Archivi tag: Carelia

La guerra d’inverno

Tutto è cominciato alle 9.30 del 30 novembre con un bombardamento che i finlandesi ricorderanno per un pezzo. I russi sferrano un attacco in 8 punti diversi lungo le mille miglia della frontiera finlandese. L’attacco più vigoroso investe tutta la linea di difese finniche nell’istmo di Carelia. Queste difese comprendono una zona fortificata profonda circa venti miglia che corre da nord a sud, su di un terreno boscoso coperto da uno strato di neve alto più di un metro e mezzo. guerra-inverno01
Si chiama “linea Mannerheim” in onore del comandante che nel 1917 aveva salvato il Paese dalla conquista bolscevica. Una storia vecchia. I russi avevano sempre voluto accaparrarsi quelle zone ma non c’erano ancora riusciti. La curiosa ed intima indignazione che l’improvviso attacco sferrato dalla colossale macchina bellica russa ha destato, contro una così piccola nazione così coraggiosa e civilissima, in Inghilterra, Francia e in maggior misura negli Stati Uniti, è presto sseguita da una meraviglia mista a sollievo (ok, …ma alzare un dito in aiuto, no?). Le prime settimane di guerra non apportano alcun successo alle dilaganti forze russe che in massima parte provengono dalle guarnigioni di Leningrado. Ok, la dico meglio: in Carelia, i russi le prendono di brutto… L’esercito finnico, con un totale effettivo di soli 200.000 uomini (contro circa 1.186.000 russi) regala una splendida dimostrazione del proprio valore. I carri sovietici vengono affrontati con il lancio di bombe a mano di nuovo tipo, a cui ben presto viene dato il nome di “cocktail Molotov“.

guerra-inverno02

Più che probabilmente, il Governo russo, aveva fatto conti diversi; forse aveva previsto una vittoria facile facile, soprattutto dopo le incursioni aeree di Helkinki che dovevano infondere nel popolo finnico terrore e sconforto. Le truppe impiegate all’inizio, sebbene molto più numerose, si dimostrano inferiori per efficienza e addestramento. In realtà, l’impatto bellico sulla popolazione finlandese è stato quello di indurre ognuno a schierarsi per combattere con decisione e bravura. E’ vero che la divisione russa a cui è toccato attaccare Petsamo non ha avuto difficoltà a respingere i pochi 700 finlandesi disposti in quel settore; ma l’attacco contro la “cintura” della Finlandia si risolve in breve in un disastro per gli invasori. Il suolo, in quel periodo è completamente ghiacciato e coperto da neve alta quasi 1 metro e più. I finnici sono equipaggiati con sci ed indumenti di lana mentre i russi no. Un freddo boia. E col freddo boia non si combatte bene. I finnici si rivelano bravissimi nella perlustrazione e nella guerriglia fra i boschi. I russi, nella prime settimane si affidano solo all’artiglieria pesante. Su tutto il fronte gli avamposti finnici si ritirano lentamente lungo le strade, inseguiti dalle colonne russe. Quando queste avanzano di trenta miglia, i finnici passano al contrattacco e vincono. Come la storia degli Orazi e i Curiazi. Poste di fronte alle linee di difesa erette dai finlandesi entro le foreste, assalite giorno e notte sui fianchi, con le comunicazioni interrotte alla spalle, le colonne sovietiche vengono sistematicamente infrante con perdite gravissime.

guerra-inverno03
Morale: alla fine di dicembre il piano di penetrare la Finlandia deve considerarsi fallito. Anche gli attacchi contro la linea Mannerheim nella penisola careliana non danno un esito migliore. Un movimento di accerchiamento tentato da divisioni sovietiche, a nord del lago Ladoga, incontra lo stesso destino delle altre operazioni e così per tutto il mese.

I bombardamenti non sono così tanto violenti, i carri armati sono per la maggior parte leggeri, una serie di nuovi attacchi frontali viene respinta con forti perdite e nessun risultato. Stalin batte i pugni sul tavolo. Ci si accorge di trovarsi un nemico assai diverso da quanto si era pensato prima.

 

fine prima parte

Annunci

Equilibrio baltico

Nel quadro delle conversazioni finnico-sovietiche, iniziati l’11 ottobre scorso, il discorso del Commissario Molotov al Soviet Supremo ha recato un brusco colpo di scena. Il segreto sulle trattative è stato rotto contro ogni naturale impegno reciproco. E una della parti, precisamente quella che aveva provocato i negoziati diplomatici, ha scoperto agli occhi del mondo la genuina portata delle proposte fatte del Governo di Mosca a quello di Helsinki.

confStatiScandinavila conferenza degli Stati Scandinavi a Stoccoloma: Ministri degli Esteri e Capi di Stato (da sinistra a destra):
Erkko (Finlandia), Munch (Danimarca), Kallio (pres. della Rep. Finlandese), il Re di Norvegia Koth, il Re di Svezia Sandler, il Re di Danimarca.

Il comm. Molotov ha così definito le ragioni pregiudiziali, che hanno indotto il governo sovietico, dopo le convenzioni stipulate con gli Stati baltici, a sottoporre alla Finlandia le sue richieste. Innanzi tutto — ha dichiarato — il confine attuale fra la Carelia meridionale e la Finlandia non è lontano da Leningrado più di 32 Km. Artiglierie moderne, infatti, sono in grado di bombardare dal confine la seconda città della Repubblica sovietica.
In secondo luogo, la sicurezza del traffico marittimo dell’URSS nel Golfo finnico si presenta nelle attuali condizioni, estremamente aleatoria. In terzo luogo, la Finlandia soggiace alle influenze politiche di terze potenze che non possono non suscitare a Mosca legittime diffidenze (in realtà, è questo il punto principale, ndr.). Avendo la Finlandia, con l’invocare i doveri della propria neutralità, respinto la primitiva proposta sovietica di una alleanza militare sul tipo di quella stipulata con gli Stati Baltici, Mosca ha ripiegato su un altro ordine di richieste. La Russia cerca unicamente la salvaguardia dei suoi interessi vitali nel golfo di Finlandia. Per questo domanda la cessione di qualche isola della baia di Kronstadt, la rettifica del confine meridionale per alcune dozzine di Km verso il nord, in cambio di due grandi distretti nel territorio della Carelia orientale russa, la cessione o l’affitto di un tratto di territorio all’ingressi del golfo finnico, possibile base navale in correlazione col porto estone di Paldinski.

mappa-negoziatiIl discorso di Molotov ha suscitato dovunque un’impressione profonda. Si è compreso immediatamente che la zona che interessa ai russi è la zona di Hanko, cioè il porto sulla punta sud-orientale della Finlandia. E questo porto garantirebbe il dominio strategico su tutta la costa svedese fino a Stoccolma e il controllo assoluto sul golfo di Botnia.
In sintesi, dopo laboriose cosultazioni, se la Finlandia non riuscirà ad accordarsi a condizioni onorevoli, difenderà la sua libertà e la sua storica indipendenza a qualsiasi costo. Atmosfera che fa presagire, dunque, uno scontro inevitabile a fronte di richieste inaccettabili che rivelano al mondo la pesante pressione sovietica ed il suo tentativo di inarrestabile espansione. Ma neppure in questa cicostanza può mancare il colpo gobbo: mentra a Mosca sono in corso i dibattimenti, Stalin fa ammassare 900mila uomini lungo il confine della Carelia. La classica pugnalata alla schiena è andata in scena ancora una volta. Sembra davvero che i russi non riescano a fare di meglio.


la giostra gira…

A questo punto (siamo al giorno 11 ott.) la morsa sovietica attorno al Baltico si stringe minacciosa alla Finlandia. Durante i colloqui che iniziano il 12 ottobre, Stalin cer­ca di indurre il governo di Helsinki a stipulare un patto di mutuo soc­corso, simile a quelli già sottoscritti dall’Estonia, dalla Lituania e dalla Lettonia, patti che includevano una serie di piccole fregature segrete per gli uni e gli altri. Inoltre la Russia chiede una rettifica del confine in Carelia, per aumentare il valore difensivo degli avamposti di Leningrado e la cessione di basi militari nella baia di Kronstadt. Le richieste sovieti­che mirano a garantire la sicurezza della flotta del Baltico, che non ha altro sbocco che il golfo di Finlan­dia.
Suddivisioni_della_CareliaMa non è vero nulla. Con abile gioco diplomatico Mosca è riuscita a impadronirsi del­le basi meridionali del golfo, quelle sul litorale estone e lettone, ma non riesce a ottenere quelle sul litorale  finnico: da qui, la tensione con Hel­sinki. Il 16 ottobre la delegazione finlandese riparte dopo aver inter­rotto le trattative con i sovietici. Stalin, nella sua proverbiale falsità, stava trattando avendo nel cassetto i piani di attacco alla Finlandia già programmati. Una tecnica questa che in passato gli aveva garantito dei notevoli vantaggi in termini di sorpresa, tecnica – ripeto – pienamente condivisa da tutta la cricca del suo comando. Era gente così. Uno svantaggio però era che anche gli altri lo sapevano… ed infatti, sicuri dell’inganno, si stavano premunendo da tempo.
Perché dico così? perché se potessi parlare con Stalin gli direi che se non sei un malandrino di natura non hai bisogno di fare tutte queste cose; come non hai bisogno di fare clausole segrete nei patti con i tuoi amici estoni, lettoni e lituani. E in più, nemmeno i tedeschi ti hanno creduto nonostante l’accordo firmato; tant’è vero che hanno messo un tot. di divisioni a difesa loro dei confini. rapporto-URSS-FinlandiaIl povero ministro degli esteri finnico infatti ritorna a casa con la sua delegazione con le pive nel sacco perché ha capito che il tuo obiettivo NON era quello di evitare un conflitto, ma quello invece di limitarne soltanto le fatiche…
Tanto sa di essere superiore e questi incontri di “carattere politico” gli servono solo a saggiare il terreno.

La Finlandia cercherà di opporre alle pressioni sovietiche l’intesa difensi­va che si sta delineando a Stoccolma tra Finlandia, Svezia, Norvegia e Danimarca.
Il 18 ottobre il presidente della repubblica finlandese Kallio e il mi­nistro Erkko si recano a Stoccolma per inaugurare la conferenza che si riunisce di fronte alla minaccia della pressione russa sul Baltico. La con­ferenza ribadisce la neutralità dei Paesi scandinavi e serve alla Finlan­dia come carta da giocare nella ri­presa delle trattative con Mosca. I finlandesi potranno rispondere alle richieste dell’alleanza militare volu­ta dal Cremlino, che tale alleanza è impedita dagli impegni assunti dal loro paese alla conferenza di Stoc­colma e cercheranno di far intende­re ai russi che un eventuale attacco alla Finlandia farebbe scattare la solidarietà della Svezia, della Nor­vegia e della Danimarca.
Mentre a Mosca si svolgono le di­scussioni fra russi e finnici, il gover­no sovietico ammassa novecentomi­la uomini lungo il confine della Ca­relia. I colloqui non approderanno ad alcun risultato e il 15 novembre la delegazione finlandese rientrerà anco­ra una volta a Helsinki dopo aver bruscamente interrotto le trattative per l’intransigenza dei russi.

 


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: