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Hitler a Córdoba (1949)

I signori Walter e Ida Eichhorn, spesso citati anche nella serie televisiva di Hunting Hitler ed illustrati nella serie di articoli “Escaping files”, non ebbero figli ma crebbero una bambina: Catalina Gamero.
Questo personaggio, ancora presente in video su YouTube, allora bambina, era stata affidata dai veri genitori alla coppia tedesca sperando, in questo modo che la figlia potesse avere una vita migliore insieme ai “ricconi” che conoscevano da diverso tempo. Questa famiglia viveva in una zona umida di Córdoba, detta Mar Chiquita e il medico disse loro che quel clima era decisamente sfavorevole alla salute della figlia. Gli Eichhorn frequentavano la zona perchè avevano delle proprietà e in questo modo conobbero la famiglia Gamero. Poichè la Falda aveva un clima più secco, era una buona alternativa per la salute della piccola e quando gli Eichhorn si offrirono di farla vivere con loro non ebbero dubbi. Per la famiglia il discorso era chiaro: la piccola avrebbe avuto cibo, educazione e comodità e soprattutto un futuro, altrimenti incerto.
Così le insegnarono i lavori di casa e svolse sempre attività domestiche, una sorta di aiutante personale di Ida e Walter, nel loro chalet di La Falda.
Nel dopoguerra, nella struttura principale di Villa Eden viveva solo la coppia di amici di Hitler e Catalina. Nessun altro.
Lavoravano là anche un giardiniere ed un autista di fiducia ma, a differenza di Catalina, non dormivano nella casa.
La gente della zona sapeva che gli Eichhorn erano tedeschi, che erano amici intimi di Hitler da tanto tempo e la cosa non stupiva affatto; i locali dicevano che il leader nazista era stato da quelle parti, abbastanza in incognito, anche negli anni ’30 e si erano fatti pure fotografare insieme in posa al secondo piano dello chalet.
E a proposito di La Falda, la gente ricorda di aver visto frequentemente anche Adof Eichmann vistare la famiglia Werner, proprietaria di uno dei primi chalet della residenza Villa Eden.
Persino le autorità tedesche conoscevano dal 1952 il rifugio di Eichmann, ma lo tennero sempre nascosto, come dimostrato da un documento pubblicato da Bild Zeitung. Il rapporto indica anche l’identità esatta dietro la quale si celava in Argentina il nazista: quella di Ricardo Kloemet (e non Klement, come più volte citato nel film la cattura di Eichmann).

Un altro particolare importante.
Sembra che il giardiniere dell’Hotel Eden, di nome Duracher, fosse regolarmente pagato e lavorasse per i servizi segreti americani e fosse l’uomo-chiave nel fornire dettagli agli uomini dell’FBI di quanto succedeva nella comunità nazista di La Falda. Probabilmente responsabile dell’informazione primaria che gli Eichhorn stavano finendo i “preparativi” per accogliere Hitler in Argentina. Sembra che sia stata una fonte segreta coinvolta anche nelle ricerche anche di Philip Citroen, citato nell’articolo: foto di Hitler nel 1954_note.

A sostegno delle circostanze, nel 1978 o il ’79, un pronipote di Donna Ida, Walter jr. Eichhorn, per farsi onore di fronte ad amici mostrò a numerosi presenti -decorazioni naziste con la svastica, una speciale tovaglia con ricamata la croce uncinata, alcune foto recenti e undici lettere firmate dal capo del Nazismo. Va ricordato che ciò accadeva mentre l’Argentina era sotto dittatura militare e veniva rivendicata l’ideologia di estrema destra. Tempi in cui si uccidevano i militanti di sinistra o chi, secondo i militari, sembrava esserlo, si perseguitavano gli ebrei e tutti coloro che la pensavano diversamente dal Governo.
Nelle foto Hitler era vestito da civile, con i baffi tagliati e con i tratti peculiari di uan persona avanti con l’età.
Ma la cosa più strana era che nelle undici lettere, incomprensibili per chi non conosce il tedesco, le date riportate erano tutte successive alla data del 30 aprile 1945.
Sembra che tutto il materiale sia conservato in una cassa a Rio Cuarto, una località a 300 Km da Córdoba.
Copie della foto di Hitler a Córdoba sarebbero state visionate anche a casa di Margarita Naval, la vedova di Francois Chiappe, a La Falda.

Moltissime informazioni sono state inevitabilemente perdute nel momento in cui gli Eichhorn vendettero l’immobile alla società “Le tre K”, formata da Emilio Karstulovic, Constantino Kamburis e Asher Kutscher che fecero pure una vendita (o svendita) dei mobili dell’albergo e di molte altri suppellettili trovate sul posto.

Catalina Gamero disse che nei tre giorni in cui in cui Hitler rimase nella “stanza degli ospiti” che aveva preparato per lui, gran parte del tempo il leader nazista lo aveva passato da solo con la sua amica Ida.
Poi assicurò che dopo essere stato a La Falda, il “cugino” alloggiò circa 15 giorni in cima al monte Pan de Azúcar e gli Eichhorn lo visitarono due o più volte, per fargli visita.

 

Il castello. (info reperite da libri e dal web)

Dalle vette del monte Pan de Azúcar – circa a mille metri sul mare – si può veder un paesaggio affascinante formato da gole e montagne. Sullo sfondo si delinea la città di Cordoba e, dall’altra parte, La Falda.
E’ un punto alto, da cui si domina su tutto, che ricorda in qualche modo, il Nido dell’Aquila. C’è un edificio a tre piani, in pietra, dove ancora oggi è ancoa visibile un gruppo elettrogeno (ovviamente tedesco) e, completamente in disuso, un apparato radio usato negli anni quaranta, con la rispettiva antenna Telefunken.
La Gamero racconta di 5 o 6 telefonate da La Rioja e da Mendoza che chiedevano degli Eichhorn. “- Passami la signora …- “, dicevano, con accento un po’ tedesco e queste chiamate continuarono fino a che lei (Ida) Eichhorn non morì, il 29 aprile del 1964, a 83 anni.
Un’intervista della Gamero è ancora reperibile su YouTube.


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