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la grande domanda e l’offerta

Poi, con tutto questo vedere documentari di guerra, leggere libri e raccogliere testimonianze, succede che una certa idea sulle cose, alla fine, uno se la fa. E’ naturale. Ne ho sentite di tutti i colori. Da History channel; qui se i documenti non sono in una certa chiave non li programmano, non li comprano proprio da Fox channel; da Rai Storia che attinge a piene mani da Istituto Luce (l’altra sponda); dalle inchieste di RaiUno che DEVONO essere sempre risolutive e nazional-popolari; insomma, mi sono illuminato dei resoconti di Biagi, S. Zavoli, G.Bisiach (che il sito di RaiStoria continua a  scrivere sbagliato), A.Petacco, fino agli storici dei giorni nostri (vedi sotto); ma nessuno ha mai risposto esaurientemente alla mia domanda-chiave che mi trascino da quando mi interesso di queste cose: tutto il popolo della Resistenza, tutti gli Antifascisti dov’erano i sabato pomeriggio del 1938/39 fino al 10 giugno 1940 e poi dov’erano fino al ’43? Questa è la grande domanda. E l’offerta è la vita dei 415.000 morti italiani ( 330.000 militari e 80.000 civili). Non basta? Ci aggiungo la mia pace interiore; così mi potrò dar pace. Ma intanto i dubbi rimangono.

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sBandi di reclutamento


Non occupandomi solitamente di cronaca è ovvio che questi argomenti risultino un po’ fuori tempo, ma rimangono indiscusse ed inevase certe questioni, forse teoriche da un lato, che tanto hanno inciso comunque sulla vita di molti italiani di quel tempo e dopo. Parlo degli anni ’40. La mia perplessità primaria riguarda la domanda del “chi decide il quanto e il come…” nel momento della dichiarazione di guerra e con quale coscienza e/o responsabilità. Continua a leggere


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