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Amerika: il treno di Hitler

28 aprile2018. Mentre raccolgo da diverse fonti le informazioni utili a questo articolo, mi accorgo che nel web esistono notizie frammentarie e abbastanza contrastanti sull’argomento che, tra l’altro, avevo già trattato parzialmente nel 2016 con l’articolo “voglio l’Amerika“.
Oggi mi sono impegnato, credo, oltremodo.

Quasi sicuramente il miglior treno al mondo di quegli anni, era supportato lungo le linee principali da centinaia di soldati che presidiavano la ferrovia (24h su 24) non solo durante i tragitti programmati dal Fuhrer, ma sempre e con pertinenze di sorveglianza da stazione a stazione successiva, comprese gallerie e ponti, con la missione di proteggere il Cancelliere dai suoi nemici, interni o esteri.


Il treno era molto di più di un semplice mezzo di trasporto: era quasi un bunker, un quartier generale e un rifugio. Verosimilmente, intere pagine della storia furono scritte proprio qui, se si pensa che Hitler è stato il primo dittatore ad aver girato interamente il proprio Reich a bordo di Amerika. E’ stato il luogo dove hanno avuto luogo anche incontri determinanti, come Pétain e Franco ed è stato più volte preso in considerazione come obiettivo degli attentati contro, appunto, il Fuhrer.
A questo proposito, va detto che per rendere i tragitti più sicuri furono costruiti tunnel e gallerie imponenti che arrivavano sino a 20m di altezza e a 480m di lunghezza.
Il politico moderno di quei giorni che riusciva ad ottenere il consenso delle folle è stato il primo a capire che per ottenere il massimo dal popolo doveva incontrarlo di persona e dai primi anni ’30 cominciò a viaggiare in lungo ed in largo per farsi vedere ed amare, perchè sentiva che la storia poteva dargli ragione. In quanto amante della novità e delle tecnologie innovative aveva bisogno soprattutto della velocità e nel 1937 commissionò alla Reichsbahn il treno che gli venne consegnato due anni dopo; in quel momento lo chiamerà Amerika.

Per Hitler l’America è lo sterminio degli indiani: quella lontana terra lo affascina proprio per quel tipo di iniziativa, che sembrava autorizzarlo a fare lo stesso in Europa.
Il treno potrà viaggiare alla velocità di 120 km orari ed ogni vagone peserà 60 tonnellate. La bestia d’acciaio era molto performante; la sicurezza a bordo era garantita come in un quartier generale segreto. Durante i suoi viaggi era circondato dai suoi uomini, sceltissimi e poteva raggiungere ogni eventuale punto, a differenza dell’auto o dell’aereo e con grande tempestività.
Un treno imponente, austero, privo di qualsiasi decorazione futile, che ad ogni sosta era raggiunto da folle festanti dove, però, ogni minimo dettaglio era controllato e perciò ogni scalo avveniva in totale sicurezza.
Le SS di guardia erano sempre in ansia soprattutto ad ogni arrivo in ogni stazione dove avrebbe potuto nascere qualsiasi tipo di disordine o problema; per questo, prima di affacciarsi o addirittura scendere dalla carrozza, veniva attrezzato un cordone di sicurezza impenetrabile ed Hitler ne veniva informato non appena ultimato. Un quarto d’ora dopo il Fuhrer si concedeva al pubblico presente.
In breve tempo tutti gli alti esponenti del partito nazista fecero richiesta di un proprio treno privato; Goering addirittura fece installare in casa sua un modellino del treno, esattamente in scala, che presentò, in occasione del suo 38esimo compleanno a casa sua, in campagna.

Hitler aveva lanciato una moda. Himmler, Goering, Goebbels, Hess, ora potevano avere a disposizione un loro mezzo personale per i loro trasporti; per questo, allo scoppio della guerra nel 1939, esistevano contemporaneamente in Germania ben 25 treni-speciali con il relativo supporto armato.
Nel 1940, circa 300 vagoni ispirati ad Amerika e con nomi altisonanti come Asia, Africa, Atlas, Atlantic, Prussia (come se il Terzo Reich avesse già conquistato mezzo mondo), giravano per tutta la Germania a riscuotere consensi e lanciare proclami.


Nell’ottobre del 1939, Amerika fa il primo viaggio da Berlino a Bad Polzin, in Polonia, per visionare i primi successi dell’invasione in atto. A bordo del suo treno, Hitler dettò le varie strategie e nei giorni a seguire il mezzo di trasporto diventò la sua seconda casa, condivisa con gli esponenti più alti del suo Partito ed i suoi collaboratori, ma anche con segretarie, cameriere, cuochi, il medico personale, i conducenti del treno stesso, i meccanici e i soldati della sicurezza personale.
Tutto il personale era stato selezionato, ripeto, in modo maniacale: Hitler aveva voluto conoscere il background di ogni elemento, scegliendolo tra migliaia di pretendenti. Il treno era lussuoso e dotato di tutti i confort, con una carrozza dedicata interamente all’igiene personale; una zona molto frequentata da Hitler stesso e dai suoi ospiti.
Consegnato al Fuhrer in occasione del suo 50esimo compleanno, a causa del marmo pregiatissimo e del serbatoio d’acqua di 11mila litri, il vagone-bagno è pesantissimo: 78 tonnellate. E’ la nona carrozza dalla testa del treno, posizionata subito dopo il vagone letto riservato agli ospiti.
La prima area, isolata grazie all’impiego di amianto, conteneva due serbatoi d’acua da 2mila lt. e a fianco c’era un piccolo ambiente dove spogliarsi, seguito da 5 bagni con vasche, 2 delle quali realizzate con marmo e acciaio smaltato. Hitler si rasava la barba da solo, ma il suo barbiere gli tagliava i capelli sistematicamente ogni 15gg.
In una stanza dedicata. Seguivano 3 docce in marmo ed un altro piccolo anti-bagno. Tutti, comunque, erano dotati di vasca e doccia all’avanguardia; come sappiamo per certo, Hitler teneva molto all’igiene personale. Per lui, questo era un aspetto fondamentale.


La giornata del Fhurer cominciava alle 10 di mattina quando si recava alla postazione di comando per un confronto con il Capo delle operazioni strategiche; da qui impartiva gli ordini e osservava le squadre al lavoro. L’unica imposizione tassativa era quella del non fumare. Bisogna calcolare che la vita a bordo del treno rispecchiava la personalità del suo padrone: austera ed interamente dedicata al lavoro. Hitler pensava continuamente a come mantenere il potere e la sua sicurezza.
Dopo aver occupato la Polonia, il treno Amerika venne parcheggiato all’aeroporto di Tempelhof, appena fuori dalla capitale.
Attorno ad Hitler c’era un reggimento di SS, più alcune truppe della Wehrmacht, il cui unico compito era quello di proteggere lui e i suoi mezzi di trasporto, unitamente ai percorsi che avrebbe dovuto compiere, in modo molto scrupoloso. Si accertava che non ci fossero esplosivi a bordo, che nessuno fosse salito di sotterfugio, che il cibo fosse supevisionato e testato dai suoi addetti con criteri estremamente rigidi. Il personale doveva sempre essere di sola razza ariana e solo SS, appartenenti al Partito, selezionato con attenzione e le guardie del corpo di Hitler,dedicate esclusivamente alla sua persona, avevano una carrozza dedicata solo a loro. Favano parte del Sicherheitsdienst (servizio di sicurezza nazista) creato da Reinhard Heydrich, che in numero variabile da 22 a 26, sul treno lo accompagnavano in ogni spostamento minimo. Erano gli unici uomini autorizzati a vedere e parlare sempre al Fuhrer, in ogni istante.
A nessun altro era consentito e per nessuna ragione.

Nella parte posteriore del treno c’erano 4 cannoni anti-aerei, sempre attivi, con 4 artiglieri fissi per cannone sempre presenti. Nella parte centrale c’erano i vagoni dei soldati, con i letti, una cucina, i bagni, una lavanderia, un deposito per le armi e le munizioni; davanti, dopo la locomotiva di testa altri 4 cannoni con compiti speculari di difesa. I cannoni da 20mm avevano un tiro preciso fino a 2,5 o 2,7 Km erano semore antiaereo ma potevano essere usati per colpire bersagli a terra, a lato del treno, truppe nemiche o veicoli leggeri che si fossero avvicinati troppo al convoglio e in questo caso la gittata era ancora maggiore, raggiungendo i 4,5 o 4,7 Km, con una cadenza di 800 colpi al minuto.


Ad occuparsi di un intero Flakwagen c’era una squadra di 25 soldati.
A sostegno di ogni convoglio, in qualsiasi circostanza, esisteva sempre un aereo che seguiva e ne perlustrava il tragitto.
Hitler sapeva di avere anche il suo FW 200 (quadrimotore) privato capace di poterlo trasportare velocissimamente in qualunque luogo si fosse reso necessario, all’improvviso, assieme al suo Stato Maggiore.
Di circa 1200 tonnellate complessive, lungo 430m, normalmente composto da 15 vagoni all’avanguardia, Amerika, come tutti gli altri treni speciali, era trainato da due locomotive in testa al treno.
Non dipendeva tanto dal peso del treno, quanto dal fatto che se una di queste risultava danneggiata poteva essere sostituita dalla seconda.
Ma una locomotiva, prima di essere pronta necessitava di 8 ore di preparazione: veniva fatto bruciare il carbone e quando i 27mila litri di acqua giungevano ad ebollizione si formava il vapore che generava il movimento. Una locomotiva a vapore aveva un’autonomia di circa 250/300 Km e dopo aver percorso 100 Km bisognava pianificare una fermata ed effettuare un cambio. Per percorrere 200 Km bisognava disporre di 7 tonnellate di carbone e 30 d’acqua, mentre una nuova locomotiva pronta era molto più veloce da sostituire. Per un viaggio Parigi-Marsiglia venivano impiegate trale 10 e le 15 locomotive.
Dal 1942 venne utilizzata la locomotiva BR52, un modello tecnicamente più nuovo e più performante, sempre a vapore, che era prodotto dalla Skoda, in Cecoslovacchia e in tutte le fabbriche dell’Alsazia.

Un particolare. Poco prima e durante la guerra, quando Hitler era in viaggio con Amerika, il tragitto era conosciuto soltanto dal capotreno e tutto il traffico ferroviario nazionale veniva temporaneamente interrotto. Nessun altro treno aveva l’autorizzazione a proseguire il suo percorso, neanche se si fosse trovato lontanissimo da quello del leader nazista. I lavoratori delle ferrovie venivano relegati nei propri uffici e nelle proprie officine, cosicché non si trovassero nelle vicinanze al momento del passaggio del treno speciale. Una volta a destinazione, dal treno Amerika veniva inviato un segnale radio al Centro di controllo ferroviario per ristabilire il traffico. Tutta la documentazione del tragitto veniva sempre distrutta al termine della giornata; anche le più banali note di servizio. Nessuno doveva sapere dove Amerika fosse diretto e da dove arrivava.
In più il servizio di sicurezza mise in atto un altro sistema.
Alcuni ufficiali viaggiavano su un altro treno, molto simile in tutto e per tutto ad America, che viaggiava sullo stesso tragitto di quello vero, precedendolo di 30 minuti; in questo modo eventuali attacchi sarebbero stati effettuati sul treno sbagliato e non su quello del Fuhrer. A volte, c’era addirittura un terzo treno che seguiva tutti gli altri, per cui era impossibile indovinare su quale treno fosse Hitler.
I servizi segreti erano maestri nel depistaggio: prima annunciavano un orario, poi lo ritrattavano 2 o tre volte, in modo che nessuno sapesse esattamente cosa stesse per succedere veramente.
La carrozza chiave era la tredicesima dopo la locomotiva di testa, quello dopo quella della mappe tattiche; la carrozza della comunicazioni disponeva di tutte le tecnologie degli anni 40 ed era equipaggiata con telescriventi per cifrare e decifrare i messaggi in entrata. A seguire, i centralini per le chiamate in uscita, per le chiamate interne e poi il compartimento radio, gli apparati Enigma in connessione costante con tutti i fronti.

Gli uomini dediti a queste operazioni utilizzavano strumenti per la codifica e la decodifica, ma per poterli utilizzare dovevano collegare la carrozza personale del Fuhrer, le altre carrozze che avevano mezzzi di comunicazione e le carrozze delle guardie del corpo alla normale rete telefonica. Fortunatamente in ogni stazione era possibile effettuare questa connessione, che si rivelava anche molto semplice: bastava collegare un cavo generale e, dopo una ventina di minuti, l’aggancio alla rete nazionale era abilitato. Ma mentre Hitler era in viaggio, però, i telefoni non potevano essere utilizzati e l’unico mezzo disponibile era la potente radio da 700 Watt, quindi questo sistema era assolutamente fondamentale sul treno in corsa.


Il 12 aprile 1941 Mönichkirchen (vicino a Vienna) accolse Amerika e tutti i nazisti a bordo. Il treno si fermò all’ingresso di una galleria lunga 2700m; le locomotive vennero mantenute in pressione, pronte per trasportare il convoglio in un luogo sicuro in caso di attacco; Hitler diresse da qui l’attacco alla Yugoslavia che gli diede accesso alla Grecia. In questo modo potè portare aiuto alle truppe di Mussolini che non erano riuscite a schiacciare la resistenza ellenica. Nelle due settimane trascorse qui, tenne diverse conferenze e incontri diplomatici con il Re della Bulgaria, il monarca ungaro, il Ministro italiano per gli Affari Esteri e l’Ambasciatore tedesco in Ungheria.
Il 26 aprile 1941 Amerika ripartì da Mönichkirchen per Berlino mentre la Grecia capitolava.

Con l’inizio della capagna di Russia Hitler diventò ogni giorno sempre più paranoico, Amerika smise di essere un quartier generale: non lo riteneva più in luogo sicuro. Poi ci ripensò e usò il treno per raggiungere Rastenburg; qui passò due anni in mezzo a 2000 persone nella tana del Lupo e ad un caldo soffocante, in estate e un freddo titanico in inverno. Da qui se ne andò soltanto quando i russi furono alle porte.


Nel corso del Fronte Orientale il Fuhrer fece costruire circa 20 quartieri generali di massima sicurezza, come quello collocato a 600 Km a sud della Tana del Lupo: si chiamava Anlage Süd, o Installazione Sud. Qui vennero edificati 2 bunker enormi, operativi dall’estate del 1942, atti a far stazionare treni speciali. Si trattava di due ambienti fortificati costruiti in 10 mesi da centinaia di prigionieri; il treno di Hitler stazionava nel bunker di Strzyżów e quello di Mussolini a Stępina: gallerie lunghe 480m, larghe 8,3m e alte 12m, con muri spessi più di 2m. Il costo di queste gallerie fu talmente alto che, se rapportato all’uso effettivo durante il conflitto (2 volte) e solo per incontri con Mussolini, oggi rappresenta solo il livello di paranoia per la sicurezza, di quei momenti.


Con l’attacco di Pearl Harbour e la seguente dichiarazione di guerra agli Stati Uniti il treno ora non si poteva più chiamare Amerika e venne rinominato Brandeburg, in onore delle radici tedesche. ma in realtà, comunemente, verrà sempre chiamato “Führersonderzug“, cioè il treno speciale del Fuhrer.
Con la disfatta ad Est Hitler fu costretto a rientrare in treno a Berlino e dai finestrini si accorse della devastazione della città e delle campagne attorno.
Si pensa che Hitler abbia usato il treno per l’ultima volta quando viaggiò da FHQ Adlerhorst a Berlino il 15 gennaio 1945. Si trasferì infine a Bruck, a sud di Zell am See, in Austria.
Poi lasciò il treno a Grünewald, ad ovest di Berlino.
Nel maggio 1945, il Führersonderzug (numero 10206) fu fatto saltare in aria dall’ SS-Obergruppenführer Julius Schaub, su ordine di Hitler. Niente del Fuhrer doveva sopravvivere per gli Alleati.
Il resto delle macchine fu unito al treno di Himmler. La combinazione fu chiamata Brandeburg I e II poco prima della capitolazione; poi fu catturato dall’esercito degli Stati Uniti a Monaco di Baviera, dopo un’intensa lotta con gli inglesi per accaparrarsi quel bottino. Dopo la guerra, ciò che restava del treno fu convertito e smembrato per altri usi commerciali.


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