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Amedeo Guillet

Il comandante diavolo.

Sembra di parlare di un mondo quasi fiabesco, lontano nel tempo, ma è tutto vero.

Il documentario è la storia straordinaria di un uomo dai mille volti: ufficiale, agente segreto, ambasciatore, stalliere, acquaiolo, scaricatore di porto e soprattutto guerrigliero. Un uomo imprevedibile e temerario che per restare fedele al suo codice d’onore cambierà identità, patria e lingua. La sua avventura comincia con la disfatta fascista in Africa orientale. Oggi, sembra più conosciuto in Inghilterra che in Italia. Eppure la sua epica storia è tutta italiana. Nel 1938, sotto il comando del duca Amedeo d’Aosta, forma il “Gruppo Bande a Cavallo dell’Amhara” composto da circa 1500 ascari di varie etnie del Corno d’Africa, col quale si distinse per alcune eroiche vittorie. Tra tutte quella più importante è forse quella del gennaio 1941, quando, a Cherù, in Eritrea, la cavalleria di Amedeo Guillet caricò una formazione di carri armati inglesi armati, la “Gazelle Force”, di sole spade, pistole, fucili e bombe a mano. Carne contro acciaio: tra morti e feriti persi 800 uomini. Ma vinse. Nell’ aprile del 1941, in Africa Orientale, mentre le truppe britanniche entrano vittoriose ad Asmara, l’esercito italiano è costretto alla ritirata. Nel caos generale gli Ascari disertano, i civili fuggono dove possono. Il giovane ufficiale italiano il tenente Guillet, rimasto solo con un centinaio di Ascari a cavallo decide di non arrendersi. Continua la sua guerra personale. Gli Inglesi mettono sulla sua testa una taglia di mille sterline oro, vivo o morto. Tolta l’uniforme militare, il tenente indossa il turbante e la futa, tipici dell’abbigliamento abissino. Inizia qui una vita densa di avventure, di travestimenti, di fughe.

Da leggere c’è un libro scritto da Sebastian O’Kelly:

o per approfondire c’è il documentario sul sito www.557.it

Bello poter parlare di uomini così.


aggiornamento documentari (fine luglio)

 

• 26/07/10 – Ultima puntata di “Breve storia del Fascismo” curata da Folco Quilici; da Rete4, conclude la serie: “Dalla guerra parallela alla guerra tedesca“, film di Renzo De Felice.

• 25/07/10 – Interessanti documentazioni in “La parola a Dino Grandi“: gli eventi storici nell’ Italia fascista del 1943, di Adriano Pino, Giovanni Cervigni (1984); e “Dal Gran Consiglio al GranSasso“: interviste a testimoni oculari dell’ arresto di Mussolini, di Sergio Zavoli (1989). Una bella nota a margine da Giovanni De Luna nei <100 secondi> sulla caduta del Fascismo e i suoi interrogativi a noi rimasti.

• Il 27 luglio è ri-andato in onda “Il Re e i Generali son fuggiti a Brindisi” su RaiStoria; argomento, questo, a me tanto caro sul quale tanto ho scritto (e male) in recenti articoli. Di Walter Preci e Stefano Munafò (1974). Qui cito la pubblicazione precedente: 

08/09/09 – una ricca suite di filmati e notizie sulla ignominiosa fuga del Re a Brindisi, costituita da “Armistizio, Settembre43, fuga a Brindisi e Brindisi: capitale d’Italia“.

Si sa; in estate fioccano le repliche e RaiStoria di nuovo, nel palinsesto, ha pure implementato  la pubblicità! Ci manca solo che Hitler venga interrotto dai pannolini e siamo a posto!

• “Il prezzo della Resistenza” è un documento che traccia nuove prospettive di interpretazione della lotta contro il nazifascismo. Il grande dubbio: il costo dell’inevitabile rappresaglia tedesca vale il gesto? Il gioco val la candela? L’on. Amendola consegna alla storia una dichiarazione sulla strage di v. Rasella (e Fosse Ardeatine…dopo) che francamente io non accetto in nessun modo. Poi è chiaro che io non valgo nulla…, è chiaro che io non c’ero, è chiaro tutto quello che vuoi; ma non sono assolutamente propenso a digerirla. Gli interessati sono pregati di ascoltarlo e di ragionare: non puoi mettere in gioco 330 persone (civili o galeotti fa lo stesso) per colpire 33 inutili e spocchiosi fanti. Trovi un altro modo. La legge tedesca si conosceva anche prima: 1 tedesco-10 italiani! E c’era chi voleva distruggere tutto il quartiere! Ne valeva la pena?

• “I giorni dell’insurrezione” è un DvD che contiene 2 puntate di RaiStoria di indubbio valore; la liberazione di Genova, Milano e Torino attraverso i racconti dei protagonisti (1975).


la tragedia di Cefalonia

19/07/10 – Da RaiStoria una serie di testimoni raccontano “la tragedia di Cefalonia” attraverso la voce di alcuni militari sopravvissuti; del 1970. Imperdibile. Probabilmente, questo è uno dei più esaustivi documentari sull’argomento.


il canale Mussolini

04/07/10 – Intervista a Antonio Pennacchi, autore del libro “il canale Mussolini”, andata in onda tardi su RaiDue, nella quale l’autore esprime il proprio punto di vista sulla obiettività dei giudizi sul Fascismo e l’importanza delle storie narrate nel romanzo.

Solo un commento. A Cesare quel che è di Cesare. Però tutto.

not to forget


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