Archivi tag: Croce Rossa

Badoglio si Badoglio no

Alcuni lo hanno definito un uomo della storia, un uomo deplorevole ed in altre maniere più colorate, ma nessuna definizione di queste rende giustizia alla figura. Probabilmente… , “criminale di guerra” è quella che gli calza di più. Almeno a sentire il governo etiope, abissino e jugoslavo. I documenti dell’archivio di Stato italiano, senza reticenze e con il più crudo linguaggio della burocrazia, denunciano stragi, oppressioni, infamie , rapine, deportazioni e violenze di ogni genere, imposte e protette dall’uomo di Grazzano Monferrato.

Eritrea-1935

La cronologia dei tentativi di estradare questo criminale a guerra finita è lunga, tortuosa e, soprattutto, infruttuosa.
Nel 1998 uscì un inserto in un giornale che descriveva le malefatte in modo estremamente dettagliato. Mi rammarico moltissimo di averlo perduto nei meandri di questa mia mania; oggi mi sarebbe servito. Non ultimo, il fatto che richiedere una copia di quell’inserto al giornale è tempo perso. Va bene.

L’accusa.

capitolo 1

ipriteIn aperta violazione del protocollo di Ginevra del 1926 che l’Italia aveva sottoscritto, fu dato ordine da Badoglio di usare gas tossici contro gli etiopi.

Già dalla prima grande guerra, l’iprite veniva usata per riempire recipienti da lanciare sul nemico, oppure spruzzata da bassa quota come insetticida. Un’ondata terribile venne lanciata contro una popolazione completamente impreparata. L’iprite, usata in bombe di 280 kg veniva lanciata per espoldere in aria ( a circa 200m da terra) e questo liquido pesante diventava una pioggia letale che procurava morte sicura, penetrando attraverso i vestiti, bruciando e disintegrando i tessuti umani. Gli abissini erano completamente vulnerabili a questo tipo di attacchi e tantomeno conoscevano un metodo per curare i loro feriti. La guerra chimica era stata preparata anni prima con tonnellate di liquido per la fanteria in granate caricate a gas e migliaia di bombe per l’aviazione. Badoglio trovò questo “apparato” pronto e lo usò ancor prima di avere l’ordine esplicito di Mussolini. Di propria iniziativa. autorizzazioneL’autorizzazione arrivò il 28 dicembre 1935 che riguardava iprite e lanciafiamme. Questi metodi efferati erano ben tollerati dalle coscienze di questi personaggi. Si pensi che Rodolfo Graziani (chiamato “il macellaio di Libia“), pur di battere il Badoglio “avversario” in durezza, fu addirittura più creativo ed intraprendente implementando la tecnica di gettare dagli aerei i ribelli catturati! Badoglio02Badoglio, al fine di stroncare la ribellione e la resistenza locale, ebbe il “sentimento” di far largo uso di gas venefici con la stessa  facilità con la quale mandava allo sbaraglio migliaia di uomini a terrorizzare quelle popolazioni inermi come se si trattasse di disinfestare una topaia.

Ma c’è di più.

capitolo 2

Un effetto collaterale a queste procedure fu quello dell’opinione britannica che si manifestò subitò inorridita; Mussolini, a quel punto, autorizzò i generali a spazzar via gli stranieri dalle zone di guerra. Badoglio, preoccupato per l’opinione pubblica mondiale, fu solerte nel far scoprire che a far trapelare la notizia dell’uso dei gas era stata la Croce Rossa. Cinque giorni iniziò un raid aereo di 19 incursioni contro ospedali da campo della Croce Rossa Internazionale. Nel primo di questi attacchi, avendo saputo che lo Stato Maggiore dei “ribelli” era accampato nelle vicinanze di un ospedaletto svedese, Graziani, sempre in questo clima competitivo tra comandanti, comandò a Bernasconi (comandante della squadra aerea) di compiere un vigoroso bombardamento sulla località. Anche se – aggiungeva nel telegramma – questo dovesse involontariamente colpire le tende dell’ospedale. Infatti così accadde. Moltissime bombe caddero causando una strage immane. Era dalla strage degli Armeni che non si vedeva una tale manifestazione di incontrollata brutalità. Così fu definita dai britannici.

public-opinion

Alla fine della guerra si è saputo che i governi di Gran Bretagna e Stati Uniti erano perfettamente a conoscenza dei crimini commessi da questi ed altri ufficiali italiani, tuttavia, provocare una rottura politica con il governo italiano, a così breve distanza dalla fine del conflitto venne considerato politicamente inopportuno.

Nel 1946 gli eventi in Italia stavano prendendo una direzione tale da rendere impossibile l’estradizione dei criminali di guerra. E fu in quel momento che in Italia si seppe che Badoglio era ricercato dal governo etiope per aver usato i gas tossici ed il bombardamento inumano degli ospedali della Croce Rossa. Ma già dal 1943 i britannici e gli americani dell’armistizio sapevano delle malefatte italiane del Fascismo. Badoglio03In quei giorni Churchill mandò un telegramma a Roosevelt in cui affermava di voler sostenere qualsiasi governo non fascista e l’intenzione di garantirsi l’appoggio dell’esercito italiano, nel modo più conveniente, ma Badoglio annunciò che “la guerra continuava” e la cosa mise gli Alleati in una posizione difficile. Ma con la fuga del Re del 12 settembre Badoglio riparava al sud e siccome sia il Re e Badoglio, rappresentavano la legalità (nonostante quel che sapevano e con la benedizione di Eisenhover) accettarono che Badoglio diventasse il loro baluardo contro il comunismo che stava minacciando di dilagare in Italia. Dal 44 i britannici sapevano che l’Italia del Nord era un presidio comunista e Churchill, (come politico di destra) finì per diventare un anti-antifascista! Il timore delle ripercussioni politiche spaventava quindi Inghilterra e Stati Uniti. Il consegnare i criminali di guerra ai paesi che li avevano richiesti (Etiopia, Jugolslavia, Grecia) poteva creare grossi imbarazzi. Dal momento che non potevano rifiutarsi e allo stesso tempo non avevano nessuna intenzione di far finire questi individui sotto processo a Paesi dove non avevano il totale controllo, temporeggiare era la soluzione più naturale. Così vennero usate tutte le tecniche conosciute per guadagnare tempo. Nel frattempo l’occupazione sarebbe finita ed il problema dei criminali di guerra (secondo le leggi di Mosca) sarebbe diventato un problema italiano e sapevano anche che l’Italia non avrebbe mai consegnato nessun accusato a qualsiasi richiedente. processareI pesi politici del dopoguerra contribuirono a far decadere l’argomento dei crimini di guerra rimandandoli al giudizio dei Paesi dove erano stati commessi. Di tutto questo contribuì molto anche il fatto che l’opinione pubblica italiana non se sapeva granchè e tutto giocò a favore dei probabili accusati.

Ecco come Badoglio evitò tutti i problemi ed assieme a lui anche Graziani, Roatta ed altri 750 ufficiali italiani. Certo che in questo tumulto di avvenimenti fa sorridere l’immaginare un Badoglio piagnucolante sul molo a Pescara per imbarcarsi per Brindisi, preoccupato per la sua incolumità fisica; lui che non aveva remore nel mandare a morire migliaia di persone. E pure preoccupato per i suoi possedimenti personali in mano ai tedeschi.
Ce lo racconta Indro Montanelli nel suo “Storia d’Italia 1943-1948”.


I documenti che comprovano questo sono emersi nel 2006,
da un’indagine privata nell’Archivio pubblico londinese.

 


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: