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casa Inalco: qualche notizia oltre …

Casa Inalco (“casa sul lago”), chiamata al momento “Residencia Inalco”, ora è in vendita dopo aver attraversato alcuni proprietari; il primo è Enrique García Merou, un avvocato di Buenos Aires legato a diverse aziende tedesche di proprietà che presumibilmente hanno collaborato alla fuga in Argentina di alti membri del partito nazista e funzionari SS.  Ha comprato il lotto dall’architetto Alejandro Bustillo, che ha creato i progetti originali della casa nel marzo del 1943. Bustillo costruì anche altre case per fuggiaschi nazisti che furono poi fermati nella zona. Il terreno in cui la casa è stata eretta, in Bajia Istana nei pressi della cittadina di Villa La Angostura, era abbastanza lontana e di difficile accesso, al tempo. I piani sono simili alle architetture di rifugio di Hitler sulle Alpi, con camere da letto collegate a bagni e passaggi che si collegavano ad una casa da tè, ben nascosta dietro la casa.
left-group-marginCome il Berghof, casa Inalco poteva essere osservata solo dal lago; nella parte posteriore, una foresta molto densa limitava la vista da terra. Come in Baviera, attorno aveva persino mucche svizzere importate dall’Europa grazie a Merou. Più tardi, Merou vendette la casa a Jorge Antonio, personaggio vicino al Presidente Perón, che è stato il rappresentante tedesco della Mercedes Benz in Argentina.
Secondo il libro “Grey Wolf: The Escape of Adolf Hitler“, nel 1970 Hitler era già morto, dopo aver lasciato anche due figlie,  la casa fu venduta a José Rafael Trozzo. In più, sembra che Trozzo abbia acquistato anche altri immobili di proprietà di qualcuno chiamato “Juan Mahler”.
Mahler era il nome falso di Reinhard Kopps, SS ufficiale e criminale di guerra. Kopps era collegato a Erich Priebke, ex Hauptsturmführer nelle Waffen SS che ha partecipato al massacro di Fosse Ardeatine a Roma, in cui 335 civili italiani furono giustiziati dopo un attacco partigiano contro le forze SS. Priebke era un membro rispettato della alta società della zona.
E ‘stato il direttore di una scuola Primo Capraro. Il figlio di Capraro ha venduto i terreni della casa Inalco a Bustillo.
La famiglia Trozzo ora ha in vendita la casa e i piani originali sono stati pubblicati, sfruttando la pubblicità creata dalla leggenda di Hitler recentemente riportata alla luce dal libro “Grey Wolf”, nel tentativo di aumentare l’interesse sulla proprietà.
Il complesso è stato reso completamente autonomo, con propri animali e nelle aree agricole. Nel piccolo porticciolo che si affaccia al lago,  ha ancora una rampa capace di ricevere un idrovolante.
Come è stato mostrato recentemente, per accogliere un personaggio di alto livello, era stato costruito un bunker sotterraneo fortificato al quale si accedeva dalla casa principale tramite un passaggio che partiva dalle cantine. Negli anni il bunker è stato poi demolito ma ne rimangono ancora le tracce.

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Hunting Hitler: i commenti

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Quindi, in base ai risultati forniti dalle indagini della serie Hunting Hitler, in base ai dossier FBI, ai racconti di Abel Basti, alle rivelazioni di Jeff Kristenssen, a 4 o 5 libri diversi su Hitler in Argentina, Patagonia e dove ti pare… , ne consegue che:

  • quanto è scritto sui libri di storia che a scuola impongono ancora,
  • una quantità impressionante di documentari che RaiStoria ci ha proposto in questi anni,
  • quanto è stato impresso sulla pellicola cinematografica in questi decenni al proposito,
  • quanto io stesso ho scritto nella serie “Crepuscolo degli dei” traendolo da una vecchia intervista a Linge (il maggiordomo di Hitler) concessa ad EPOCA,
  • quanto ha giurato Rochus Minch e lo stesso Linge ai russi per 11 anni di seguito,tutto-falso

Il sign. Hitler ci ha presi tutti per il … naso, per benino. Mo brév!
Quello morto nel bunker si chiamava Gustav Brenn ( il sosia) e peccato non dare un nome alla donna che si è fatta carico della fine che le è toccata…, però a questo punto qualche piccola domanda ce l’avrei:

se l’FBI aveva tutte quelle informazioni (vere o presunte) negli anni dal 1945 al 1958, perchè non ha avviato un’indagine vera, allora che le notizie erano sicuramente di prima mano e con moltissimi testimoni ancora in vita?

Forse perchè si era all’alba di una guerra fredda?
Perchè al momento si avevano altre priorità? Un mistero.

Giro la questione. Com’è possibile che un’equipe dopo 70 anni si mostri tanto volenterosa da seguire e verificare i dati resi pubblici dall’FBI nel 2009?
Cioè: non lo poteva fare l’FBI stessa quando era il momento?

Il problema è che TUTTO è sì possibile, anzi molto probabile, ma oggi ancora non esiste nulla di ufficializzato né di estremamente certo e probatorio.
Di sicuro, a questo punto, c’è solo che Hitler non è morto suicida nel bunker.
Poi c’è la cameriera (Catalina Gamero), Catalina-Gameroormai troppo anziana, che gli lasciava ogni mattina la colazione alla Falda …

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Hernan-Ancine aggiungerei anche il muratore (Hernan Ancin) che lo vide chiaramente in casa Pavelich nal 1953 e prese un caffè con il dittatore …

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per concludere che sono testimoni oculari della presenza fisica di Hitler in Argentina troppo importanti per ignorarli o metterli in un secondo piano. Credo, senza timore di smentita, che certi storici si debbano adeguare all’evidenza che una parte di storia debba essere accettata e riscritta.
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… all’ indagine. Al modo in cui si sono affrontati gli argomenti. Tutto qua.

All’aeroporto di Tempelhof non si poteva  entrare in qualche modo nel tunnel verso la Cancelleria?

La ricerca del sottomarino a La caleta de Los Loros è stata abbandonata con una certa rassegnazione. Hanno scansionato solo un decimo della zona presa in esame poi tutto è stato abbandonato. Perché?

A casa del gen. Franco, in Spagna, forse si poteva ottenere di più con meno spavalderia… E’ chiaro che se si entra in 3 o 4  con 2 videocamere e non si dice niente a nessuno si ottiene quella reazione che abbiamo visto tutti…

A casa Inalco non si è fatto niente di più di un timidissimo tentativo. Non si poteva chiedere di più? Ci si è accontentati di un condotto d’aria?

A casa degli Eichhorn ci si è fatti sbattere la porta in faccia così, senza dire neanche una parola?

Perchè qualcuno di informato non ha aperto un tavolo di confronto tra le varie teorie di fuga conosciute al fine di discuterle e prendere poi in esame solo le più probabili?
Come ad esempio, quella del volo, nel corridoio libero e aereo, in Danimarca…

DSC04497Credo che anche l’ investigatore più annoiato andrebbe a controllare se, per esempio, la pista Berlino-Hörsching (aeroporto austriaco)-Barcellona trova conferma; se l’ha fatto un giornalista privato come Abel Basti vuol dire che si può fare. Se in “L’esilio di Hitler” si pubblicano prove come quella mostrata a lato, la cosa meriterebbe una verifica.

 

 

Diversamente, potrebbe essere lecito pensare che la serie “Hunting Hitler” di History channel sia solo la trasposizione in video del libro di Jerome R.Corsi.

 

 

 

Mi sono chiesto perchè l’equipe che abbiamo visto su History channel abbia seguito pedissequamente solo le tracce FBI senza mai muovere un dubbio, una critica …
perchè, per esempio, non ha verificato altre ipotesi; quelle lasciate da Abel Basti (autore di “Hitler en Argentin”), che ha speso 7 anni di ricerche in Argentina o quelle di Patrick Burnside (autore di “El escape de Hitler“) che fece ricerche da Mosca alla Patagonia per vent’anni?La ragione della scelta di seguire la pista FBI consiste nel nel fatto che è la sola a garantire l’immunità intellettiva e legale per realizzare la serie televisiva.

Diversamente si sarebbero corsi dei rischi altissimi di denunce per danni alla proprietà intellettuale mossi dalle edizioni letterarie dei libri sopracitati. Cosa sarebbe successo se nel corso delle indagini avessero sbugiardato le teorie e le testimonianze raccolte dagli scrittori? I libri ne avrebbero sicuramente accusato il colpo, soprattutto nelle vendite.

A mio modo di vedere, questo aspetto è decisivo.

articolo composto il giorno 9 dicembre 2015. Prima della puntata finale programmata da History channel.


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A questo punto, una cosa è sicura: il concetto di Spagna – paese neutrale è stato spazzato via senza indugi. Il gen. Franco, per sdebitarsi dell’aiuto ricevuto durante la guerra civile spagnola che lo ha condotto al potere, dal 1938, o forse ancora prima, ha iniziato lavori per strutture militari sia in Spagna, sia alle Canarie dove le opere illustrate in Las Palmas de Gran Canarias (more info ) sono state finanziate esclusivamente da soldi spagnoli, addirittura oltre il 1946.

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Non basta. L’equipe arriva finalmente a villa Winter e, in una visita piuttosto sommaria e fugace, nel seminterrato rilevano una probabile struttura medica con alcune stanze, al tempo, adibite a ricoveri per degenti. Sicuramente, come già evidenziato qui, una casa sicura per rigenerare le forze. Un posto ideale anche per nascondere (temporaneamente un obiettivo di alto livello) e/o ufficiali nazisti in totale sicurezza.

Quello che History non dice è che nella casa esistevano 2 entrate per i tunnel della base sottomarina (ora chiusi) che permettevano agli ospiti di accedere alle strutture militari senza essere mai visti. Notizie ancora più particolareggiate e pianta della casa si possono visionare cercando casa Winter in Google ed esistono anche libri in Amazon.

Stabilito che per Hitler era possibile fare una sosta alla Canarie per riprendersi dalla prima parte del viaggio verso l’Argentina, ora l’attenzione si sposta di nuovo verso il punto di approdo e tra i sostenitori sicuri ritorna il nome della Lahusen company, l’impero di lane e tessuti di S. Antonio est; poi da un documento sembra che Hitler si sia rifugiato nella vasta tenuta di un ranch molto protetto, in Patagonia. Se si cercano le direzioni possibili, occorre orientarsi verso le zone popolate da comunità tedesche e tra queste la più probabile è quella di San Carlo de Bariloche: la Berlino argentina.

Bariloche

Nota da tempo come meta della fuga di ufficiali citati in “error di sbalio”, questa roccaforte per i nazisti è isolato, quasi inaccessibile, al confine con il Cile, dove è impossibile chiedere informazioni sui nazisti. Qui si scopre che esiste una ferrovia che dal 1934 collega Bariloche a S. Antonio-est ed è stata per decenni la via di commercio via-treno per Lahusen, proprietario anche di 3 treni privati, con i quali traferiva giornalmente cose e persone.

Poi finalmente arriva una informazione utile su una tenuta particolare di proprietà tedesca e molto misteriosa di Bariloche: casa Inalco.

informatore-localetestimonianza 11.  L’informatore racconta che la leggenda locale chiama il luogo come la casa di Hitler
e dice che è un posto decisamente inquietante.Casa-Inalco-location

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Il tentativo di avvicinamento al sito consente solo l’aquisizione di sole foto per il sopraggiungere di un custode o possibile proprietario del luogo. Rimangono conseguite le considerazioni che la casa è un posto estremamente occultato, inaccessibile da chiunque e strutturalmente difendibile. Casualmente viene scoperta, tra la vegetazione, una presa d’aria; un condotto di areazione che fa supporre ad un’altra struttura nascosta sicuramente sotterranea. Anche dai disegni tecnici depositati dell’edificio si rileva che dovrebbe esistere una seconda costruzione esattamente dietro la casa, che fa pensare ad una residenza creata per avere la massima riservatezza.

E’ decisa un’incursione notturna, alla IGI project – per intenderci -. L’operazione notturna produce l’ipotesi di un bunker sotterraneo estremamente sicuro, ora però non più agibile.

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Alla fine si scoprirà che la serie Hunting Hitler, promossa da History channel, non è altro che molto più o poco meno che la trasposizione in video dei libri pubblicati da Abel Basti, oppure di quanto si trova nel mondo su Hitler in Patagonia, da diversi decenni.

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