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Herr doktor

MorellNell’articolo “attacco, ma faccio finta…” ho descritto alcuni “aiutini” che il dottor Morell impartiva al suo Fuhrer in alcuni momenti critici ma mi è stato richiesto di essere un po’ più esaustivo sugli effetti del suo operato e sullo stato del paziente. Per i più curiosi ed interessati consigliamo “I diari segreti del medico di Hitler” di David Irving – Ed. Clandestine, ma esistono tanti altri contributi. Vedere su Google. Una cosa accomuna molti testi nel dichiarare che Hitler-persona era giunto alla guerra in condizioni tuttosommato accettabili; questo fino all’autunno 1942, quando l’entusiasmo per il conflitto si era ormai definitivamente attenuato. A partire da quel momento Hitler rifiutò del tutto di frequentare i suoi generali e si chiuse inaspettatamente in sè stesso. Nel dettaglio, non si intratteneva più con con loro nella mensa ufficiali e a mezzogiorno mangiava da solo nel suo studio. La sera chiedeva a Linge di mettergli su dei dischi di musica triste. Si metteva a leggere libri come Io, Claudio, imperatore e dio, sui romani o un’opera sulle campagne dell’imperatore Federico II. Ma soprattutto era in uno stato di estrema suscettibilità. Al punto che persino una mosca sulla parete poteva mandarlo su tutte le furie. Per un’innocua farfalla andò fuori di sé. Lo raccontava un’inserviente che ebbe l’ordine di far montare zanzariere e ogni mattina il compito di far il giro delle stanze con un acchiappamosche per estirpare  l’ultimo insetto. Sul tavolo c’erano bicchieri colmi di miele e dal soffitto pendeva carta moschicida; fuori nei corridoi vennero collocate lampade blu ad alta tensione per uccidere gli insetti eventualmente rimasti. Hitler-tiredCon la distruzione dell’armata tedesca a Stalingrado giunse un deciso peggioramento dello stato fisico del Fuhrer. Senza le iniezioni super-stimolanti del dott. Morell non usciva più dalla sua stanza. Il medico personale, divenuto tale nel 1936, dopo aver avuto in cura anche il fotografo, altrettanto personale, gliele praticava a giorni alterni. H+MorellIl “paziente A”, come lo definiva Morell era sottoposto ad una terapia basata su di un particolare cocktail di anfetamine, bromo e iodio e al dittatore piaceva questa sua sfrontatezza nello sperimentare tecniche nuove ed inusitate. Goering lo aveva soprannominato “lo stregone del Reich” e si narra che lo usasse ogni qualvolta si stava per affrontare un qualche problema. Se Hitler appariva un po’ dimesso…puff! come d’incanto Morell, sempre presente, gli faceva una punturina e via! Fino al gennaio 1943. Cominciarono infatti crampi nervosi allo stomaco con dolori che costrinsero all’uso di oppio in dosi sempre maggiori. Restò a letto per 11gg di seguito. Un inserviente si allontanò dall’incarico perché non riusciva più a sopportare l’ambiente mattutino satureo di gas intestinali! Era, insomma, un mega-scoreggione! Un puzzone! In più si aggravò decisamente la tensione nervosa. A volte Hitler aveva la sensazione che il colletto della camicia fosse troppo stretto ed impedisse la circolazione del sangue; poi aumentarono le paranoie. Nell’acqua della toilette, nel sapone, nella crema da barba o nel dentifricio temeva che ci fosse del veleno e pretendeve analisi accurate. Anche l’acqua con cui venivano cotti i suoi cibi dovette essere analizzata. Hitler si rosicchiava le unghie e si grattava le orecchie fino a farle sanguinare. Poiché soffriva d’insonnia, ingurgitava tutti i sonniferi che trovava. Il suo letto venne riscaldato con coperte e cuscini termofori. In camera c’era una bombola d’ossigeno alla quale faceva spesso ricorso: diede ordine di mantenere a 12° la temperatura di tutte le sue stanze. Un freddo boia. Le riunioni delle 9 di sera erano momenti campali per i suoi subalterni che stringevano i denti prima di scaldarsi da qualche altra parte. H+Morell2Tra le curiosità meno note c’è il terrore di avere delle carie. Adolf Hitler aveva infatti una riserva di oro prelevato dai denti dei deportati di Auschwitz per curarsele. In più, gli stimolanti sessuali: 82 medicamenti in tutto. Dal 1944, prima di ogni incontro con la sua amante Eva Braun si faceva iniettare forti dosi di testosterone o di ormoni prelevati dalla prostata o dallo sperma di tori giovani, quasi un Viagra ante litteram. Era un fan scatenato del trattamento con le sanguisughe. Gli piaceva da morire. Ma tutti i trattamenti di Morell erano avvolti sempre da un alone di assoluto mistero. In realtà era un ciarlatano per antonomasia. Ma con un merito indiscusso: quello di aver tenuto segreto dello stato psico-fisico del Fuhrer fino alla sua morte. Hitler dipendeva completamente da lui; gli era sempre vicino, viaggiava con lui, ne era il confidente indiscusso a dispetto di tutti gli uomini del partito. Era una specie di Raspuntin; erano profondamente legati; l’uno non poteva fare a meno dell’altro. Ma Morell persona non era piacevole: era sporco, grasso ed unto e, dicono anche, maleodorante; il contrario di Hitler! E mangiava come un porco. Aveva la spiacevole abitudine di non farsi mai il bagno. Si narra che al Bergof, i visitatori gli stessero sempre ad una certa distanza e lo considerassero disgustoso. I crampi intestinali di Hitler erano la conseguenza dalla sua dieta vegetariana e del­la mancanza di movimento. A ciò si aggiunse la perdita della flora batterica intestinale causata dall’uso troppo frequente dell’Ultraseptyl. Morell riuscì a ricostituire la flora in­testinale con un preparato batterico chiamato Mutaflor. Il preparato vitaminico da lui iniettato, il Vitamultin, era combinato da lui con iniezioni di glucosio, al quale probabil­mente era mescolato il farmaco stimolante Pervitin. Morell praticò a Hitler iniezioni di Eudokal, un tranquillante derivato dell’oppio, insieme all’Eupaverin, un farmaco diretto a combattere i crampi, per un massimo di sei volte nel 1943. I lassativi sono i protagonisti indiscussi della storia di Hitler per combattere la sua flatulenza assieme al Mutaflor, un preparato ricavato dalle feci di un contadino bulgaro per combattere gli effetti negativi dei lassativi stessi. Hitler-a-tavolaIl problema però fu sempre la contemporaneità della somministrazione degli antidolorifici per lo stomaco che provocavano effetti contrari a quelli dei lassativi, originando un imbarazzo evidente. Molti storici sono concordi nell’asserire che le cure di Morell hanno davvero avuto effetti tragici sull’andamento della guerra. Però questo punto è cruciale. Cosa serebbe accaduto se in Germania ed altrove si fossero accorti che le prestazioni mentali e fisiche si fossero rivelate inadeguate a condurre la guerra? Morell è stato pronto a nascondere la cagionevole salute del Fuhrer e a pronto a supportarlo ad ogni costo attraverso il conflitto. Era un uomo fidato. Che gli somministrava cocaina che provoca assuefazione; sedativi per dormire ed eccitanti per essere efficiente in ogni situazione. Le anfetamine sono diventate disponibili sul mercato tedesco nel 1936 come medicinali miracolosi antistanchezza, usufruendo anche di grande pubblicità. H+Morell3Qui si spiega la curiosità del dittatore nel provare questi prodotti nuovi e prega Morell di fargli un’iniezione ogni mattina prima di alzarsi. Una delle cameriere raccontò che prima dell’arrivo di Morell appariva sconfitto, depresso e subito dopo l’iniezione ritornava allegro, pimpante e carico d’energia. Il Vitamultin è stato sicuramente l’arbitro dei destini dell’Europa. Questa meta-anfetamina, in uso anche all’esercito, ha reso la capacità di giudizio di Hitler completamente influenzata dalla dipendenza da questo farmaco. Si è stabilito che la disastrosa battaglia di Stalingrado ha fornito il miglior esempio di come l’abuso di anfetamine abbia inflenzato il corso della guerra. Nel momento in cui si sta configurando il finale della battaglia Hitler era in uno stato iper-maniacale. Si appigliava ad ogni debole scusa per far continuare l’avanzata perchè era carico a balestra e questo tipo di ottimismo incoraggiava il falso giudizio ed è coerente con l’abuso di anfetamine. Poi si manifestarono tremori alla mano sinistra che portavano al morbo di Parkinson congiuntamente ad una strana aritmia cardiaca che significò sifilide. Sembra contratta in gioventù a Vienna e mai curata. La notizia apparve anche nei dossier di Himmler ed entrò di colpo in repertorio l’iniezione giornaliera di Septoid. Fino al 21 aprile 1945. Giorno in cui Hitler, su espressa richiesta di Eva Braun, licenzia Morell credendo che lo voglia avvelenare con le sue pozioni segrete; ormai era ridotto ad uno straccio. Morirà nel 1948.

articolo scritto il 15agosto2015
l’ho scritto per me

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il limone…neofascista

limoneneofascistaGià all’alba del 9 settembre 1943 il tedesco si era scarapicollato (è proprio il caso di dirlo…) in Italia ” per spremere il limone neofascista e l’ italiano, più che sia possibile “, come ripetè più volte Rahn. Per fare ciò i  tedeschi sorvegliarono e vessarono quella parodia di Stato che Hitler aveva voluto (Salò), cercarono di ridare vigore all’industria (cosa che a Mussolini non era mai riuscita) e organizzarono su vasta scala la razzia delle risorse, ovunque esse fossero.
Nota. Il Duce talvolta si abbandonava a sfoghi amari per questa evidente arroganza: ” è perfettamente inutile che questa gente si ostini a chiamarci ancora alleati… è meglio che buttino la maschera e che ci dicano che siamo un paese ed un popolo occupato come tutti gli altri... “. In effetti, il concetto è comprensibilissimo; peccato però, che lo dicesse solo ai suoi (pochi) subalterni e non agli interessati. Lo confidò chi respirava la stessa aria di Mussolini. I tedeschi, infatti, la pensavano esattamente così. “Mussolini non si poteva nemmeno lavare i denti senza il mio benestare...” disse Wolff. In questo clima, il Duce doveva presentargli un rendiconto mensile della produzione industriale in base a notizie che di per sè gli venivano fornite già corrotte, ma lui, questo, lo sapeva ed in fondo ne era contento. Un piccolo dispettino, quando si può lo si fa! Ma, guardacaso, la primavera 44 vide una consistente ripresa dell’Italia industriale del Nord e perciò notarono il Duce spesso corrucciato. Una breve fiammata che precedette il rapido declino che conosciamo, ma che fece sgobbare i tedeschi a riempire i treni e contribuì ad allentare in qualche modo le vessazioni.

lav-treni

Che i pantaloni glieli abbassiamo noi o gli inglesi fa poca differenza per loro, ma se siamo noi, è meglio...” disse Hitler ed incaricò un generale, Hans Leyers, per sovraintendere le razzie da perpetuarsi a più non posso. Va mo là…
Qualche curiosità. Il lettore avrà sentito da qualche parte della razzie di macchine industriali, di viveri, ma la gamma di prodotti per l’amico tedesco era, a volte, anche decisamente curiosa: vi furono inclusi otto (8) tonnellate di…pipe (?!?) e trentadue (32) di bottoni, cravatte, scarpe e scope.

trains
Un’altra cosa super-curiosa. Quasi tutte le armi prodotte nel bresciano (7500 mitragliatori, 7000 pistole, 10.000 fucili di precisione, 100 pezzi di artiglieria, solo nel mese di aprile 44) furono trafugate direttamente dalle fabbriche dagli aguzzini tedeschi.
Materiale che l’italiano vero non vedrà mai, per avvantaggiarsene.
Il Governo di Salò si oppose come meglio poteva, cioè non disse nulla.
Grunt! E a proposito di razzie, quella più pesante ed efferata fu quella di uomini a tutti i livelli. Il Gauleiter tedesco Kurt Sauckel escogitò tecniche astute, spregiudicate e brutali per catturare braccia da mandare in Germania: retate improvvise nei cinema, teatri e perfino trappole all’uscita dalle chiese. Creativo. Comunque, braccia. Come bestiame.

comebestiame

Qui faccio un breve salto per raccontare un’altra curiosità –  cosa sempre così tanto cara a me -, di quei giorni di aprile.

Dunque. Siamo nel fastoso castello di Klessheim, vicino a Salisburgo, il 22 e 23 aprile 44 e immaginiamo la scena: da una parte c’è Mussolini con Graziani, Mazzolini, Anfuso e l’addetto militare a Berlino col. Morera; dall’altra c’è Hitler (una mezzasega confronto a Graziani e la cosa lo indisponeva non poco…) Ribbentrop (che contava come le coppe quando gioca …bastoni), Keitel (il lacchè), Rahn, Wolff, Toussaint e Dollmann. Hitler risparmiò ai suoi interlocutori il suo torrenziale e consueto monologo (tipo corazzata Potëmkin) perchè quella mattina era troppo occupato a impastccarsi di pillole magiche che lo stregone-dottor Morell gli aveva preparato per l’occasione. Il Duce, forse per emulazione cominciò a masticare forsennatamente caramelle a ripetizione e questa cosa, in qualche modo, gli impedì di formulare con energia le proteste che si era prefissato di riportare. Tanto, che ad un certo punto Hitler bisbigliò a Ribbentropp: “ma questo è ancora capace di parlare o è rincoglionito?“. Graziani percepì l’empass fisico dovuto alle caramelle e diede una botta sulla schiena del Duce d’Italia facendolo rinvenire… e suscitanto una contenuta, ma divertita, ilarità dei presenti. Ed allora, Mussolini tracciò un quadro della situazione che conosceva. Disse addirittura che l’internamento in Germania delle truppe era stato «consigliabile» se non «necessario» e facendo solo un tenue accenno alle famiglie degli interessati chiedendo che vivessero il meglio possibile (lì c’era anche il mio papà…, caro il mio coglione… e adesso te lo potrà dire come si stava…) e la riunione mattutina terminò, chiudendo questa scena fantozziana. Ma il pomeriggio Hitler tornò con una frase che lasciò tutti sbigottiti: ” Non sappiamo se e dove potrà avvenire un’invasione, ma se questa non avverrà entro sei o otto settimane l’ Inghilterra entrerà in crisi e tra gli Alleati si  verificheranno frizioni importanti “. Un particolare. Davanti ad Hitler si stava in piedi. Tutta la mattina. Poi il pomeriggio, pure. Sul finire della giornata, Hitler annunciò a Mussolini che avrebbe potuto sincerarsi della condizione degli internati visitando il campo di Grafenwöhr, dove erano rinchiuse 4 divisioni: la Monterosa, la SanMarco, l’Italia, la Littorio (600 ufficiali, 12.000 sottufficiali e soldati) che serbarono un’accoglienza entusiastica al Duce. Tutta gente raccimolata dai vari campi di prigionia per una nuova rigenerazione controllata e garantita. Mussolini rientrò da Hitler entusiasta a sua volta e disse: “ho visto come stanno, farò in modo di mandartene altri…“. Mussolini incentivante. Propositivo.
Mussolini doubleface.Musso-Grafenwohr


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