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germans on drug 2

seconda parte

I centri medici germanici cominciarono ad accogliere i primi pazienti affetti da dipendenza, associata a difficoltà accentuata di recupero, dapprima con casi di civili, poi di colpo si manifestarono quelli dei soldati e la notizia arrivò sul tavolo di Leonardo Conti, segretario di Stato alla Sanità del Terzo Reich, chi impose subito un checkUp medico ed una prescrizione medica per limitarne l’uso smodato. Conti aveva l’intendimento di impedire il diffondersi della dipendenza tra i civili e tra i soldati, ma a quel punto, anche se sui secondi sapeva di aver poca giurisdizione, il fenomeno era già in completa ed incontrollata escalation.
Come prevedibile, Conti non venne preso sul serio ed il consumo di Pervitin continuò a crescere a dismisura.
I genitori inviavano a figli in guerra il farmaco quando l’esercito ne era a corto, anche a costo di rivolgersi al mercato nero. Ma i timori di Leonardo Conti si verificarono molto prima di quanto potesse aspettarsi e anche la Panzerschokolade diventò il simbolo di un incubo per moltissimi.
Allora si stabilirono delle regole per controllarne la distribuzione. Il Pervitin stava mostrando il suo vero volto: abbassava l’appetito e riduceva la sete e colui che ne faceva un uso smodato perdeva tutti i fabbisogni naturali. Per vivere occorre bere, mangiare, evacuare e dormire. Invece i soldati cominciavano a perdere la concentrazione, non volevano più mangiare e se sopraggiungeva una crisi di astinenza cadevano in una crisi profonda fatta di turbe d’ansia, forme di epilessia, allucinazioni e soprattutto, incapacità di portare a termine i propri compiti. Quest’ultimo aspetto era forse il più problematico, per il Comando.


Dopo un solo anno di distribuzione il Pervitin era arrivato ai livelli più alti del Reich sopraffacendo anche gli stessi ideali nazisti.
Poi c’era un nuovo problema. L’uso della droga non si sposava con l’ideale della razza superiore germanica; dover ammettere che i soldati dovevano prendere un droga per vincere gli scontri armati era un’ammissione di debolezza. E ciò era inammissibile.

Hitler voleva far credere di essere un vegetariano, che non fumava e non beveva, ma diverse prove rivelarono che era una falsità. Presto iniziò una crociata contro il Pervitin ma tutti gli alti funzionari del Reich ignorarono gli avvertimenti che stavano giungendo dal fronte medico; gli ufficiali della sanità inviarono nuovi rapporti alla Wehrmacht specificando gli effetti nefasti dell’uso del farmaco. Il Pervitin doveva essere allontanato dall’esercito, ma i rapporti vennero bellamente ignorati. Addirittura, il Reich inviò alla Temmler Werke l’ordine di intensificare la produzione di Pervitin per le Forze Armate. Si arrivò al punto che la domanda del mercato era troppo alta e alla fine furono cinque le aziende impegnate alla produzione di milioni e milioni di pillole.

All’inizio del 1940 la Temmler scrisse alla Wehrmacht che su richiesta la produzione di Pervitin sarebbe potuta aumentare ancora e il vertice del Reich rispose che aveva deciso di non tener conto degli avvertimenti della Sanità dato che le priorità miltari di quel momento erano altre.
La Wehrmacht acquistò 35 milioni di confezioni di Pervitin, utili per l’invasione della Francia. Dovevano attraversare la Mosa in una settimana ed il farmaco era assolutamente necessario.

La divisione Panzer di Kleist, quella che ridicolizzò i carri francesi e spezzò l’esercito in due, provocandone la disfatta, fece 200mila prigionieri al giorno e con la sua velocità non si può dire che abbia vinto grazie al Pervitin, ma che sicuramente diede una grossa mano, lasciando anche tracce evidenti anche tra gli ufficiali più vicini ad Hitler. Per esempio, le armate di von Mainstein e Rommel ebbero sicuramente dei piani dove tutto è stato brillantemente studiato ed eseguito ma anche dove la sorpresa e la velocità era una parte integrante e decisiva e dove il farmaco contribuì in modo preponderante.


Si dice che a Parigi i soldati tedeschi pagassero le prostitute con il Pervitin, che era molto richiesto e con quello riuscivano a stare sveglie tutta la notte.
Si dice anche che subito dopo l’invasione della Francia siano stati effettuati nuovi studi sulle conseguenze dell’uso del Pervitin. Un documento ritrovato negli archivi della Temmler rivela che gli esperimenti della Wehrmacht sui soldati dovevano rimanere assolutamente segreti. Studi finanziati dallo Stato sui pericoli derivati dal Pervitin confermarono subito probabili problemi per i civili tedeschi, ma per quanto riguardava i soldati tutto doveva rispettare il segreto militare. Nulla poteva essere pubblicato.

Ma le case di cura erano piene di pazienti assuefatti dal farmaco. Migliaia di piloti della Luftwaffe, che con 2 pillole riuscirono a stare svegli 30 ore, al ritorno erano spappolati dalla spossatezza fisica e indisponibili per due giorni almeno. Così per i normali soldati di fanteria.

I piloti della Luftwaffe, alimentati per giorni, con pillole ed alcool, cominciarono quasi di colpo ad acquistare coloriti cerulei (per la permanenza in alta quota) ed ad assumere comportamenti depressi, alternati ad altri estremamente aggressivi, dove i medici non sapevano che fare. Alcuni dissero di aver sofferto di allucinazioni prolungate e molto realistiche. La Wehrmacht stava creando una specie di zombie drogati di Pervitin. Quelli che avevavano preso il Pervitin ininterrottamente per mesi soffrivano ora di eruzioni cutanee sul viso, eccessiva sudorazione, disturbi circolatori e carie nei denti, ma le vittime erano però lasciate da sole. La Wehrmacht non si preoccupò affatto dei problemi conseguenti all’assunzione fintanto che i soldati adempivano ai loro doveri; voleva soldati forti, anche al prezzo di farne morire una parte lungo la strada. I primi decessi per il Pervitin furono nascosti dietro altre cause; ma poi cominciarono a vedersi i rapporti di episodi psicotici, crolli completi, comportamento aggressivo od irrazionale, che avevano conseguentemente causato il decesso.

Ma nonostante questo la produzione della Temmler Werke continuò imperterrita; ancor prima del conflitto l’azienda era stata già classificata come – Azienda di Guerra importante – e tutti i prodotti immessi sul mercato erano protetti dal segreto militare. Dal 1938.
Nel 1942 Leonardo Conti riuscì ad inserirlo nella lista degli oppiacei proibiti nel Terzo Reich, temendo che la popolazione tedesca diventasse a poco a poco incontrollabile. Il Pervitin quindi divenne illegale; venduto al mercato nero e riconosciuto come elemento di devianza sociale che causava problemi di ordine pubblico, sparì improvvisamente da tutte le farmacie. Ma il peggio ormai era stato fatto. I soldati furono costretti ad acquistare il prodotto in Francia dove era ancora un farmaco da banco.

Il Pervitin venne assicurato nella dotazione base dei soldati della campagna del Fronte Orientale, sin dal 1941.
I russi ricordano ancora che i tedeschi del 56° battaglione corazzato che avanzarono su Dunaburg coprirono una distanza di 240 Km in 48 ore. Oggi può far sorridere. Già, oggi. Ma nel 1941, con carri che potevano marciare a 30 km/h, con tutto quello che doveva servire ad un esercito, era una cosa da urlo. Quindi, senza mai dormire e al massimo dell’intensità. Ma il Fronte Orientale ben presto si mostrò ben più letale del Pervitin: i soldati, incapaci a quel punto di percepire il pericolo del freddo, del nemico e a corto di ogni genere di rifornimenti, diventarono facili bersagli da colpire, decretando di conseguenza il crollo dell’operazione Barbarossa.

Nel 1944, probabilmente a causa del momento militare in caduta libera e dopo aver riconosciuto che il Pervitin era responsabile dello stato pietoso in cui versavano i suoi soldati l’Alto Comando tedesco si mise nell’ordine di idee di cercare nuovi farmaci in grado di consentire l’invincibilità, ma di qualità migliore.
Questa fu la ragione per la quale iniziò una serie di nuovi progetti di ricerca: dal D1 al progetto D10.
Il progetto segreto Doses consisteva in una serie di preparazioni basate sulla molecola del Pervitin, tutte testate sulla pelle di alcuni soldati-cavia. La nona, la D-9 fu considerata la più efficace ed era composta da 3 sostanze principali: l’ossicodone, la cocaina e Pervitin (ora a marchio Desoxyn). Questo farmaco, prodotto nei laboratori della KriegsMarine di Kiel fu testato sui marinai della K-verband, un’unità navale tedesca da guerra che gestiva la serie di sottomarini tascabili esplosivi ad in pilota singolo o a due. Questa iniziativa rappresentava l’ultimo desiderio di aumentare il potere combattivo dei rimanenti soldati nella Wehrmacht e riprendere l’offensiva contro la Royal Navy. Un migliaio di pillole di nuova concezione furono confezionate per essere testate esclusivamente su questi marinai. Il D-9 consentiva di rimanere svegli e vigili per 4 giorni a bordo dei Seehund (sottomarini tascabili), ma in quel momento era solo un esperimento perchè il corretto dosaggio doveva essere ancora trovato. Di sicuro, si conosce il destino atroce di quei 285 mini-sottomarini approntati, tutti mai rientrati alle loro basi. Episodi assolutamente associabili ai kamikaze giapponesi.

La Germania stava per capitolare, ma c’erano ancora moltissimi soldati pronti a sacrificarsi per la Germania e che speravano di vincere la guerra e un’ordine venne diramato dai vertici del Terzo Reich: – i membri delle Forze Armate non avrebbero più fatto da cavie, ora sarebbero stati usati i prigionieri dei campi di concentramento -. I risultati di quei test furono ritrovati nel momento della liberazione di quei campi (foto) e si sa effettivamente poco sull’applicazione effettiva del nuovo prodotto; vero è che si sa che pillole sperimentali siano state date a persone che nei giorni di fine aprile 1945 stavano cercando di fuggire a piedi dai disastri della capitolazione e dagli eccidi.

Fino al 1946, le case di cura (o sanatori) dell’esercito hanno tentato di curare soldati affetti da patologie derivate dall’assunzione di droghe, facendo ben poco perchè ben poco si poteva fare, davvero.
Nel 1947, case di cura delle SS furono evacuate e smantellate dagli Alleati e molti registri furono distrutti o nascosti per cancellare tracce del passato nazista. Molti ufficiali medici modificarono il loro cognome per non essere riconosciuti dagli inquisitori incaricati della denazification.
Così ai bassi livelli e altrettanto alle alte sfere del nazismo, dove i dottori non poterono nascondersi per via dei loro incarichi, ma in tutti i casi nessuno fu poi perseguito.
Hitler, sul quale ho scritto forse più di molti, nella sua carica di cancelliere ha avuto prestazioni a fasi alterne dai dottori: E. Brinkmann, A. Nissle, Karl Weber, Walter Loehlein, Erwin Giesling e Teo Morell.


Quest’ultimo ha goduto (è il caso di sottolinearlo) delle attenzioni del Fuhrer fino a che è rimasto in Germania, nel 1945. Per maggiori info, invito a visitare gli articoli a lui dedicati.
In base ad interogazioni effettuate dagli Alleati dopo la capitolazione è risultato che nel 1944, all’età di 56 anni, era in buona salute (contrariamente a quanto ho trovato scritto in molti autori, pesava circa 74 Kg e di altezza 1,76 cm.
La cosa più particolare di questa epopea è che nel maggio del 1945, poco dopo la capitolazione del Reich, al Pervitin fu tolto lo status di farmaco pericoloso, imposto da Leonardo Conti e tornò nelle farmacie libero da prescrizioni mediche e resterà tale per altri 25 anni, prima di essere classificato come stupefacente.
Ora è noto che la Temmler Werke produsse oltre 740 milioni di dosi durante la seconda guerra mondiale e oggi è ancora prodotto nella Repubblica ceca. Dal 1939 il suo prezzo è aumentato circa 250 volte ed è in vendita in diverse nazioni d’Europa, invadendo anche molti circoli americani, ma chi lo assume ancora oggi non conosce i fantasmi del suo passato.

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pensierino della sera

germania1945Oggi mi va di parlare della cosiddetta “parte sbagliata”.  In effetti, il lettore più attento saprà che ne ho già parlato qua e là (e come evitarlo…) in questo diario della mia mente. Prima di andare a letto, dopo aver visionato il documentario “mio caro Fuhrer” su History channel ( ma che cacchio guardi, idiota? ma vai su Sky e falla finita…!), dicevo.. DOPO aver guardato per 50 minuti (pubblicità esclusa) la vergognosa quantità di lettere di ammmirazione e amore che l’infausto cancelliere austriaco riceveva, io mi sono chiesto: ma quei 60 o 70 milioni (ho detto: milioni) di tedeschi che hanno respirato la stessa aria di Hitler erano forse tutti stupidi? invasati? plagiati?

E in quei 12 anni, da… “stupidi” nessuno ha pensato mai di essere complice di  qualche “crimine”? Possibile? Possibile che potesse sempre bastare il scaricare le proprie responsabilità sui propri superiori per scagionarsi? Difficile da sostenere. Ne consegue che quasi tutti i tedeschi debbano oggi disconoscere i loro padri e i loro nonni… (quelli rimasti). Urca. Per esempio, quei 9 milioni di soldati che nel ’45 sono rientrati in Patria e che sono riusciti a rifarsi una vita, hanno poi gettato un colpo di spugna sul loro passato prossimo? Mi chiedo se hanno voltato pagina, cercando di dimenticare e adducendo il tutto al dovere dell’obbedienza al Fuhrer. Se è così, per molti non deve essere stato facile.

ger1945Esterno questo concetto perché dai documentari visti non se ne ricava l’idea che il tedesco del dopoguerra si sia cosparso il capo di cenere. Lo si è visto bisognoso, ansioso di ricominciare, di ricostruire. Non “dispiaciuto“. Forse sbaglio, spero; ma non ne sono molto convinto. Ciò che mi è rimasto impresso è che le persone intervistate (soggetti nati dal 1930) hanno deplorato la guerra persa, l’olocausto (politically uncorrect), NON il nazismo in sè. Si dirà che dei nazisti non ce n’è più da un pezzo. Probabilmente è vero. Ma quello che voglio dire io è che nessuno, almeno apertamente, deplora il nazismo. O lo appella come il “peccato originale”. Ho letto che attorno al 1960, Albert Kesselring radunava nelle piazze antistanti certe birrerie folle di persone per raccontare le sue esperienze e le sue convinzioni ai suoi nuovi connazionali. Bah, lo dicevano i giornali: “alla faccia dei reduci! – Kesselring parla a 1400 curiosi“.

Mi rendo conto di essermi avventurato in un discorso difficile. Quasi un “minority report”! Ma l’idea rimane. Cresce il sospetto che la cosa sia un po’ più complessa di come l’ho messa giù io. Non fosse altro che per quei tedeschi del 1945, chiuso un capitolo se ne stava aprendo un altro che poteva apparire anche più tosto; parlo della guerra fredda, del pericolo dei comunisti, da sommare poi agli argomenti sopracitati.

germanyAfterIl punto di questa paginetta, però, è non nel dopo ma nel “mentre”.  In Germania non c’è stato, come in Italia, quell’imponderabile, insostenibile, “ribaltone” ideologico che fatto cambiare bandiera da un giorno all’altro! Cioè, quando nel 1935 venivano strappati alla famiglia i giovani per entrare nella Hitler jugend, i loro genitori si sentivano orgogliosi o vittime del nazismo? Parlo di migliaia e migliaia di giovanissimi, fino al 1942. Mi chiedo questo pensando a città come Francoforte, Colonia, Stoccarda, Amburgo. Lì le notizie, i respiri del nazismo arrivavano chiari e forti. Erano davvero tutti convinti?

HitlerJugend

Il problema, penso, è che laddove si è prigionieri di quei tempi, nulla si possa.
Tantomeno contro se stessi.

aftertheFall

polemichedaBar

(se non si è d’accordo, o non si ritengono abbastanza autorevoli le parole di Team557, si faccia un giro in internet e negli studi legali che hanno trattato questi argomenti che sapranno fornire spiegazioni molto dettagliate ed esaurienti. questo è solo un blog)

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irriducibili

lupimannariChi erano i  ” lupi mannari “?  Non mi riferisco a quelle figure immaginifiche che ci spaventavano quando eravamo piccoli, ma ai nazisti irriducibili che dal 1946 hanno scosso, in modo preoccupante, l’ordine pubblico tedesco. Un piccolo esercito creato per un nuovo fronte: contrastare gli Alleati con sabotaggi, attentati e combattere la “denazification”.

Un nuovo fronte, dicevo, fatto di guerra non convenzionale, cioè di terrorismo urbano con insospettate risorse belliche che già dall’estate del 1945 aveva fatto sentire il suo peso. Ex SS, ex gestapo, simpatizzanti, tedeschi disadattati nella nuova società,  compongono un tentativo di rivolta che porta alla morte migliaia di antinazisti in soli 3 anni. PrutzmannSono comandati e organizzati dal gen. Prutzmann, un Capo della polizia impiegato nella lotta contro i partigiani russi, arriva a formare un piccolo esercito che nel 1946 consta di quasi 5000 nazisti irriducibili, di cui il 15% sono donne.

deutsche_queueNello stesso anno, in tutta la Germania occupata,  è in pieno svolgimento la “denazificazione” voluta dai governi alleati che fino ad allora non aveva prodotto grandi risultati; nel marzo di quell’anno viene delegata alla popolazione tedesca che si mostra subito con sentimenti molto contrastanti a causa dei metodi giudicati sommari e poco chiari.

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spruckhammer

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Gli Spruchkammer, tribunali di denazificazione, raccolgono una miriade di persone sospette allo scopo di accertare eventuali colpe e responsabilità durante il regime per poi processarle, ma la cosa produce solo  nuova ostilità nei confronti degli occupanti.

Ad AAchen (vicino al Belgio) una pattuglia di lupi mannari uccide un sindaco collaborazionista e il piccolo esercito nazista ne ricava una grande pubblicità. La guerriglia viene però censurata dal governo americano per non far aumentare la loro fama. Nel 1947 a Stoccarda, Monaco e Norimberga attacchi bomba, tesi a minare l’occupazione americana, colpiscono industrie e luoghi affollati.    Nel 1948, delle 100.000 persone indagate solo 6000 vengono condannate e solo 800 vengono giustiziati; moltissimi nazisti riescono in qualche modo a fuggire. Soltanto nel maggio del 1955 e dopo alcuni importanti arresti, verrà sciolta l’Alta commissione di controllo sulla Germania quando  la popolazione tedesca effettua uno sciopero di 15 minuti (?!?)  per protestare contro gli attentati. Ogni tentativo di risollevare la dittatura, a quel punto, viene soffocato e fallisce.

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Niente di simile è accaduto in Francia, per esempio da parte dei sostenitori di Petain; niente in Olanda, dove dopo 5 anni di guerra l’opinione era molto cambiata nei confronti dei tedeschi ma molto in Italia, dove la guerra civile post-bellica ha infuriato per diversi anni ancora e dove le persone comuni sono diventate protagoniste indiscusse.

Una discussione possibile potrebbe riguardare la domanda se siano state solo le grandi sovvenzioni americane, che hanno placato la fame, a permettere la denazificazione e l’insegnamento della democrazia o, come disse Adenauer, «… la fottuta paura del comunismo».

Di sicuro ha giocato forte la stanchezza di un popolo che aveva ancora quasi 9 milioni di soldati (8 volte tutto l’esercito italiano nella sua totalità) da far rientrare nella nuova società e la consapevolezza che l’altra dittatura (quella di Stalin) responsabile della morte di un numero di persone compreso tra 20 e 60 milioni…  non aveva certamente fatto meglio.

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