Archivi tag: campi di lavoro

Bugie e ancora bugie

Siamo forse vittime di un grande e storico imbroglio? E’ poi accettabile pensare ad una manovra attentamente studiata da un censore occulto? Mi spiego.

Il fatto.

Hitler-bilancio.ricattatoreDa un paio di lunedì, su RaiStoria sono andate in onda 2 puntate della serie “Hiltler: un Bilancio” , intitolate ” il ricattatore” e il “comandante-criminale”, un’ edizione italiana curata da Giuliana Varone dei documentari creati dal famoso Guido Knopp. Qui (Dixit docet …) appaiono spesso testimonial (tedeschi) ansiosi di spiegare che il popolo non sapeva, o meglio, non poteva sapere nulla dell’Olocausto, del fatto che bruciassero le persone, che ci fossero i campi di sterminio, etc.

Hitler-comandanteStiamo scherzando? Figliolo, ma chi vuoi prendere per i fondelli? Durante la prima puntata mi sono stupito ma ho mandato giù la cosa; nella seconda però, dove si affronta da vicino l’impatto sulle persone della “soluzione finale”, mi sono deciso a rendere partecipe chi mi legge al mio pensiero.

Il mio pensiero.

Facciamo 2 numeri? Intanto, per chi vuole farsene un’idea, può farsi un giro in Europa e guardare la piantina dei campi nazisti  e intuire che stiamo parlando di circa 15.000 campi installati nell’Europa occupata (qualcuno parla di oltre 20.000) e non tenendo conto di altri piccoli campi creati di supporto per la popolazione locale. Mi piacerebbe ricordare (con molto ossequio) alla sign. Varone che ha curato la traduzione italiana di questi Dixit, che in ogni più piccolo insediamento di transito, di lavoro e di sterminio, esistevano lavoratori esterni al campo (chiamati all’occorrenza) per svolgere compiti di smistamento materiali. Cioè, c’era chi apriva le valigie dei deportati, chi separava la fotografie, che smistava i pettini, chi ammucchiava i vestiti, chi valutava l’0ro, chi raccoglieva i capelli e le barbe tagliate; in pratica ogni campo annoverava dalle 250 alle 300 persone per separare e per smaltire. Fino alle 11 di sera (in base agli arrivi dei treni della morte), ed in più turni di lavoro, era un continuo andirivieni di lavoranti tedeschi addetti ai più svariati compiti.  Una volta terminato il turno, rientravano a casa. Solitamente (per praticità) abitavano nelle vicinanze; alcuni arrivavano in bicicletta, molti avevano punti di ritrovo prestabiliti con evidenti vantaggi di snellezza nelle pratiche di controllo alle entrate. 

ausmerzen

Ma il punto è: queste persone avranno avuto occasione di relazionarsi con parenti e amici? Avranno detto in famiglia dove lavoravano? Chi vedevano? Cosa stavano facendo? Sono domande normali, stupide, se vuoi; ma naturali. Perciò non è pensabile che nessuno abbia detto nulla. E comunque ho detto 2 numeri: 250 x 15.000 = 3.750.000 persone esterne che aiutavano le guardie. Perdonatemi il turpiloquio: …azz! ma stiamo parlando di quasi 4 milioni di persone!

Come è possibile che nessuno sapesse niente?

Poi ci sono i trasportatori. I camionisti. Coloro che riportavano sul mercato nero, in altri stabilimenti di trasformazione, i vari materiali. Parlo di vettovaglie in alluminio, cuoio, gomma, stoffa, etc. Ma si ha idea di che mole  di roba si dovesse muovere? Mi spiace ma qui non so quantificare. E ancora; per il sostentamento del campo, ogni giorno arrivavano camion e camion di derrate alimentari; le guardie non potevano mica fare la fatica di caricare e scaricare le merci! Quindi… altre persone addette alle operazioni da aggiungere al nostro conto. Vogliamo essere cauti e pensare ad altri 500.000 impiegati del Terzo Reich? Mah.

Non puoi fare un’operazione così grande se non hai l’appoggio e il consenso del popolo.

Commento finale

Continua a leggere


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: