Archivi tag: Brennero

Tedeschi in Italia. dettagli_3

terza parte.

Non deve passare inosservato il fatto che cogliere del tutto impreparati i tedeschi è cosa rara.

Basti pensare ad un dettaglio: circa gli scopi ufficiali del concentramento di truppe germaniche in Italia è da notare che, secondo concordi segnalazioni, i soldati tedeschi, specie quelli della divisione SS entrata dal Brennero, partiti in fretta e furia da ogni dove (vedi Belgio e zone più remote della Germania nord-occidentale), avevano già (in moltissime copie quasi plastificate) la cartine esatte su dove arrivare, presidiare e organizzare. Erano animati dal sentimento di voler ” ripristinare l’ ordine e ristabilire il regime di Mussolini”. Poteva sembrare quasi un’ operazione da campagna politica; numerosi soldati portavano anche sui loro caschi la scritta “Viva il Duce” in vernice bianca. Vorrei far notare questo piccolo particolare di cui mai nessuno ha parlato prima. Per avere, diciamo, qualche centinaio di elmetti con la scritta desiderata, nel 1943, di quale organizzazione bisognava disporre per fare e poi distribuire a chi serve?

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Tedeschi in Italia. dettagli_2

seconda parte.

I tedeschi arrivarono il 4 agosto  fino a Colle Isarco, Vipiteno, Fortezza, Bressanone e Bolzano, dove le truppe italiane sospettose osservavano scrupolosamente. Iniziò così il gioco del “gatto col topo” lungo la linea del Brennero. Gli italiani riposizionarono le divisioni alpine Tridentina e Cuneense in Alto Adige solo il 7 agosto 1943, per occupare i punti chiave degli sbarramenti del Vallo Alpino da Bolzano sud al Brennero. Allo stesso tempo reclamavano la ritirata della 44ª divisione tedesca. La mossa avversaria fu l’ordine di Hitler di occupare le fortificazioni lungo la linea del Brennero, dato che gli interessava mantenere un corridoio libero e scorrevole. Tra il 7 e l’8 agosto 1943 vennero occupate le cime e le postazioni attorno al passo del Brennero dal gruppo tedesco Furbach. Il 9 agosto il gen. Gloria intimò ai soldati tedeschi di non avvicinarsi a più di 50 metri dalle fortificazioni. Fu così che i tedeschi, un po’ infastiditi, il 10 agosto 1943 presso il passo di Resia, fronteggiarono le truppe italiane, in pieno assetto di guerra. Le fortificazioni al passo Resia furono occupate dalla scuola d’alta montagna delle SS “Neustift – Novacella” (SS-Hochgebirgsschule), così come la via d’accesso in Pusteria fu occupato da un battaglione della brigata tedesca Doehla. Allo sbarramento del Passo Resia, i giorni successivi trascorsero tra appostamenti per l’occupazione delle importanti posizioni strategiche e delle fortificazioni. Le truppe applicavano un controllo vicendevole, impedendo ai reparti italiani di minare i ponti e di operare.  Le batterie tedesche decisero di puntare le loro batterie aeree Flak  contro le fortificazioni del Vallo. Nonostante ciò con il trascorrere dei giorni, nonostante la sofferenza per le indecisioni degli alti gradi, la situazione sembrava a favore dei soldati italiani.

Nel periodo tra il 3 al 30 agosto 1943 passarono in totale otto divisioni tedesche (la maggior parte in treno) mentre la divisione corazzata SS “Leibstandarte Adolf Hitler” presidiava il confine e occupava man mano il nord Italia. Il Comando Supremo tedesco mise fine così ad un minaccioso rischio: un possibile sbarco alleato in nord Italia. L’Italia era però ancora uno stato sovrano, dove le truppe tedesche erano soltanto tollerate. In pratica, l’ invasione tedesca in Italia avvenne quindi… in treno, mentre gli italiani guardavano attoniti! Si è detto infatti che durante il Fascismo le ferrovie “funzionavano benissimo con Mussolini” e purtroppo lo sapeva anche Jodl e ne approfittò.

Team557


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