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a morte l’invasore.2

La strage di Rivalta.

 

Si parlò di stupri, di furti, aggressioni, violazioni di ogni tipo, da parte dei vincitori. I tedeschi (molto, molto pochi) erano qui da tempo e non avevano fatto male a nessuno; anzi, il contrario. A Brisighella, Fognano stanziavano talvolta a casa della gente, con decisione sì, ma con rispetto. Partigiani neanche l’ombra, almeno fino al Novembre del 44; qualche scalmanato forse, c’era ma era roba redarguita da quell’infame del Raffaeli che aveva sede a Villa San Prospero, si chiaccherava di Corbari, ma pochi l’avevano davvero visto: il fatto più eclatante fu quello della strage di Rivalta. Si è detto che due o tre partigiani, per provare di che pasta erano e per entrare nell’ entourage di Silvio Corbari, abbiano aspettato un motociclista fascista che tutte le mattine attraversava Marzeno per venire a S.Prospero e lo abbiano steso con una mitragliata a tradimento. La rappresaglia fu quella molti conoscono (vedi foto) con tanto di dicerie controverse; una improbabile sopravvisuta e 5 morti e molto sdegno. Un fattaccio. Cercò di intercedere anche mons. Battaglia, ma senza risultato.

La guerra fa male quando il fronte si muove. Intanto ogni notte e più volte ogni giorno aerei inglesi ( con l’immancabile “Pippo”) – ho detto inglesi – tiravano a tutto quello che si muoveva. Che fosse un tedesco, uno che lavorava nel campo, uno che raccoglieva un po’ di frutta (perchè da mangiare c’era poco) o una casa colonica o un ospedale. Ho detto OSPEDALE! Sì ; l’ospedale di CastelRaniero, nonostante avesse dipinta una enorme croce rossa sul grande tetto (c’è ancora), è stato sventagliato dalle 30mm diverse volte, rischiando (verso dicembre 44) di uccidere il povero dottor Ancarani che sbandierò un lenzuolo bianco per segnalare la NON presenza di soldati. Frega niente. Non lo si potrà più fare oggi, ma il conto dei caduti civili si fa pesante da Marradi a Faenza. Beh, si potrebbe fare un giro nei cimiteri e vedere le date di decesso (non è bellissimo, sono d’accordo). I miei nonni materni, per esempio, a Brisighella. C’è ancora una pubblicazione di una tesi sul Governo Alleato nel faentino piuttosto sintomatico che spiega l’approccio inglese nei nostri confronti, ma qui si andrebbe in pagine che non si confanno decisamente al mio blog. Dirò solo che abbiamo pagata molto cara la conoscenza del thè e dei crackers che non conoscevamo ancora ed in virtù di questo, l’inglese qui fu visto con un certo disprezzo per molti anni. Poi la memoria si perde e tutto scema. Qualcuno ha poi chiesto scusa a bocce ferme? No. Con una certa riluttanza (tipica dell’aplomb imperialista) gli Alleati si sono ritirati chiedendo anche le spese di gestione del governo e occupazione. Ci mancava. Intanto…

Intanto, sul fronte germanico postbellico-giudiziario, ci è stato ricordato che con il trattato di pace del 1947 la Germania asserisce di aver corrisposto all’Italia una somma a definirsi “bastevole” a chiudere qualunque forma di contenzioso derivante dal periodo bellico. Contenzioso che contempla il risarcimento per i crimini di guerra contro i lavoratori, gli IMI e i furti (in qualunque forma) di beni appartenenti all’Italia. Ma per fare capire meglio l’approccio dei nostri amici “kartoffen” nei nostri confronti, dirò che il 23 dicembre 2008 la Germania ha citato in giudizio l’Italia presso la Corte dell’AIA per NON aver rispettato il diritto all’immunità dello Stato Tedesco! Ma dai. Sta a vedere che, dopo le migliaia di morti nei campi di concentramento, nei campi di lavoro, dopo le centinaia di stragi efferate compiute dai loro padri nel nostro paese, a dover chiedere scusa dobbiamo essere noi!

Team557

not to forget

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