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contrattoCLNAIApprendo e pubblico una vicenda sicuramente poco nota al grande pubblico:  un contratto con il quale il CLNAI, in pratica, vendette i propri diritti  (conquistato sul campo) agli Alleati, in cambio di forti sovvenzioni ma accettando però pesanti condizioni politiche che oggi direi, come minimo, ” … da definire “.

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Tutto parte da un bisogno pressante: trovare soldi per aiutare la guerra partigiana, in quel momento in grande difficoltà (1944), dato che il governo italiano, sotto tutela della Commissione di Controllo Alleata, non poteva fare nulla. Dopo un incontro di Parri e di Valiani in Svizzera con esponenti inglesi, fu stabilito che una delegazione del CLNAI  sarebbe andata nelle Puglie per trattare questioni essenziali per la lotta clandestina col comandante della  Special Forces e con l’O.S.S.

delegazione

Un problemino; gli alleati mettono a disposizione un aereo con soli 4 posti, quindi decidono di andare Pizzoni      (presidente e tesoriere del CLNAI), Parri (Comando Volontari), Sogno (partigiano di collegamento fra gli alleati e il CLNAI) e Pajetta, (vice-comandante nazionale CLNAI e comunista), questo con un certo riserbo perché i comunisti non erano ben visti (eufemismo) dagli Alleati.   Bene.    Il 14 novembre 1944 il gruppo giunge a Monopoli, sede degli uffici ed inizia una serie di trattative che si prolunga per 3 settimane. Dopo aver rischiato di veder crollare miseramente la guerra partigiana per posizioni intransigenti dettate da esigenze opposte, si concluderanno il 7 dicembre a Roma firmando l’accordo (che pubblico sotto). Gli Alleati riconoscono così il Cvl e si impegnano a sostenerlo con regolari finanziamenti; dall’altro, il CLNAI accetta come comandante del Cvl il generale Raffaele Cadorna e garantisce di operare in modo militarmente totalmente subordinato agli anglo-americani, oltre che di mantenere la legge e l’ordine nelle zone via via liberate, di cedere successivamente i poteri al governo militare alleato e di sciogliere e disarmare le formazioni alla fine del conflitto.

In base a questo testo, politicamente e militarmente, al CLNAI, in compenso di una sudditanza assoluta e totale, gli Alleati offrirono un contratto mercenario di 160 milioni mensili.

contrCLNAI

contratto (in formato .doc – scaricabile)

Sintomatico è che nei loro rispettivi memoriali, Longo non fa il minimo accenno al patto; Valiani dà per certo che i 160 milioni li versava il governo di Roma. Viene da credere che gli stessi firmatari provassero un profondo senso di umiliazione, disgusto e vergogna. Nei successivi anni, il patto segreto e la dipendenza dall’O.S.S. sono stati dimenticati e non se ne è più parlato; cancellati dalla memoria storica così come tante altre cose non troppo gradite.

arrendetevi

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ergo sum/CLN

CLN-6mag1945

didascaliaCln

La politica del C.L.N sarà determinata dai due più grossi partiti. Quello comunista, cui s’accodano socialisti e azionisti e quello democristiano. Il partito comunista ha tro­vato nel CLN uno strumento effi­cace per il suo programma. As­sociare i tedeschi ai fascisti, per­fino nel termine di « nazifascisti », significa spostare la guerra sul pia­no politico. E significherà dopo, col pretesto dell’epurazione, lo smantellamento degli apparati del­lo Stato cosiddetto borghese. Ma i comunisti si aspettano soprattut­to l’occasione della guerra civile. Guerra civile è lo stesso che di­struzione dell’unità morale e dei legami tradizionali della società na­zionale. Una distruzione completa e irreparabile di cui ha bisogno il comunismo per instaurare diretta­mente o gradualmente il suo re­gime. Né la Democrazia Cristiana pensa a opporglisi. I democristia­ni non si prospettano problemi fu­turi. Per mettere definitivamente le basi di un loro potere, son di­sposti sul momento a stringere al­leanza anche coi comunisti. L’in­teresse di eliminare qualsiasi altra forza che li possa preoccupare, co­me quella fascista, è adesso co­mune. Da poco erano arrivati a Roma e già comunisti e democri­stiani si scambiavano complimen­ti. De Gasperi esaltava in un di­scorso « il merito immenso, stori­co, secolare delle Armate organizzate dal genio di Stalin », e trovava che « c’è qual­che cosa d’immensamente simpa­tico, qualche cosa d’immensamen­te suggestivo in questa tendenza universalistica del comunismo rus­so ». (a Roma direbbero… annamo bene!)  Non solo. Ma De Gasperi, in un discorso famoso, sco­priva anche un parente lontano per Marx: « Lassù sull’erta cammina un altro proletario, anch’Egli israe­lita come Marx: duemila anni fa Egli fondò l’ Internazionale! ». Me­no enfatico, ma pieno di amabili­tà e di buoni propositi per gl’idea­li cattolici (e per la stessa Chie­sa) il capo dei comunisti, Togliat­ti, ricambiava le cortesie democri­stiane. Sotto, però, manovrava già il suo partito per impegnare quel­lo di De Gasperi nei prossimi av­venimenti del Nord.

Per l’Alta Italia

CLN-assumePer il Nord si costituirà un Co­mitato di Liberazione Nazionale Al­ta Italia, emanazione del CLN di Roma. Il CLNAI sarà clandestino perché « in territorio occupato dal­le forze nazifasciste », e autonomo per la « interruzione di rapporti » con Roma. Il CLNAI sarà anche l’unico organo di governo nei cen­tri occupati di volta in volta dagli « alleati ». Il 30 agosto ‘44 esso di­ramava una circolare ai Comitati dipendenti, specificando di essere stato «delegato » dal R. Governo, di cui si qualificava rappresentan­te. La circolare parlava di « mo­bilitazione delle più larghe masse popolari », di «basi di una demo­crazia profondamente legata al po­polo », di «organismi di massa e di combattimento » e perfino di or­ganizzazione cellulare <i CLN di fab­brica e di azienda>; insomma, la preparazione a un regime dove già si risentiva l’influenza del partito comunista.
Successivamente, in un suo or­dine del giorno del 3 dicembre ‘44, a proposito della crisi Bonomi, il CLNAI afferma « esplicitamente che sino alla riunione della Costi­tuente i Comitati (CLN) sono l’unica rappresentanza legittima del popolo ». Pertanto si nega che « qualsiasi autorità ed anche la Co­rona, possa legittimamente appel­larsi a gruppi camarille estranei ai Comitati dei quali, soltanto, il Governo dev’essere emanazione ». Evidente che la Corona si trovava già bloccata; e così ogni manife­stazione di altre situazioni politi­che estranee al Comitato, che fini­rà con l’essere manovrato dai due più grossi partiti, comunista e de­mocristiano.
Per il territorio della Repubblica Sociale in previsione di un’ avan­zata « alleata» s’era già compila­to un tipo di bando per l’assunzio­ne graduale dei poteri derivanti da tre autorità, R. Governo, CLN, e quella non nominata ma onnipo­tente degli <alleati ». Il bando pre­cisava attribuzioni e giurisdizione dei nuovi organi, tra cui il coman­do sulle forze armate in quanto già dipendenti dal Corpo Volonta­ri della Libertà, e la istituzione di Commissioni di giustizia.

partigianiCVLLe formazioni « partigiane » ave­vano trovato il loro inquadramen­to nel CVL (Corpo Volontari della Libertà) costituito dal giugno ‘44 con un rappresentante del R. Go­verno, il generale R. Cadorna, e definitivamente organizzato nel no­vembre con comandante generale il gen. Cadorna e vice comandanti i signori prof. Ferruccio Parri (Maurizio) e Longo Luigi (Gallo), già membro a Mosca del Komin­tern e commissario politico di «bri­gate » rosse nella guerra di Spagna. Oltre i fondi rimessi dal R. Go­verno e quelli raccolti o offerti da privati, il CLNAI ebbe un regolare finanziamento da parte degli « al­leati ». La convenzione con le mo­dalità fu firmata l’8-12-’44 dal gen. M. Wilson, per il Comando Supre­mo « alleato » e dai signori Longhi (A. Pizzoni), Maurizio (F. Parri), Mare (G.C. Pajetta) per il CLNAI. In essa il CLNAI s’impegnava col suo Comando Militare ad « agire per conto del Comando Supremo alleato » e ne riceveva una sovven­zione mensile di 60 milioni di lire, per le esigenze delle formazioni « partigiane » del Nord.
Circa l’attività dei CLN man ma­no che si istituivano, è superfluo fare riferimenti. Qui si ricorda so­lo la particolare evoluzione politica che essi rappresentarono per tutto il paese. Il 29 marzo ‘45 un rappre­sentante del Governo di Roma (il sottosegretario di Stato per l’« Ita­lia occupata ») s’incontrò segreta­mente a Milano con i capi del CLNAI. Fu specificata la nuova or­ganizzazione governativa che nel­l’Italia « liberata » si sarebbe im­perniata tutta sul CLNAI. In quel­l’occasione i partiti del CLNAI di­chiararono al rappresentante di Roma che non intendevano « nè rinunciare, nè modificare il loro principio relativamente alla posizione del CLN nel quadro della rinnovata democrazia italiana ».

La prima legislazione del CLNAI

In quanto ai provvedimenti « ri­voluzionari » del CLNAI (ometten­do quelli terroristici o di somma­ria « giustizia popolare ») si regi­strano qui i decreti e le disposizio­ni più notevoli.
Decreto del 4 dicembre ‘44, con cui il CLNAI « istituisce un’imposta straordinaria di guerra ed incarica i CLN regionali di prendere imme­diatamente tutte le misure neces­sarie per riscuoterla »: sono tas­sabili le persone facoltose,  i mo­rosi, considerati « traditori », so­no « deferiti agli organi di giustizia dei patrioti per una esemplare ap­plicazione nei loro confronti di tut­te quelle sanzioni punitive che gli organi stessi riterranno del caso ».
Decreto del 14 dicembre, con cui si proibisce di pagare tasse, impo­ste, penalità ecc, nel ‘territorio del­la R. S.I., come s’inibisce agli uffici di Registro, Bollo, Esattoriali, di Tesoreria ecc. ogni servizio rela­tivo.
Bando circa la costituzione e il funzionamento dei tribunali di guerra, più noti come tribunali del popolo. Dal bando emanato dal CVL, Comando Militare Piemonte­se, in data 15-4-’45, si rileva che:
a)    …i ministri di Stato, i sottose­gretari di Stato, i prefetti, i segre­tari federali — in carica dopo l’8 settembre ‘43 — son già tutti con­dannati a morte per intesa col nemico e opera diretta a colpire le Forze Armate del Governo legitti­mo. Di conseguenza, sarà per que­sti sufficiente l’accertamento del­la identità fisica per ordinarne la esecuzione capitale; b) …sarà suf­ficiente stabilire l’appartenenza ecc. a Brigate Nere, « Muti », «Decima Mas », SS italiane, « Cacciatori de­gli Appennini », Milizie speciali in­dossanti la camicia nera ecc. per pronunziare condanna all’esecu­zione capitale che dovrà avere im­mediata esecuzione senza diritto ad inoltrare domanda di grazia; c) per i direttori della stampa fasci­sta dopo l’8 settembre ‘43 «per aver favorito le forze nazifasciste ecc. »sarà pronunziata e fatta eseguire immediatamente la sentenza capi­tale.
Direttive del 16 aprile ‘44, riguar­danti l’« insurrezione »: essa si ef­fettuerà — come è noto — dopo che le Forze Armate tedesche si so­no arrese e dopo che quelle fasci­ste sono costrette a deporre le ar­mi. Criterio ispiratore, quello della « direttiva insurrezionale n. 16 » del P.C.I. del 10 aprile, che consi­gliava «quanti più esempi è pos­sibile di gerarchi, di nazifascisti, di alti funzionari, di dirigenti col­laborazionisti, abbattuti dal piom­bo giustiziere dei patrioti ».
Bando del CLNAI di Milano, da­tato 25 aprile ‘45, con la premessa:
« Il CLNAI delegato del Governo italiano ecc. ». Stato di eccezione, facoltà di perquisizione, requisizio­ne e arresti, campi di concentra­mento, tribunali di guerra, esecu­zione sommaria sul posto per i contravventori agli ordini del ban­do ecc., questi sono i principali ar­ticoli. Il CLNAI assume col bando « tutti i poteri civili e militari »(vedi sopra), nell’orbita però delle autorità « al­leate » di occupazione.

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Il Comitato governa

Non passano ventiquattr’ore dal primo bando di governo, e il CLNAI, in vista di un rimaneggia­mento del Governo centrale, dopo la « liberazione », chiede per sé — con un o.d.g. del 26 aprile — i mi­nisteri-chiave, a nome delle «mas­se lavoratrici e partigiane ».
Intanto (sempre a parte l’elimi­nazione fisica di alcune centinaia di migliaia di avversari, argomento che esula da questo cenno storico), si cominciano ad eliminare i residui della Repubblica Sociale Ita­liana.
Il CLNAI, rappresentante di « masse lavoratrici » comincerà col decretare (26 aprile ‘45) l’abroga­zione della socializzazione e dei re­lativi decreti legislativi del Gover­no fascista. E ciò, « considerando l’alta sensibilità politica e nazio­nale delle maestranze » e il « carat­tere antinazionale e demagogico della pretesa socializzazione fasci­sta ». Le aziende vengono così re­stituite come prima ai « responsa­bili tecnici della produzione » ossia ai padroni (art. 5 del decreto).
Come poi il « vento del nord », riuscito a spazzar via la Monarchia, si perderà per i corridoi dei mini­steri di Roma e come lì si com­batterà la battaglia tra i due ge­renti del CLNAI, Partito Comuni­sta e Democrazia Cristiana, que­sto farà parte della storia di dopo. La storia del Nord, quella dei CLN, continuerà per dei mesi se­condo le direttive stabilite. Le qua­li potevano riconoscersi già nella chiusa del manifesto con cui il CLNAI diede notizia al popolo del­l’assunzione dei poteri.
Avvertiva la chiusa che chi vi avesse contrastato «sarebbe stato trattato come nemico della patria e come tale sterminato ». Le firme erano di Luigi Longo (Gallo) del P.C.I.; di Emilio Sereni, del P.C.I.; di Ferruccio Parri, del P. d’A.; di Leo Valiani, del P. d’A.; di Achille Marazza, della D.C.; di Augusto De Gasperi, della D..C.; di Giustino Ar­pesani, del P.L.; di Filippo Jacini, del P.L.; di Rodolfo Morandi, del P.S.I.U.P.; e di Sandro Pertini, del P.S.I.U.P.
Il manifesto portava la data:
« Dal palazzo della prefettura, 24 aprile 1945 ». Inconvenienti dei ma­nifesti preparati prima. Perché il 24 Mussolini non se n’era andato ancora dalla prefettura di Milano. Se ne andò il 25 pomeriggio.   (ndr. poi ne fu cambiata la data e riaffissovedi sopra)

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