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8 settembre 1943. cronaca

Prima, voglio dire una cosa.
A 24 ore dalla proclamazione formale dell’armistizio, Supermarina ordina ancora ai nostri sommergibili di uscire in mare per silurare le navi da guerra alleate e i sommergibili Topazio e Velella, sprovvisti di tecnologie moderne si fanno subito individuare ed affondare, portando con sè 150 giovani uomini.
L’ossessione del segreto, la scarsa informazione e la pessima qualità degli uomini al governo causano ancora morti inutili. Direi, morti grasse e certamente inutili ed inevitabili a poche ore dall’annuncio di un armistizio già firmato.
Ma che gente era? Carboni aveva detto a tutti di cessare il fuoco, avevava paventato la resa (quando in realtà era già stato concordata – incredibile) e Supermarina lancia ancora un’operazione militare? Conoscendo la nostra palese inferiorità operativa?
Roba da criminali di guerra.
Significa che al Governo italiano di quei giorni non interessava affatto la vita dei propri soldati.

Va bene.

8 settembre: mercoledi

  • ore 2,00: Badoglio, visto il rifiuto di Taylor, prepara un messaggio per il C.S. alleato: – Dati cambiamenti et precipitare situazione et esistenza forze tedesche nella zona di Roma non è più possibile accettare armistizio immediato, dato che ciò dimostra che la capitale sarebbe occupata e il Governo sopraffatto dai tedeschi. Operazione Giant2 non è più possibile dato che io non ho forze sufficienti per garantire gli aeroporti. Generale Taylor è pronto per ritornare in Sicilia e rendere noto il punto di vista del Governo ed attendere ordini. Comunicate mezzi et località che voi preferite per questo ritorno.
    Firmato Badoglio
    -.

Taylor, da parte sua, decide di scrivere un suo un messaggio ad Eisenhower:
Tenendo conto delle affermazioni del Maresciallo Badoglio sulla impossibilità di dichiarare l’armistizio e di garantire gli aeroporti, Giant2 è impossibile.
Motivi addotti per cambiamenti sono mancanza di benzina e munizioni et nuove disposizioni. Badoglio chiede che Taylor ritorni ad illustrare il punto di vista del Governo e Taylor e Gardiner attendono istruzioni. Prego confermare, Taylor
-.

  • ore 3,00: Taylor e Gardiner rientrano a Palazzo Caprara: mancano solo 15 ore al decollo dell’82° divisione dagli aeroporti siciliani e tutto è ancora in “alto mare”.
  • ore 7.00: Carboni riesce finalmente ad inviare i due messaggi ad Algeri.
  • ore 9,00: Roatta suggerisce a Badoglio, che gli ha appena riferito il colloquio con Taylor della notte prima, di inviare ad Algeri un emissario con l’incarico di spiegare a voce la delicatissima situazione venutasi a creare a Roma.
  • ore 10,00: Rossi va a prendere, alla stazione Termini, Ambrosio che è giunto fresco e riposato da Torino, in compagnia di Caviglia.
    Kesselring concorda con De Courten il piano d’azione contro lo sbarco alleato; il convoglio alleato intanto ha deviato verso sud, rispetto Napoli, in direzione Salerno. Si fissa in incontro con Roatta per le 17,30 a Frascati, presso il quartier generale tedesco, per gli ultimi dettagli operativi.
  • ore 11,00: Ambrosio è informato dell’incontro Carboni-Badoglio-Taylor e soprattutto che il giorno G sarebbe stato proprio l’8 settembre!
    Però Carboni lo rassicura: “è tutto a posto…! ci sarà un rinvio!“.
  • ore 11,30: Taylor, su richiesta di Badoglio, invia ad Algeri un altro radiomessaggio: “in caso Taylor riceva l’ordine di tornare in Sicilia, le autorità italiane desiderano mandare con lui il sottocapo Rossi per chiarire questioni.
    Tale visita è autorizzata?“.
    Taylor scrive anche due semplici parole: “Situation innocuous“: la parola d’ordine che annullava l’aviosbarco!
  • ore 11,30: il Re, Vittorio Emanuele III riceve a Villa Savoia, l’ambasciatore Rahn:
    dica al Fuhrer che l’Italia non capitolerà mai.
    E’ legata alla Germania per la vita e per la morte
    ” (l’inganno continua).
  • ore 12,00: scatta il terribile bombardamento aereo su Frascati (curioso: abbiamo da 5 giorni firmato la resa incondizionata e gli anglo-americani ci bombardano lo stesso. Raro!    Il 93% della abitazioni è distrutto, 6mila i morti accertati su 11mila abitanti e il quartier generale tedesco non subisce neanche un graffio).
  • ore 12,00: Eisenhower apprende il contenuto del messaggio di Badoglio e convoca a Biserta Castellano, comunicandogli il rifiuto della data dello sbarco e della proclamazione dell’armistizio.
  • ore 13,00: il Comandante americano scrive a Badoglio un telegramma di fuoco diviso in tre parti e annulla l’operazione Giant2 appena in tempo.
    parte prima:
    intendo trasmettere per radio l’accettazione dell’armistizio all’ora fissata.
    Se voi o qualsiasi parte delle vostre forze armate mancherete di cooperare come precedentemente concordato, farò pubblicare in tutto il mondo i dettagli completi di questo affare. Oggi è il giorno X e io aspetto che voi facciate la vostra parte -.
    parte seconda:
    non accetto il vostro messaggio di questa mattina posticipante l’armistizio.
    Il vostro rappresentante accreditato ha firmato un accordo con me e la sola speranza dell’Italia è legata alla vostra adesione a questo accordo. Su vostra richiesta le operazioni aviotrasportate sono temporaneamente sospese.
    Voi avete vicino a Roma truppe sufficienti per garantire la temporanea sicurezza della città, ma io ho bisogno di esaurienti informazioni in base alle quali si possa preparare al più presto l’operazione aviotrasportata. Mandate subito il generale Taylor a Biserta in aereo. Notificate in anticipo l’arrivo e la rotta dell’apparecchio –.
    parte terza:
    – i piani erano stati fatti nella persuasione che voi agiste in buona fede e noi siamo pronti a portare avanti le operazioni militari su queste basi. Ogni deficienza da parte vostra nell’assolvere tutti gli obblighi dell’accordo sottoscritto avrà le più gravi conseguenze per il vostro paese. Nessuna futura azione potrà allora ristabilire alcuna fiducia nella vostra buona fede e conseguentemente ne seguirebbe la dissoluzione del Vostro Governo e della vostra nazione! -.
  • Il C.S. italiano emette il suo ultimo bollettino di guerra: è il numero 1201!
  • ore 15,00: Taylor e Gardiner sono autorizzati a tornare ad Algeri con il gen. Rossi.
  • ore 15,15: l’aeronautica tedesca comunica al comando della 16° div. corazzata tedesca la notizia che – una poderosa flotta di un centinaio di navi si sta avvicinando alla costa campana -.
  • ore 15,40: viene diramato l’ordine Orka (uragano) (sembra una esclamazione italiano, tipo orca boia!): – Sbarchi un vista: pronti al combattimento!” -.
  • ore 16.02: l’agenzia inglese Reuter riceve da New York la notizia dell’armistizio con l’Italia ma il Governo inglese ne proibisce la diffusione.
  • ore 17,00: Taylor e Gardiner, con Rossi, lasciano Roma, da Ciampino:
    sono ancora ignari dell’annullamento di Giant2.
  • ore 17,00: Ribbentrop comunica a Rahn che la Reuter ha annunciato la capitolazione italiana. Rahn chiama subito il ministro degli Esteri italiano Guariglia che smentisce (l’inganno continua). Anche Roatta nega: “una spudorata menzogna inglese che devo repingere con sdegno” (l’inganno continua)
  • ore 17,15: Badoglio, davanti al ministro della Guerra Sorice e Carboni, mostra il messaggio di Eisenhower che recita: “ho deciso di annunciare l’armistizio stasera alle 18,30. Fate come me!
  • ore 17,30: si convoca, con grande urgenza, il Consiglio della Corona con Carboni e Marchesi e senza Roatta (a Frascati da Westphal), sostituito dal gen. De Stefanis.
  • ore 17,45: l’agenzia Stefani riceve la notizia dell’armistizio ma nessuno si preoccupa di smentirla. (Raro).
  • ore 18,15: inizia il Consiglio della Corona. La discussione è molto aspra.
    Si contrappongono due partiti: quello favorevole all’armistizio e quello favorevole alla sua rielezione.
  • ore 18,30: radio Algeri dirama al mondo intero il proclama di Eisenhower che annuncia l’avvenuta resa dell’Italia. Marchesi, interrompendo i lavori del Consiglio, legge ai presenti il messaggio del C.S. alleato:
    Qui il generale Eisenhower, comandate in capo delle forze alleate.
    Le forze armate del Governo italiano si sono arrese incondizionatamente.
    Come comandante in capo ho accordato un armistizio militare, i cui termini sono stati approvati dai governi del Regno Unito, degli Stati Uniti d’America e dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Il Governo italiano ha accettato questi termini senza riserva. Tutti gli italiani che ora agiranno per contribuire a cacciare l’aggressore tedesco fuori dal territorio italiano avranno l’assistenza della Nazioni Unite“.
  • ore 19,10: avviene l’incontro tra Rahn e Guariglia: “Ma questo è tradimento!“.
  • ore 19,15. Conclusosi il Consiglio della Corona, Badoglio e Marchesi, si recano alla sede dell’EIAR per la diffusione del messaggio di conferma dell’avvenuto armistizio al popolo italiano.
  • ore 19,15: Taylor e Rossi atterrano a Biserta e apprendono la proclamazione dell’armistizio e l’annullamento di Giant2.
  • ore 19,30: Rossi e Castellano incontrano Eisenhower che dice:
    Ho più fiducia di voi nei vostri soldati. Se è stato commesso qualche errore, ormai dobbiamo accettare la situazione così com’è e collaborare quanto meglio possibile nel comune interesse“.
  • ore 19,45: Badoglio, pochi minuti prima del giornale radio delle ore 20 legge il proclama:
    Il Governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori  più gravi sciagure alla nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo della forze alleate anglo-americane.
    La richiesta è stata accolta. Conseguentemente ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.
    Esse però reagiranno a eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza -.
    Contemporaneamente il generale Carlo Tucci, capo di S.M. della nona armata in Albania, fa diramare un comunicato dove stigmatizza la manovra di propaganda nemica che afferma l’avvenuto armistizio!
  • ore 20,00: Jodl chiama al telefono Kesselring per informarlo del proclama di Badoglio.

 

Nota.

In tutto questo baillame, nessuno ha saputo arrabbiarsi e contestare il bombardamento alleato, avvenuto a resa già firmata da giorni.
Questo è un fatto raccapricciante. Gli americani ci hanno bombardato a resa conclusa, con le armi abbassate. Questo è un crimine bello e buono.
Impunito. Tanto per cambiare.
Ma può una formica incazzarsi con un elefante?


3 settembre 1943. cronaca

3 settembre: venerdi.

  • ore 4: Castellano invia un sollecito a Roma
  • ore 14: arriva una prima risposta:   è giudicata insufficiente dagli alleati.
  • ore 17: arriva finalmente la conferma ufficiale dei poteri a Castellano.
  • ore 17.15: avviene la firma ufficiale.
  • Le modalità di esecuzione sono concordate.
  • Mussolini a Campo Imperatore, sul Gran Sasso.

Sempre secondo gli scritti di Marchesi:
Passammo la prima notte in bianco. Alle 4 Castellano decise di inviare un sollecito, un telegramma a Badoglio. Passammo l’intera mattinata del 3 settembre senza notizie. Snervante. Nel primo pomeriggio fummo convocati nella grande tenda delle riunioni del comando alleato…
il generale alleato Smith continuava ad essere otttimista.
Poco dopo ci venne data la notizia di un telegramma giunto da Roma a firma Badoglio. Il Maresciallo dichiarava che l’accettazione dell’armistizio era già avvenuta con il precedente telegramma.
Di colpo la riunione fu sciolta e noi ritornammo nella nostra tenda.
A Roma forse non avevano capito e sembrava che tergivesasssero ancora.
Soltanto alle 17 venne da noi De Hann, raggiante e disse: “hanno accettato!” e lesse il telegramma che delegava Castellano alla firma.

Da uno scritto di Zangrandi:
In una tenda militare piantata in mezzo all’uliveto, ove c’era un tavolo da caserma coperto da un panno, con due posacenere, due boccette d’inchiostro e un telefono da campo, presero posto tutti.
Vestito di nero, con cravatta nera e occhiali neri, giunse Castellano che girò intorno al tavolo e andò a sedere su una sedia sul lato estremo.
Sul suo capo penzolava una lampada protetta da un barattolo.
Ricevette le due pagine dattilografate contenenti le clausole armistiziali dell’armistizio corto. Dal taschino della giaca a doppio petto, dalla quale spuntava per due dita un fazzoletto bianco, il delegato italiano trasse la stilografica e firmò.
Il generale Smith e l’interprete Montanari stavano alla sua destra e guardavano di sopra alla spalla, mentre fotoreporter e cineprese fissavano quelle immagini. Non appena Castellano ebbe firmato per conto di Badoglio, Smith, in tenuta kaki, con pantaloni corti, in maniche di camicia, firmò lentamente per conto di Eisenhower, presente.
Quest’ultimo si avvicinò a Castellano e gli tese la mano, senza parlare.
Qualcuno trasse una bottiglia di whisky e si bevve, ma non vi firono brindisi. All’uscita della tenda, Eisenhower staccò un ramoscello d’ulivo e lo gettò in aria. Poi si affrettò a impartire l’ordine di stop a 500 bombardieri che si accingevano a raggiungere Roma.
Eisenhower non volle firmare personalmente l’accordo conclusivo di quello che aveva definito un crooked deal: uno sporco affare“.

Da un estratto degli scritti di Eisernhower:
L’Italia era in una posizione militare diversa da quella della Germania del 1945, completamente battuta sul terreno delle armi. Questo non era il caso dell’Italia: essa aveva ancora grandi forze armate in campo.
Le sue forze nella Penisola erano numericamente superiori a qualsiasi forza che gli Alleati avrebbero potuto portare contro di esse. E quantunque il loro morale fosse scosso e la loro qualità scadente, le truppe tedesche nel Paese erano sufficienti ad irrobustirle.
La resistenza certamente era ancora possibile (Resistance was certainly possible), Gli eventi dei successivi 21 mesi dimostarono che le sole forze tedesche furono sufficienti ad imporre un ritardo molto serio alle forze alleate.
Vi erano veramente – e continuamente – voci di disordini in città del nord Italia sparse da “politicanti italiani in esilio”, probabilmente comunisti, che si accreditavano il merito di aver fatto cadere Mussolini attraverso disordini.
Ma queste voci, si sapeva benissimo come fossero grandemente esagerate.

Un riferimento ad avvenimenti successivi dimostrerà una volta in più la scarsa importanza di questo fattore:
nessun disordine tra i civili ha avuto mai un ruolo apprezzabile nel diminuire la capacità di resistenza dei tedeschi in Italia.
Nasce da queste considerazioni di Alexander il verbo famoso: to Badogliate
che avrebbe accompagnato per anni i nostri soldati.
Il significato? tradire con furbizia, scioccamente! Un esempio di cinico e spietato sarcasmo inglese? Sicuramente sì: difficile però dargli torto.

Le intese operative prevedevano:

  1. il Governo italiano sarebbe stato informato sulla esatta data del giorno G e cioè il giorno successivo allo sbarco di Salerno;
  2. il giorno G dalle 11,30 alle 12,45 avrebbe trasmesso due brevi comunicazioni sull’attività dei nazisti in Argentina;
  3. alle 18,30 dello stesso giorno Eisenhower e Badoglio avvrebbero simultaneamente annunciato via radio la firma dell’armistizio;
  4. la sera del giorno G sarebbe stata lanciata su Roma la 82° divisione paracadustisti americana.

Castellano avrebbe dovuto:

  1. annientare l’operatività delle batterie contraeree italiana durante il lancio;
  2. segnalare le zone di lancio con i convenuti segnali luminosi;
  3. di fare trovare sul posto i mezzi di trasporto per l’intera divisione.

L’operazione si sarebbe chiamata  Giant2.

In ogni caso, ci sono sembra che gli italiani non la conoscessero affatto e che gli alleati, in base all’armistizio “corto” l’avrebbero decisa e comunicata, a loro discrezione, praticamente, senza preavviso alcuno.

Intanto Mussolini vive il suo quarto e… penultimo trasferimento.
dalla villa di Assergi viene portato a 2112m di Campo Imperatore, dove viene sistemato in un alloggio al secondo piano, con porta chiusa e sorvegliata da guardie numerose e attente.

Nota.
Nessuno ha mai comunicato ufficialmente a Mussolini il suo stato di prigionia.
Il Duce ha dovuto evincerlo dalle sue limitazioni e privazioni.

 

I responsabili politici del momento, con incredibili ritardi si macchieranno di una serie di comportamenti, per molti versi codardi e vergognosi, per alcuni soltanto inefficaci e contradittori, che renderanno tragica e devastante la conclusione dell’intera vicenda.


2 settembre 1943. cronaca

2 settembre: giovedi.

  • Castellano torna a Cassibile con Marchesi.
  • Il tema delle credenziali.

Queste sono le trentasei ore prima della firma dell’armistizio italiano.
Dagli scritti di Marchesi:
La sera del 1° settembre il generale Castellano mi chiamò e mi disse che l’indomani mattina sarei andato con lui al comando alleato. Alle 7.15 del 2 settembre, con un trimotore S79, aereo personale del Capo di S.M.G., decollammo da Guidonia dicendo che andavamo in Sardegna. Appena in quota cambiammo direzione e ci dirigemmo a sud. Pilotava il maggiore Vassallo che era il pilota personale di Ambrosio. Con noi era anche il console Franco Montanari che fin dal viaggio a Lisbona aveva sempre accompagnato Castellano in qualità di interprete. Vicino alla Sicilia cominciammo a scendere bassissimi perchè almeno le batterie costiere, certamente avvertite, ci riconoscessero… In abiti borghesi, noi quattro, Castellano, Vassallo, Montanari ed io raggiungemmo i generali americani e ci dirigemmo su una seconda pista dove ci fecero salire su un aereo giò pronto.
Atterrammo su una pista militare, nei pressi di Cassibile.

Al suo arrivo Castellano venne invitato a presentare le sue credenziali.
Per firmare un documento contrattuale a nome e per conto di un terzo bisogna dimostrare di avere la procura, i poteri di firma delegati da poteri governativi.
Castellano reagisce reagisce alla richiesta dicendo:
Ma non era prevista alcuna firma!” e nelle sue memorie addebita il “momento di empass” a Badoglio e Guariglia.
Il generale inglese Jackson, addetto allo S.M. di Alexander, fornì una strana interpretazione dello stupore di Castellano:
Badoglio sperava ancora che gli alleati non avrebbero ancora insistito sulla resa incondizionata. A suo modo di vedere la collaborazione militare italiana con gli alleati sarebbe bastata a far riconoscere di fatto la resa dell’Italia e la rottura con il fascismo“.
Speranza folle e vana. Gli americani avevano organizzato tutto per la firma alle ore 17: Alexander ed Eisenhower erano attesi per quell’ora a Santa Teresa Longarini. Il disguido legale creò una situazione di imbarazzo, di ulteriore diffidenza, quasi di scherno.
So che non avete i pieni poteri e questa è una situazione molto buffa di trattare da parte del vostro Governo“.

Gli eccessivi tentennamenti di Badoglio, la mancata consegna dei pieni poteri ai nostri emissari non fecero altro che aumentare la diffidenza sulla nostra buona fede e sulla nostra reale volontà di chiudere l’accordo.

Intanto, la giornata si svolgeva con gli italiani richiusi nella tenda, come progionieri. Per tutto il giorno.
Si era in attesa di una risposta da Roma per la consegna ufficiale dei pieni poteri e la conferma non arrivava.
Alexander si mostrò molto preciso sul da farsi: “In caso di mancata sottoscrizione riprenderemo i bombardamenti sull’Italia da domani…“.
Durante quella notte nessuno dormì.


19/21/22/23 agosto 1943. cronaca

19 agosto: giovedi

  • Alle ore 7 si è conclusa a Lisbona la riunione Castellano-Militari Alleati.

Ribadiamo il punto.
Ci sono 3 canali diplomatici avviati, ognuno praticamente all’oscuro degli altri:

  1. quello di Guariglia, con Blasco Lanza D’Aieta,  Alberto Berio, via Tangeri
  2. quello di Ambrosio, con Castellano, via Lisbona;
  3. quello di Guariglia, con Grandi (?)

Eh già. Grandi, la faccia migliore del regime (bisogna vedere per chi…), forse la più conosciuta e apprezzata all’estero, viene inviato con tutta la famiglia a Madrid, come se fosse un weekend vacanziero, per raccogliere informazioni su Castellano e aprire sondaggi sullo stato dell’arte dell’ipotesi di armistizio.
Ci sarebbe da notare, per i più curiosi, che Grandi, dal 25 luglio era rimasto nell’ombra, nascosto a casa di amici, senza mai mettere il naso fuori di casa e senza fornire informazioni alla sua famiglia.    Per paura.
Poi, un bel giorno gli telefona Guariglia (che sapeva dov’era) e gli offre quest’incarico: “Bello! vengo subito!”, e via.

Da notare che la cessazione delle ostilità sarebbe entrata in vigore a partire dalla data e dall’ora che sarebbe stata comunicata – a sua discrezione – da Eisenhower e il Governo italiano doveva impegnarsi a proclamare l’armistizio subito dopo l’annuncio di Eisenhower.
Qualora il Re, a seguito di tale procedura, avesse rischiato la cattura da parte tedesca, si ipotizzò il suo momentaneo trasferimento pari alla sua posizione.

A Lisbona le parti diedero vita ad un doppio simmetrico inganno.
Castellano sostenne che Roma voleva un rovesciamento dell’alleanza e un’attiva partecipazione dell’esercito italiano alla lotta contro i tedeschi, dopo lo sbarco alleato.
Bedell Smith insistette per la resa incondizionata (che ossessione!) ed in più si presentò indifferente all’aiuto militare italiano.

Ma inspiegabilmente, Castellano, invece di rientrare a Roma per conferire dei risultati e rispettare la data del 30 agosto come ultimatum per la risposta italiana, per ragioni legate alla sua copertura si mette a bighellonare per le via di Lisbona per 4 giorni!

 

21 agosto: sabato

  • Castellano cerca di mettersi in contatto con Roma senza successo;
  • nel Quebec è approvato il testo dell’armistizio “lungo”;
  • Castellano non può rientrare a Roma: la nave dell’ambasciatore italiano in Cile è in grave ritardo;
  • Kesselring incontra Ambrosio.

Il generale tedesco ricorda che l’incontro con Ambrosio, presenti i capi dell’esercito, della marina e dell’aviazione, “fu molto corretto…e denso di un buon cameratismo. Molto tempo dopo ho saputo che era a conoscenza delle trattative già in corso.”

 

22 agosto: domenica

  •  Castellano invia due telegrammi cifrati a Roma. Talmente cifrati che a Roma i documenti non vengono capiti e non vengono trasferiti al C.S.
  • A Roma, in base a voci su un presunto tentativo di golpe fascista, sono arrestati Cavallero, Starace, Bottai e altri gerarchi.
    Durante l’arresto muore misteriosamente Ettore Muti.
  • Lo stato d’animo di Mussolini.

Siamo alla beffa! Castellano non comunica nulla a Roma, nè tramite l’ambasciata italiana di Lisbona, nè attraverso una trasmittente del S.I.M. che operava nella capitale. Soltanto oggi fa inoltrare al nostro ambasciatore Prunas due telegrammi in codice al Ministero degli Esteri. Il primo annunciava l’acquisto di una partita di volframio e l’altro diceva che la liberazione dei prigionieri ammalati sarebbe avvenuta entro pochissimi giorni. Il primo, spiega Castellano, voleva significare che ero riuscito a prendere contatto, il secondo che fra poco sarei tornato per riferire. Il significato dei telegrammi era facile da capire: perchè venivano da Lisbona e perchè non erano in corso trattative nè di volframio nè per i prigionieri malati! Mah!
Comunque a Roma non capirono una mazza. Si crearono polemiche basate su rivalità tra Ambrosio e Castellano, da una parte e Roatta e Carboni dall’altra. Di fatto, dopo dieci giorni dalla partenza di castellano nessuno aveva ricevuto notizie della sua missione!
Strano, ma vero.

In Italia la politica del “pugno di ferro” è attuata: sono arrestati molti gerarchi fascisti. Muore per mano di un sicario Ettore Muti (vedi articolo nel blog). Si regolano i conti tra le varie fazioni del fascismo.
Incomincia la guerra civile. Specialmente in Emilia-Romagna.

Di Mussolini si ha notizia tramite una lettera alla sorella a circa un mese prima della sua detenzione.
Per quanto mi riguarda mi considero un uomo per tre quarti defunto. Il resto è ossa e muscoli in fase di deperimento organico da dieci mesi a questa parte. Del passato non una parola Anch’esso è morto. Non rimpiango niente, non desidero niente (…) Per alcune settimane il mio isolamento morale è stato assoluto: dal mondo ho ricevuto un telegramma di Goering e un dono dal Fuhrer. Poi ho avuto i bollettini di guerra. Altre notizie sporadiche e rare. Io stesso non desidero che conoscere l’indispensabile. Nemmeno desidero i giornali. Come sai il nostro nome è bandito, esecrato, cancellato“.

 

23 agosto: lunedi.

  • Castellano parte in treno da Lisbona;
  • Kesselring incontra Hitler: il Fuhrer ha la prova del tradimento italiano.

Sarebbe bastato che Castellano partisse in aereo da Lisbona la mattina del 19, per guadagnare tempo prezioso e così facendo un’informazione diretta ed efficace al C.S. sarebbe giunta correttamente. Non si capisce come mai i due telegrammi non siano pervenuti sui tavoli dei vertici militari e civili. E poi ancora dopo, come non si sia proveduto a silurare quei due funzionari che avevano ricevuto i testi e le avevano considerati incomprensibili ed inutili cestinandoli! Qui sono nate anche parecchie supposizioni di sabotaggio della missione di Castellano, poi finite nel nulla.

Quando Kesselring incontra Hitler, questi gli chiede di smettere di avere fiducia negli italiani dal momento che aveva in mano la prova del tradimento (non dice quale sia…però). Da quel momento Kesselring dovette tenere in considerazione, nei suoi provvedimenti, la prevalenza dell’elemento politico.


15/16/17/18 agosto 1943. cronaca

15 agosto: domenica.

  • Incontro italo-tedesco, solo  alivello militare, a Bologna, tra Roatta, Rossi e Zanussi per l’Italia; Jodl e i comandanti tedeschi in Italia per la Germania.
  • Castellano arriva a Madrid alle 12 ed incontra subito l’ambasciatore inglese Hoare.
  • Alle 20 Castellano, sempre in treno, riparte per Lisbona.

L’atmosfera a Bologna è decisamente pesantissima, permeata di una evidente diffidenza e scostanza. Al tavolo, i giocatori espongono la loro intenzione di rafforzare il loro dispositivo militare in Italia per contrastare i probabili sbarchi alleati.   Balle: in realtà stavano eseguendo il piano di Hitler per l’occupazione del nostro paese.

E’ esattamente a questo punto che inizia la tesi che prima del famoso “tradimento italiano” ci fu il “tradimento tedesco” (condivisibile), cioè l’aggressione armata germanica allo scopo di saccheggiare quanto possibile un paese in completo disfacimento.

Castellano, intanto, interpreta il suo “mandato-non mandato” di Ambrosio e cerca di affrettare le trattative e parte per Lisbona la sera di ferragosto.

 

16 agosto: lunedi.

  • Al Quirinale riunione segreta e ristretta tra la Corona e il Governo: si decide di cercare l’accordo con gli alleati.
  • Castellano arriva a Lisbona intorno alle 22.
  • Dove trasferire il Duce? Il problema si fa serio.

Intanto Eisenhower ha deciso, di concerto con Roosevelt e Churchill, informati a Quebec da Hoare sull’incontro con Castellano, di inviare a Lisbona i massimi esponenti del suo comando: Bedell Smith – generale e capo di S.M. e il brigadiere generale inglese Strong.
Castellano, nonostante tutto, sembra abbia fatto colpo e la cosa va avanti.

In Italia, il paese è letteralmente invaso dalle divisioni naziste e si comincia a temere un colpo di stato a breve.

Ma una curiosità. Dove sono finiti tutti i fascisti di una volta? O quelli che si professavano tali? Si sono messi un cuscino sopra la testa?

 

17 agosto: martedi.

  • Alle 12 Castellano incontra, presso l’ambasciata inglese a Lisbona, Campbell.
  • Berio conclude il suo tentativo a Tangeri: incontra ancora una volta Gascoigne che gli riconferma la posizione alleata.
    E’ necessario che il maresciallo Badoglio comprenda che noi non possiamo negoziare, ma esigiamo una capitolazione senza condizioni. Ciò vuol dire che il Governo italiano si dovrà mettere nelle mani dei due Governi alleati, che in seguito gli faranno conoscere i loro termini. Questi termini forniranno condizioni onorevoli (?!?). Ricordatevi che i due Capi di Stato e i due Governi alleati hanno già manifestato il loro desiderio che l’Italia occupi un posto rispettabile nella nuova Europa, appena finito il conflitto, e che il gen. Eisenhower ha già annunciato che i prigionieri italiani in Tunisia e Sicilia saranno rilasciati, a condizione che lo siano anche tutti i prigionieri alleati”.
  • Alle 6,35 il gen. tedesco Hube comunica a Kesselring che la ritirata dalla Sicilia è completata. La battaglia è finita.
    Dopo 38 giorni di scontri gli alleati hanno conquistato e liberato l’isola. Il piano Husky è stato completato positivamente: però in tempi molto più lunghi rispetto alle previsioni.
  • Alanbrooke, capo di S.M.G. britannico, scrisse nel suo diario:
    Se Badoglio si scopre troppo, prima dell’arrivo degli alleati, rischia di essere sostituito dai tedeschi con un Quisling qualunque. Fortunatamente gli americani hanno accettato la nostra proposta: il comandante supremo è autorizzato ad aprire negoziati purchè la resa e il progettato sbarco a Salerno avvengano lo stesso giorno e in tale sequenza temporale.
    Eisenhower, come abbiamo visto, può procedere all’invio degli emissari militari“.

 

18 agosto: mercoledi.

  • Alle 22,30 Castellano incontra la delegazione alleata.
  • Guariglia invia Grandi a Madrid.

Giornata chiave per la storia dell’Italia. Per la prima volta, nell’abitazione dell’ambasciatore Campbell, alle 22,30, si incomincia a parlare veramente con chi conta.  Si conferma che l’Italia è disposta ad arrendersi e quindi viene letto il documento giuridico che deve essere accettato integralmente, senza modifiche.
Chiariti alcuni passaggi, Castellano affronta il tema centrale della riunione: cioè, come gli alleati intendono gli italiani in previsione della reazione tedesca.
Le armate germaniche, in quel frangente erano ancora forti. Molto forti e determinate. Forti, in senso germanico. E gli alleati sanno cosa voleva dire.
L’armistizio sarebbe poi stato ufficializzato cinque o sei ore prima dello sbarco alleato. Castellano dice che non sono sufficienti e che ci vorrebbero almeno quindici giorni per un “cambio di campo”. Poi fornisce i particolari dello schieramento tedesco dando un quadro di insieme molto più negativo di quanto gli alleati si aspettassero.
Dopo un momento di perplessità, il generale americano informa Castellano che, se entro il 30 agosto l’Italia non avesse dato risposta, la proposta sarebbe decaduta e priva di efficacia.
In caso positivo, invece, Castellano avrebbe dovuto, entro il 31 agosto, recarsi in Sicilia per la stipula finale dell’accordo.
Alle 7 del mattino la riunione si scioglie.


L’Olocausto di Eisenhower

Il bello di queste cose (si fa per dire) è che non ci si troverà mai d’accordo sulle cifre, ma la cosa non sposta più di tanto. Quando si parla di danni di guerra (diretti o indiretti), di morti o di feriti lo snocciolatore di cifre e statistiche fa sempre la sua figura, ma quello che stupisce maggiormente è l’ inaspettata smitizzazione di qualche personaggio pubblico. Poi mi si dirà che voglio fare l’ anti-americano a tutti i costi, ma scoprire che, grattando oltre la superficie dell’ informazione generalista, Eisenhower si è  mostrato un demonio fa davvero pensare. Cito un articolo di Lino Bottaro che è molto vicino al pensiero espresso in altre fonti presentate in questo blog, non ultimo, il libro “Gli altri Lager” di James Bacque che tanto scalpore ha provocato senza far nascere nessuna frenesia di smentita.

ikemixLa prima cosa che salta all’occhio è che gli olocausto sono tutti  ratificati da disposizioni governative. La seconda è che ” Ike ” va ricordato come criminale di guerra e la sua figura va ridimensionata.

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