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non sarà per sempre…

croci nei campi

Verso la fine del febbraio 1945, su un fronte che si estende per circa 1200 km, dal Baltico ai Carpazi, le armate di Stalin avanzano di 270 km nella Prussia orientale, prima di sferrare l’attacco finale su Berlino. Vengono travolte, dico travolte e non sconfitte, le linee fortificate della Wehrmacht su un fronte di 110 km. La manovra sovietica isola 250.000 uomini all’estuario della Vistola, in un posto che nemmeno Dio ricorda, lasciandoli in balia del gelo e della fame. E senza munizioni. Direi…alla frutta. Ai tedeschi non rimane altro che un piccolissimo corridoio, nella penisola di Danzica, per tentare il ripiegamento.

ripiegamento

Le ultime città sono in fiamme. La Wehrmacht dirama un bollettino perdite in cui si riferisce che stanno perdendo circa 22.000 soldati al giorno. Ed ecco un elemento nuovo, un pericolo nuovo: l’epidemia di suicidi. Molti soldati disperati si drogano pesantemente per cadere in sonni profondi che diano l’oblio; altri si sparano per cancellare la delusione di non avere arrestato il nemico giurato di Hitler. I nervi cominciano a cedere, ma altri ancora giurano: « ci vinceranno stavolta, ma non sarà per sempre…».

Non abbiate paura di quelli che uccidono il solo corpo, ma che non possono uccidere l’anima. Temete però chi può rovinare il corpo e l’anima…

ripiegamento2Il 10 aprile 1945, da Königsberg viene trasmesso un dispaccio a Berlino in cui si dice: – Ore 17,20: munizioni esaurite, depositi di sussistenza annientati… E’ finita… – Da calcoli russi, con la resa sono stati fatti prigionieri poco più di 27.000 soldati, i morti sono più di 900.000.

In soli quattro mesi, la Wehrmacht ha perso uomini come 4/6 dell’ intero esercito italiano; 300.000 cadranno nel corso dell’ intera campagna italiana e nella battaglia di Berlino ne perderà altri 500.000 .

Sulle cifre nessuno oggi discute più; sono state scritte migliaia di pagine con cifre più o meno esatte ma sulla prigionia veglia ancora un silenzio imperscrutabile. Per esempio: dei 127.000 prigionieri tedeschi catturati dai russi a Bratislava (dal 13 febbraio ’45) ne sono rientrati negli anni ’50 solo 6000! Era forse ” fuori ” un ‘influenza strana? Strano. Nessuno ne ha più discusso.

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Dopo cinquanta giorni d’assedio e di combattimenti casa per casa, la guarnigione tedesca del gen. Wilembruch si arrende ai sovietici. Sono fatti prigionieri circa 127.000 uomini.

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