione generale di PS, dipendente direttamente dal ministero dell’ Interno, ha scoperto un’organizzazione clandestina che ordina delitti contro il regime, alcuni dei quali dovevano avvenire in occasione dell’ottavo annuale della marcia su Roma”. Ovra = Opera di vigilanza repressione antifascismo.

archiviOvraCon un finanziamento di 350mila lire (di allora) e promettendo stipendi che potevano raggiungere anche le 5000 lire al mese + i premi-produzione, si trovò ad aprire in breve altre sedi a Bologna, Avezzano, Palermo, Catania, Napoli, Firenze , Roma, Pescara, Bari e Zagabria. E con il crescere dell’Ovra crescevano anche le assegnazioni di fondi fuori controllo, tipo Sisde: e come si usava nel Sisde, anche allora se c’era bisogno di denaro per operazioni sporche e arricchimenti privati si ricorreva a questi pozzi di San Patrizio. Ovra-MAd arricchire il consistente gruzzolo c’era anche il pensiero ripugnante di poter colpire impunemente alle spalle le persone odiate, certi di non venire smascherati. A liberazione avvenuta, i nomi di moltissimi informatori ( più di 5000) stipendiati dell’Ovra compariranno, in un fascicolo della Gazzetta Ufficiale, che pubblicò solo 622 nomi maschili, 98 femminili. La lista era stata riveduta e corretta. Come sempre avviene in questi casi. Grazie all’operato del capo, Guido Leto, furono arrestati Riccardo Bauer, Umberto Ceva (che si uccise in carcere per non parlare), Dino Gentili, Ferruccio Parri, Ernesto Rossi, Nello Traquandi, ossia il vertice di “Giustizia e liberta’,” in Italia. Altri nomi colpiti furono: Vittoria Foa, Cesare Pavese, Leone Ginzburg, Carlo Levi, Massimo Mila e Michele Giua, i cervelli dell’ antifascismo torinese. Un altro personaggio equivoco (a detta di molti) fu il questore di Roma Saverio Polito, abile ad arrestare con l’ inganno il capo dell’ufficio stampa di Mussolini, Cesare Rossi, al tempo delle sue rivelazioni sulle responsabilita’ del Duce nel delitto Matteotti, attirandolo in Svizzera e di la’, a Campione, dove gli mise le manette.

ovra-copL’Ovra era comunque un mezzo per sfogare vendette personali e per attuare esagerazioni di ogni tipo. A completamento, nasce anche il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, l’estensione “pubblica” e legale del Fascismo; dietro l’Ovra a fare il il “braccio operativo”. Tra il 1927 e il ’29 il binomio fruttò 5046 persone giudicate per antifascismo; tra il ’31 ed il ’38, per 33 milioni di segnalazioni, vennero arrestate 579.341 persone e 13.105 mandate al confino. L’Ovra sarà poi operativa fino al 1943, diventerà poi POLPOL fino al 45, poi SIM, SIFAR e SIOS, SID, SISMi e SISDe con moltissimi elementi che saranno sempre al servizio del governo in carica.

Annunci

ergo sum/CLN

CLN-6mag1945

didascaliaCln

La politica del C.L.N sarà determinata dai due più grossi partiti. Quello comunista, cui s’accodano socialisti e azionisti e quello democristiano. Il partito comunista ha tro­vato nel CLN uno strumento effi­cace per il suo programma. As­sociare i tedeschi ai fascisti, per­fino nel termine di « nazifascisti », significa spostare la guerra sul pia­no politico. E significherà dopo, col pretesto dell’epurazione, lo smantellamento degli apparati del­lo Stato cosiddetto borghese. Ma i comunisti si aspettano soprattut­to l’occasione della guerra civile. Guerra civile è lo stesso che di­struzione dell’unità morale e dei legami tradizionali della società na­zionale. Una distruzione completa e irreparabile di cui ha bisogno il comunismo per instaurare diretta­mente o gradualmente il suo re­gime. Né la Democrazia Cristiana pensa a opporglisi. I democristia­ni non si prospettano problemi fu­turi. Per mettere definitivamente le basi di un loro potere, son di­sposti sul momento a stringere al­leanza anche coi comunisti. L’in­teresse di eliminare qualsiasi altra forza che li possa preoccupare, co­me quella fascista, è adesso co­mune. Da poco erano arrivati a Roma e già comunisti e democri­stiani si scambiavano complimen­ti. De Gasperi esaltava in un di­scorso « il merito immenso, stori­co, secolare delle Armate organizzate dal genio di Stalin », e trovava che « c’è qual­che cosa d’immensamente simpa­tico, qualche cosa d’immensamen­te suggestivo in questa tendenza universalistica del comunismo rus­so ». (a Roma direbbero… annamo bene!)  Non solo. Ma De Gasperi, in un discorso famoso, sco­priva anche un parente lontano per Marx: « Lassù sull’erta cammina un altro proletario, anch’Egli israe­lita come Marx: duemila anni fa Egli fondò l’ Internazionale! ». Me­no enfatico, ma pieno di amabili­tà e di buoni propositi per gl’idea­li cattolici (e per la stessa Chie­sa) il capo dei comunisti, Togliat­ti, ricambiava le cortesie democri­stiane. Sotto, però, manovrava già il suo partito per impegnare quel­lo di De Gasperi nei prossimi av­venimenti del Nord.

Per l’Alta Italia

CLN-assumePer il Nord si costituirà un Co­mitato di Liberazione Nazionale Al­ta Italia, emanazione del CLN di Roma. Il CLNAI sarà clandestino perché « in territorio occupato dal­le forze nazifasciste », e autonomo per la « interruzione di rapporti » con Roma. Il CLNAI sarà anche l’unico organo di governo nei cen­tri occupati di volta in volta dagli « alleati ». Il 30 agosto ‘44 esso di­ramava una circolare ai Comitati dipendenti, specificando di essere stato «delegato » dal R. Governo, di cui si qualificava rappresentan­te. La circolare parlava di « mo­bilitazione delle più larghe masse popolari », di «basi di una demo­crazia profondamente legata al po­polo », di «organismi di massa e di combattimento » e perfino di or­ganizzazione cellulare <i CLN di fab­brica e di azienda>; insomma, la preparazione a un regime dove già si risentiva l’influenza del partito comunista.
Successivamente, in un suo or­dine del giorno del 3 dicembre ‘44, a proposito della crisi Bonomi, il CLNAI afferma « esplicitamente che sino alla riunione della Costi­tuente i Comitati (CLN) sono l’unica rappresentanza legittima del popolo ». Pertanto si nega che « qualsiasi autorità ed anche la Co­rona, possa legittimamente appel­larsi a gruppi camarille estranei ai Comitati dei quali, soltanto, il Governo dev’essere emanazione ». Evidente che la Corona si trovava già bloccata; e così ogni manife­stazione di altre situazioni politi­che estranee al Comitato, che fini­rà con l’essere manovrato dai due più grossi partiti, comunista e de­mocristiano.
Per il territorio della Repubblica Sociale in previsione di un’ avan­zata « alleata» s’era già compila­to un tipo di bando per l’assunzio­ne graduale dei poteri derivanti da tre autorità, R. Governo, CLN, e quella non nominata ma onnipo­tente degli <alleati ». Il bando pre­cisava attribuzioni e giurisdizione dei nuovi organi, tra cui il coman­do sulle forze armate in quanto già dipendenti dal Corpo Volonta­ri della Libertà, e la istituzione di Commissioni di giustizia.

partigianiCVLLe formazioni « partigiane » ave­vano trovato il loro inquadramen­to nel CVL (Corpo Volontari della Libertà) costituito dal giugno ‘44 con un rappresentante del R. Go­verno, il generale R. Cadorna, e definitivamente organizzato nel no­vembre con comandante generale il gen. Cadorna e vice comandanti i signori prof. Ferruccio Parri (Maurizio) e Longo Luigi (Gallo), già membro a Mosca del Komin­tern e commissario politico di «bri­gate » rosse nella guerra di Spagna. Oltre i fondi rimessi dal R. Go­verno e quelli raccolti o offerti da privati, il CLNAI ebbe un regolare finanziamento da parte degli « al­leati ». La convenzione con le mo­dalità fu firmata l’8-12-’44 dal gen. M. Wilson, per il Comando Supre­mo « alleato » e dai signori Longhi (A. Pizzoni), Maurizio (F. Parri), Mare (G.C. Pajetta) per il CLNAI. In essa il CLNAI s’impegnava col suo Comando Militare ad « agire per conto del Comando Supremo alleato » e ne riceveva una sovven­zione mensile di 60 milioni di lire, per le esigenze delle formazioni « partigiane » del Nord.
Circa l’attività dei CLN man ma­no che si istituivano, è superfluo fare riferimenti. Qui si ricorda so­lo la particolare evoluzione politica che essi rappresentarono per tutto il paese. Il 29 marzo ‘45 un rappre­sentante del Governo di Roma (il sottosegretario di Stato per l’« Ita­lia occupata ») s’incontrò segreta­mente a Milano con i capi del CLNAI. Fu specificata la nuova or­ganizzazione governativa che nel­l’Italia « liberata » si sarebbe im­perniata tutta sul CLNAI. In quel­l’occasione i partiti del CLNAI di­chiararono al rappresentante di Roma che non intendevano « nè rinunciare, nè modificare il loro principio relativamente alla posizione del CLN nel quadro della rinnovata democrazia italiana ».

La prima legislazione del CLNAI

In quanto ai provvedimenti « ri­voluzionari » del CLNAI (ometten­do quelli terroristici o di somma­ria « giustizia popolare ») si regi­strano qui i decreti e le disposizio­ni più notevoli.
Decreto del 4 dicembre ‘44, con cui il CLNAI « istituisce un’imposta straordinaria di guerra ed incarica i CLN regionali di prendere imme­diatamente tutte le misure neces­sarie per riscuoterla »: sono tas­sabili le persone facoltose,  i mo­rosi, considerati « traditori », so­no « deferiti agli organi di giustizia dei patrioti per una esemplare ap­plicazione nei loro confronti di tut­te quelle sanzioni punitive che gli organi stessi riterranno del caso ».
Decreto del 14 dicembre, con cui si proibisce di pagare tasse, impo­ste, penalità ecc, nel ‘territorio del­la R. S.I., come s’inibisce agli uffici di Registro, Bollo, Esattoriali, di Tesoreria ecc. ogni servizio rela­tivo.
Bando circa la costituzione e il funzionamento dei tribunali di guerra, più noti come tribunali del popolo. Dal bando emanato dal CVL, Comando Militare Piemonte­se, in data 15-4-’45, si rileva che:
a)    …i ministri di Stato, i sottose­gretari di Stato, i prefetti, i segre­tari federali — in carica dopo l’8 settembre ‘43 — son già tutti con­dannati a morte per intesa col nemico e opera diretta a colpire le Forze Armate del Governo legitti­mo. Di conseguenza, sarà per que­sti sufficiente l’accertamento del­la identità fisica per ordinarne la esecuzione capitale; b) …sarà suf­ficiente stabilire l’appartenenza ecc. a Brigate Nere, « Muti », «Decima Mas », SS italiane, « Cacciatori de­gli Appennini », Milizie speciali in­dossanti la camicia nera ecc. per pronunziare condanna all’esecu­zione capitale che dovrà avere im­mediata esecuzione senza diritto ad inoltrare domanda di grazia; c) per i direttori della stampa fasci­sta dopo l’8 settembre ‘43 «per aver favorito le forze nazifasciste ecc. »sarà pronunziata e fatta eseguire immediatamente la sentenza capi­tale.
Direttive del 16 aprile ‘44, riguar­danti l’« insurrezione »: essa si ef­fettuerà — come è noto — dopo che le Forze Armate tedesche si so­no arrese e dopo che quelle fasci­ste sono costrette a deporre le ar­mi. Criterio ispiratore, quello della « direttiva insurrezionale n. 16 » del P.C.I. del 10 aprile, che consi­gliava «quanti più esempi è pos­sibile di gerarchi, di nazifascisti, di alti funzionari, di dirigenti col­laborazionisti, abbattuti dal piom­bo giustiziere dei patrioti ».
Bando del CLNAI di Milano, da­tato 25 aprile ‘45, con la premessa:
« Il CLNAI delegato del Governo italiano ecc. ». Stato di eccezione, facoltà di perquisizione, requisizio­ne e arresti, campi di concentra­mento, tribunali di guerra, esecu­zione sommaria sul posto per i contravventori agli ordini del ban­do ecc., questi sono i principali ar­ticoli. Il CLNAI assume col bando « tutti i poteri civili e militari »(vedi sopra), nell’orbita però delle autorità « al­leate » di occupazione.

CLN-Mi-ultimoatto

CLN-Mi-UltimoAtto

Il Comitato governa

Non passano ventiquattr’ore dal primo bando di governo, e il CLNAI, in vista di un rimaneggia­mento del Governo centrale, dopo la « liberazione », chiede per sé — con un o.d.g. del 26 aprile — i mi­nisteri-chiave, a nome delle «mas­se lavoratrici e partigiane ».
Intanto (sempre a parte l’elimi­nazione fisica di alcune centinaia di migliaia di avversari, argomento che esula da questo cenno storico), si cominciano ad eliminare i residui della Repubblica Sociale Ita­liana.
Il CLNAI, rappresentante di « masse lavoratrici » comincerà col decretare (26 aprile ‘45) l’abroga­zione della socializzazione e dei re­lativi decreti legislativi del Gover­no fascista. E ciò, « considerando l’alta sensibilità politica e nazio­nale delle maestranze » e il « carat­tere antinazionale e demagogico della pretesa socializzazione fasci­sta ». Le aziende vengono così re­stituite come prima ai « responsa­bili tecnici della produzione » ossia ai padroni (art. 5 del decreto).
Come poi il « vento del nord », riuscito a spazzar via la Monarchia, si perderà per i corridoi dei mini­steri di Roma e come lì si com­batterà la battaglia tra i due ge­renti del CLNAI, Partito Comuni­sta e Democrazia Cristiana, que­sto farà parte della storia di dopo. La storia del Nord, quella dei CLN, continuerà per dei mesi se­condo le direttive stabilite. Le qua­li potevano riconoscersi già nella chiusa del manifesto con cui il CLNAI diede notizia al popolo del­l’assunzione dei poteri.
Avvertiva la chiusa che chi vi avesse contrastato «sarebbe stato trattato come nemico della patria e come tale sterminato ». Le firme erano di Luigi Longo (Gallo) del P.C.I.; di Emilio Sereni, del P.C.I.; di Ferruccio Parri, del P. d’A.; di Leo Valiani, del P. d’A.; di Achille Marazza, della D.C.; di Augusto De Gasperi, della D..C.; di Giustino Ar­pesani, del P.L.; di Filippo Jacini, del P.L.; di Rodolfo Morandi, del P.S.I.U.P.; e di Sandro Pertini, del P.S.I.U.P.
Il manifesto portava la data:
« Dal palazzo della prefettura, 24 aprile 1945 ». Inconvenienti dei ma­nifesti preparati prima. Perché il 24 Mussolini non se n’era andato ancora dalla prefettura di Milano. Se ne andò il 25 pomeriggio.   (ndr. poi ne fu cambiata la data e riaffissovedi sopra)

.

estarttoB.S

.

.

avatar185solo


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: