Archivi tag: Cile: L’ultimo bunker di Hitler

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Argentina’s land.

where all began

Qui scrivo mediando informazioni tratte da testi di Los secretos de Hitler e The Grey Wolf.

Durante la Prima guerra mondiale, Wilhelm Canaris, capo dei servizi segreti di Hitler, attraversò la Patagonia e conobbe molto a fondo San Carlos de Bariloche. Informazioni che diverranno molto utili. Nelle zone visitate notò la bassa densità di popolazione, i paesaggi incantevoli, l’importante e numerosa presenza di coloni ed imprese tedeschi ovunque; tutti dettagli che al momento di decidere potessero permettere al Fuhrer di salvarsi nel caso in cui il Terzo Reich avesse perso la guerra.
Canaris aveva già conosciuto in parte la Patagonia quando era un giovane membro della Marina tedesca.

Alla fine del primo decennio del secolo scorso, molte aziende teutoniche erano già radicate in Argentina, al pari di una gran quantità di tedeschi ovunque, in un Paese che in quegli anni, grazie alla prosperità economica, risultava uno dei cinque più ricchi del mondo. Non so se l’allora Governo avesse già improntato un censimento della propria popolazione, ma se l’avesse fatto avrebbe rilevato una quantità impressionante di tedeschi rispetto ai nativi del luogo.
Si potrebbero citare i nomi Di Guillermo Staudt – proprietario di grandi ranch in Patagonia, con sedi a Buenos Aires e Berlino; George Deetjen, genero del grande impresario Christoph Lahusen, che abbiamo già sentito nominare nella serie televisiva di Hunting Hitler. Va detto che proprio la Lahusen & Co costruì un vastissimo impero in Argentina; fra le sue attività vi erano l’esportazione della lana, una catena di drogherie e negozi, oltre alla rappresentanza della compagnia di navigazione tedesca Hamburgo Sudamericana, che disponeva di non meno di cinque navi operanti lungo la costa patagonica.
Va comunque osservato che i coloni tedeschi fondarono città in luoghi remoti e inospitali. Crearono aziende e negozi per la loro economia, scuole – per conservare lingua e tradizioni – e club dove riunirsi e divertirsi. Le aziende tedesche crearono catene di negozi di alimentari e approvviggionamento, centrali nella diffusione del sostentamento nella regione e amministrarono grandi fattorie con migliaia di pecore, il che permise di disporre di grandi estensioni di territorio dove esportare lana e frutta per migliaia e migliaia di dipendenti.
La cosa permise di elaborare, anche per i governi di Argentina. Paraguay e Cile, informazioni sulle risorse naturali e la geografia precisa delle zone. Le aziende minerarie e petrolifere tedesche furono poi fondamentali al momento di raccogliere informazioni sulle risorse strategiche e i giacimenti. Vanno di seguito gli avvistamenti frequenti di personaggi di spicco tedeschi come scienziati, escursionisti, sportivi, militari (un’infinità) e avventurieri.
C’è da notare che in queste nazioni, a quel tempo, vi erano ancora moltissime aree inesplorate, completamente vergini, a volte quasi inaccessibili, che diventavano poi informazioni riservatissime per l’intelligence tedesca a Berlino.
Già all’inizio del secolo, alle prestigiose famiglie tedesche si erano unite ditte di import/export, due banche (completamente) tedesche -La Banca Transatlantica , 1887- Banca Germanica dell’America del Sud, 1906;  poi consorzi di investimento, agenzie di famosi produttori tedeschi come Mannesmann, AEG e Siemens, ditte di costruzioni ed un impero di servizi pubblici, la cui punta di diamante era la Compagnia Tedesca Transatlantica di Elettricità, la CATE, che aveva il  monopolio dell’energia a Buenos Aires e sedi ovunque.

Nel 1930 si stima che la collettività tedesca in Argentina superasse comodamente le 250mila persone.
Il primo colpo di stato in quell’anno argentino si concluse con la democrazia parlamentare con presidente un giovane ufficiale formatosi a Berlino (guarda caso) e che aveva prestato servizio in un reggimento tedesco. Durante la prima guerra mondiale il giovane ufficiale Uriburu, divenuto poi dittatore dell’Argentina, era il portavoce della linea di Hitler a contenuto razzista, che dettava regole e dogmi agli oppositori e imponendo restrizioni alla loro libertà. L’avvento poi del nazismo in Germania fu un periodo d’oro, denso di espansioni in ogni settore e florido per l’occupazione lavorativa. Così nel ’37’c’erano ingegneri tedeschi che lavoravano a Cordoba, cercando il luogo più adatto per una polveriera a Villa Maria e un’immensa fabbrica di proiettili per artiglieria a Rio Tercero. Costantemente una delegazione argentina viaggiava verso la Germania per negoziare con gli alti ranghi della Wehrmacht e la direzione commerciale e politica della IG Farben.

Nel 1933, il 5 aprile, in un teatro della capitale argentina, i simpatizzanti nazisti e il Volksbund creolo organizzarono una riunione di massa, di circa 5mila persone, in appoggio entusiasta al Nuevo Orden. Si pensi al clima.
I giornali ne riportarono l’evento sperando di biasimarlo ma la cosa ottenne il risultato quasi di raddoppiare gli adepti del nazismo.
Un evento mai verificatosi prima nella storia dell’Argentina.
A partire dal 1935 l’agenzia di spionaggio nazista inviò agenti segreti che dovevano preparare depositi clandestini di provvigioni e combustibile che potevano essere eventualmente usati per le navi e i sommergibili tedeschi.
Nel 1937, arrivò a Mar del Plata la nave Schlesien per una tournèe di propaganda del Terzo Reich, ma che aveva il chiaro intento, in segreto, di definire i dettagli delle basi di approviggionamento allestite in Patagonia, molte delle quali negli stessi punti usati nella Prima guerra mondiale.

Nel 1938 c’erano più di duecento scuole tedesche in Argentina e di queste, solo sette potevano considerarsi estranee al nazismo; agli alunni si fornivano libri di propaganda nazista, all’entrata era obbligo fare il saluto hitleriano di rito ed era necessario essersi presentati all’ambasciata tedesca preventivamente per giurare fedeltà ad Adolf Hitler.
Nello stesso anno, i nazisti di Buenos Aires festeggiarono l’Anchluss dell’Austria e per l’occasione, circa 3500 nazisti austriaci si riunirono al Club Alemán.
Il 10 aprile, il giorno dell’Unione migliaia di simpatizzanti, si parla di 20/25mila persone, si trovarono allo stadio Luna Park.
Nel 1939, il governo argentino di allora continuava a tramare segretamente con Hitler, mentre all’interno del Paese simulava una politica estera anti-nazista.
Nello specifico, formava soldati a Berlino, comprava materiale bellico e aerei in Germania, mentre aziende aninime come la Lahusen & Co. acquisivano azioni dell’Azienda Petrolifera Astra, in Patagonia e il gruppo Krupp continuava ad acquisire proprietà minerarie ovunque.
Nel 1946, col primo incarico di Juan Peron, tutte le costruzioni programmate furono immediatamente ultimate, grazie anche all’arrivo di maestranze naziste in fuga dall’Europa.
Si pensi che prima dello scoppio della seconda guerra mondiale gli argentini comprarono dai tedeschi costruttori il trimotore Junker 52 per rinnovare la loro flotta di posta aerea – Aeroposta Argentina -, un affare colossale che portò anche alla concessione della licenza per costruziore di venti aerei da esercitazione Focke -Wulf con motori Siemens.

 

nel dopoguerra.

 


Fino agli anni 90 (ho detto ’90) la gente ha sempre detto che navi dall’Argentina hanno misteriosamente rifornito sottomarini tedeschi; queste imbarcazioni appartenevano alla YPF (Giacimenti Petroliferi Federali), il gruppo dei petroli statale e ad Astra, interamente a capitale tedesco e olandese.
Basi segrete, approvvigionamento di viveri e combustibile, ricambio di equipaggi e sbarchi. Avvenimenti finora tutti negati dalla Storia ufficiale.

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notizie riservate – esclusive

Se si è data un’occhiata alle – note sull’indagine di Hitler in Argentina – forse si sarà stimolati a conoscere qualche particolare aggiuntivo speciale.
H_last-secretIL giornalista-scrittore Osvaldo Muray, che nel 1966 ha preso uno dei primi fili della matassa che porta a svelare i misteri del caso di Colonia Dignidad è sicuramente meritevole per l’impegno speso nelle ricerche (private, privatissime) che lo hanno condotto ad analizzare le prove della possibile (per non dire… sicura) fuga del Führer da Berlino ad un’isola a sud del Cile.

Direi, clamoroso (ma non lo dico con tono polemico) che gente del calibro di Robert Baer, Tim Kennedy, John Cencich (senza voler omettere nessuno) non abbiano preso in considerazione queste valutazioni e queste tracce.
Ma anche questo è un discorso che ho già fatto nelle pagine di questo blog.bunker-ausgangDalla base del faro di Carranza, nella regione Seventh, si possono vedere i resti del sottomarino distrutto incagliati sugli scogli a non più di un miglio dalla spiaggia. Chiunque sia interessato a Adolf Hitler, il dittatore della Germania e fondatore del nazismo, sa che la destinazione finale è in equilibrio tra due alternative:
a) si suicidò nel suo bunker sotterraneo a Berlino, insieme con Eva Braun – dopo essersi sposato, e poi si è detto che i corpi di entrambi sono stati bruciati in un falò alimentato da 200 litri di olio.

Questa tesi è stata velocemente accettata dai vincitori della seconda guerra mondiale in Europa, che altrettanto velocemente hanno dimenticato un sacco di particolari riguardanti il Führer.

b) Hitler fuggì da Berlino e salì a bordo di un sottomarino, che faceva parte di un convoglio di navi, dirette a sud del pianeta.

In teoria questa parte ci sono due versioni differenti.
Il primo, che si è rifugiato in un covo sotterraneo in un territorio antartico remoto e quasi inesplorato, scoperto e chiamato dai norvegesi nei primi anni ’20 come Terra della regina Maud.

E tale tesi non fu certamente considerata una follia; lo testimoniano le costose spedizioni militari degli Stati Uniti in Antartide alla ricerca di una possibile bunker segreto Führer.

La seconda versione dice che Hitler si rifugiò in Argentina, vicino a Bariloche.
Alcuni autori hanno teorizzato ampiamente su quest’ultima possibilità garantendo che Hitler abbia assistito a qualche cena in suo onore e parlato con diverse donne che lo riconobbero sicuramente come l’ultimo leader dei nazisti.

Nel libro “Cile: L’ultimo bunker di Hitler” si prende in considerazione la pista di fuga dal bunker di Berlino verso il porto norvegese di Kristiansund, dove ha atteso la flottiglia di sottomarini curiosamente pubblicato sul Zigzag, rivista cilena, 16 gennaio 1948, che affermava:
“Il 30 gennaio 1945, il capitano Peter Baumgart ha trasportato ad Adolf Hitler, Eva Braun e un gruppo di amici fedeli da Tempelhof (Berlino) a Tondern in Danimarca e da lì a Kristiansand in Norvegia, dove si aspettavano la flottiglia di sottomarini”.

Qui ci si accorge che questa affermazione distrugge all’incanto tutte le suggestioni create dal team di Baer, da Tempelhof all’Argentina; la tesi è in qualche modo raggiungibile nell’archivio del quindicinale Ercilla.

La tesi però ha bisogno di alcune riparazioni e precisazioni. La data di partenza non corrisponde affatto alla realtà. La data approssimativa è dal 19 aprile in poi, quando il Fuhrer dice a Karl Dönitz che da quel momento scompare e il Grand Admiral (è il titolo per essere il comandante in capo della marina tedesca. N . A.) dovrebbe assumere la leadership del Reich. Tu sei un soldato – afferma perentoriamente Hitler a Doenitz- e devi obbedire ai miei ordini. La marina, però, solo alla fine del mese di aprile, prenderà il comando della Germania con la posizione di Führer“.

Nelle informazioni sulla rivista Zig-Zag del 1948 si dice che Hitler è stato accompagnato, oltre da Eva Braun, anche da un gruppo di amici. Ciò è coerente con un’altra versione che affermerebbe che il Fuhrer è volato in Danimarca su un “Arado 555”.
Ma qui un altro punto va analizzato.
Il bunker di Hitler del mese di aprile ’45, aveva contatto con piccoli aerei che potevano atterrare o decollare da un ampio viale di fronte al palazzo della Cancelleria del Reich, noto come l’asse est-ovest e che ci permette di determinare con maggiore precisione la data di fuga e la presenza o meno di un Arado 555. Si veda l’intervista ad Hanna Reitsch. Questo velivolo era infatti in grado di trasportare più passeggeri ed escluderebbe il piccolo monomotore che poteva trasportare solo due o tre persone. Il punto oscuro è che l’Arado 555 è un aereo molto grande, ma è stato reso disponibile forse troppo tardi nella Germania di quei giorni, come molte armi segrete mai rese pubbliche. Un aereo quasi sperimentale: il primo jet al mondo dotato di sei motori e in grado di andare da Berlino a NewYork, lasciar cadere 4 tonnellate di bombe e tornare alla base senza alcun rifornimento di carburante.
Secondo indiscrezioni, datate 1945, lo scopo dell’Arado, inizialmente bellico, era stato modificato solo per salvare Hitler e il suo entourage dal rifugio e condurlo in Danimarca.

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Ancora dal passato 1943, testimoni raccontano che Karl Dönitz rivelò:
I miei sottomarini hanno scoperto un paradiso, un’ammirevole fortezza per il Fuhrer, da qualche parte nel mondo.
Hitler ci può operare in piena tranquillità, preparando nuovi piani“, senza però spiegare esattamente dove
; ma doveva essere l’Antartide e non un’Argentina piena di latitanti del Terzo Reich e terra di ricerca dei comandi di controspionaggio ebrei. Per molti, nascondersi a Bariloche era come rifugiarsi nella bocca del lupo. Si ricordi anche la repressione di sospetti nazisti in Brasile che al tempo sollevò molto polverone nelle comunità tedesche.

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continua in seconda parte (…going deeply)


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