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una verità sulla storia ufficiale 3

Il dibattito storico riguardante la morte di Hitler, dal 2009, (dalla scoperta del cranio fasullo perchè risultato di una donna…) è stato poi dominato da teorie del complotto. La teoria più popolare fu quella fornita dal libro the Gray Wolf, che ricevette una notevole copertura mediatica.

Si sostenne che Hitler era fuggito in Argentina nel 1945. Sebbene gli autori abbiano utilizzato molti documenti del Federal Bureau of Investigation (FBI) riguardanti la possibilità della fuga di Hitler, non riuscirono mai ad analizzare alcun documento del British War Office relativo alla morte di Hitler e di conseguenza trascurarono i documenti che discutibilmente smentivano la loro teoria.

A questo proposito, mi occorre segnalare una scena abbastanza esemplificativa dei momenti dell’ingresso russo nel bunker:

  •  il 3 maggio, i sovietici trovarono nel bunker i corpi del generale Krebs e i sei presunti figli di Goebbels, che i suoi genitori avevano ordinato di avvelenare. Anche questi resti sono stati presi in esame lo stesso giorno insieme a Voss, Klimenko tornò alla Cancelleria e lo registrò i fatti cercando di risolvere il mistero della morte di Hitler e Eva Braun.
    Voss sembrava spaventato, era molto nervoso e disse cose incomprensibili. Di notte, quando tutto era tranquillo, il
    sottoposto sovietico, Ntrev Ariosc, aggiunse che nessuno aveva effettivamente ammesso che quello trovato fosse il corpo di Hitler,
    (ma questa nota venne poi inspiegabilmente ignorata da tutti).
  • Il corpo designato era intatto e vestito, ma nei piedi aveva improbabili calze rattoppate.
    Cosa assolutamente inverosimile data l’importanza del personaggio.
    Poco dopo Voss cominciò a dubitare dello stato delle calze che indossava il cadavere e cominciò a non credere più a nulla.
    Il 4 maggio, Klimenko andò sul posto con altri sei testimoni, ma il cadavere della notte precedente (quello che sembrava Hitler) era stranamente scomparso.
    In una stanza della Cancelleria c’era un corpo protetto da una sentinella e il gruppo lo esaminò. Dei sei testimoni, solo uno disse che era il corpo di Hitler mentre gli altri cinque (che erano tedeschi) lo negarono con forza e risolutezza. Dopo di ciò, Klimenko tornò nel giardino della cancelleria dove c’era un soldato, Ivan Tschurakov, appoggiato ad una una pompa d’acqua dove vicino si vedevano molte carte bruciate in fretta e furia.
    Quando Klimenko arrivò ordinò di rimuovere i resti, ed esclamò: “a questo punto, voglio due cadaveri: un uomo e una donna. A tutti i costi!”.
    Dei sei figli di Goebbels effettivamente soltanto due sembravano loro, gli altri erano tutti più o meno della stessa età (cosa non possibile se figli della stessa madre). Ma i russi non si fecero troppi scrupoli.

Gli storici accademici come Richard J. Evans hanno sempre respinto tali teorie ma non hanno riconosciuto o rivalutato le prove relative alla morte di Hitler alla luce dei recenti risultati del DNA. Il fallimento degli storici accademici nel coinvolgere sufficientemente in tali dibattiti ha probabilmente alimentato l’aumento delle teorie cospirative. In realtà, teorie analoghe sono state recentemente pubblicate come Hitler in Argentina, che afferma di fornire “prove solide” della fuga di Hitler. Tali pubblicazioni sollevano questioni riguardanti il ​​ruolo della storia pubblica e delineano le questioni che sorgono quando gli storici accademici non riescono a impegnarsi pienamente. nei dibattiti sulla storia pubblica. Christopher Gilbert analizzò le interpretazioni pubbliche della morte di Hitler sotto forma di parodie di caduta e concluse che tali interpretazioni sono innocue quando presentate come finzione. Tuttavia, come sostiene McKale, quando presentato come fatto storico, l’idea che Hitler sia fuggito, ingannando così gli Alleati, è pericoloso, poiché romanticizza Hitler, ignora l’innato nichilismo nell’ideologia nazista che ha portato alla sua morte e i suggerimenti come il “lupo grigio” che le democrazie occidentali hanno consentito di fuggire poteva incoraggiare il neo-nazismo.
Questo, in particolar modo, era una cosa non andava reclamizzata, diramata e/o incoraggiata perchè avrebbe fatto fare a tutti una figura barbina.
Ricercare la morte di Hitler, non si trattava semplicemente di provare la morte di un uomo, ma piuttosto la morte del regime nazista, una visione dell’Europa, l’eredità e il carattere di quelle idee e l’inizio della Guerra Fredda.
Una nuova guerra che da quei giorni apparve subito come inevitabile ed un imperativo immediato.


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