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3/4 dell’umanità contro Hitler

Dal messaggio radiofonico di Roo­sevelt in data 24 dicembre 1943:

Sep_vert170Inghilterra, Russia, Cina e Stati Uniti rappresentano, coi loro alleati, più di tre quarti dell’intera umanità. Finchè queste quattro nazioni, col loro enorme potenziale militare, si manterranno fedeli alla decisione di garantire la pace, nessun stato ag­gressore avrà la possibilità di dare il via a una nuova guerra mondiale.
Ma le quattro nazioni devono an­che collaborare nel senso di mante­nere la decisione secondo la quale i diritti di qualsivoglia nazione, gran­de o piccola che sia, debbono essere preservati e difesi con la stessa cura riservata ai diritti dei cittadini del proprio stato…

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Sep_vert-double

E’ stata finora nostra norma poli­tica — ed è sicuramente norma ge­nerale di sicurezza — che il diritto di una nazione alla libertà debba es­sere proporzionato alla sua risolutez­za a combattere per la libertà.

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E oggi noi salutiamo i nostri alleati invisi­bili dei territori occupati, i gruppi di resistenza dei movimenti partigiani e gli eserciti di liberazione, che co­stituiranno forze potenti contro i no­stri nemici allorché verrà il giorno dell’invasione…

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Sep_orizzQuanto più ci avvicineremo alla vittoria sui nostri nemici, tanto più assumeremo coscienza delle differen­ze tra i vincitori.Roosevelt

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Sep_gBlockMa noi non dovremo lasciarci di­videre da tali differenze, non dovre­mo essere ciechi nei riguardi dei no­stri interessi comuni, vitali e dura-turi, che consistono nel vincere la guerra e nel creare la pace.
La collaborazione internazionale, sulla quale deve fondarsi una pace. duratura, non è una strada a senso unico. Nè le nazioni nè i singoli uo­mini vedono sempre allo stesso mo­do o pensano sempre allo stesso mo­do, e la collaborazione internaziona­zionale e il progresso non sono certo favoriti da una nazione, la quale pretenda di avere il monopolio della saggezza e della virtù. Nel mondo futuro, l’abuso della forza, quello che si esprime col ter­mine «politica di potenza», non po­trà più essere un fattore decisivo nei rapporti internazionali. È questa la sostanza dei principi, che noi stes­si ci siamo prescritti…

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