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pillole sul dopo-atomica in Russia

La notizia dell’atomica di Hiroshima, al Cremlino e dintorni, determinò uno scoppio di furore malamente represso. Con quella bomba gli americani avevano spogliato i russi dei frutti della vittoria sul nazismo. Stalin, si disse, temette allora di ricevere un ultimatum americano a cui non avrebbe potuto non sottomettersi. Un pericolo inaffrontabile, nemmeno a parole. Forse per questo la notizia fu tenuta segreta per tre giorni. Il primo giorno, dopo l’annuncio, la gente stette in silenzio, il secondo qualcuno chiese di saperne di più, il terzo venne la paura.

parata Paura degli americani.
In tutta la loro storia i russi sono sempre stati più che sospettosi; a questa loro inclinazione naturale si deve sommare la tendenza dei comunisti per la mania di persecuzione: sono convinti che il mondo capitalista sia costantemente in agguato per saltare  loro addosso alla prima occasione propizia. Un po’, del resto, quello che pensiamo anche noi del mondo comunista; solo che per loro questo è un dogma dialettico. Per loro, fidarsi realmente del mondo capitalista vorrebbe dire non essere più comunisti. Ma non si può nemmeno ignorare l’opinione delle nazioni non-comuniste (leggi: capitaliste). A questo proposito Molotov espresse il pensiero del governo: «Finché l’Italia sarà un paese capitalista, essa non può essere realmente neutrale fra Russia e Stati Uniti: il suo cuore sarà sempre dall’altra parte e questo è vero per tutti quanti i paesi a regime capitalista e quindi non potrà anelare ad aiuti di nessun genere! Per questo motivo, noi non possiamo accettare la neutralità di piccoli paesi, come l’Austria, la Svizzera, la Svezia, perchè la loro importanza militare  e politica è così poca che non ci importa da che parte stia il loro cuore; ma quando si tratta di grandi popoli (vorrei sottolineare la distinzione: non grandi potenze, ma grandi popoli…) come il tedesco o l’italiano, una neutralità, in queste circostanze, verrebbe interpretata come una finta: e noi comunisti non amiamo farci ingannare! ». Di seguito, nel 1946 la nostra Costituente studiò la possibilità di una dichiarazione di neutralità da introdurre nella Costituzione Italiana, sul genere di quella svizzera. Togliatti però evitò di presentarla alla stanza dei bottoni al Cremlino. Nei paesi da loro liberati, la paura della bomba e la necessità del comunismo giustificarono largamente il maneggiamento spregiudicato dell’epurazione da tutti i possibili pericoli di capitalismo.


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