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Sieg im Westen

Il colpo più sensazionale della seconda guerra mondiale, attribuibile alle armate germaniche, è sicuramente l’aggiramento della Linea Maginot per l’invasione della Francia. Per lungo tempo si è pensato che molto sia accaduto per la stragrande superiorità tecnica delle armate di Hitler e che l’idea di sferrare l’attacco attraverso le Ardenne (oltre che il passaggio attraverso il Belgio) sia stata illuminante e risolutiva. Ma come vedremo, le cose non furono così semplici e geniali come la storia ci sembra voler mostrare.

L’esercito tedesco del maggio 1940 non era affatto un’arma perfettamente oliata per la moderna (di allora) guerra corazzata. Delle 93 divisioni pronte al combattimento, solo 9 erano corazzate, con un totale di 2439 carri armati che dovevano contrastare una dotazione francese di 3254 tank! Aggiungo che le forze belghe, olandesi, britanniche e francesi potevano contare, nel loro insieme, su non meno di 4200 veicoli, cioè molti di più di quelli a disposizione della Wehrmacht. E la minor quantità della Germania non veniva nemmeno compensata in termini qualitativi. Neanche la temutissima Luftwaffe aveva un’effettiva superiorità numerica. In aprile del 40 le venivano accreditati 3578 velivoli contro una forza alleata di 4469 apparecchi. Appare chiaro ora, che non è che i tedeschi abbiano avuto a che fare esattamente con una manica di parrocchiani sprovveduti.

Ma il punto è un altro. Si è detto spesso che il merito del Blitzkrieg non risiede tanto nella potenza devastante, quanto nella furbizia e velocità di esecuzione. Strano a dirsi, perchè per ottenere queste prestazioni occorre solitamente una lunga preparazione materiale e meticolosa, unita ad una strategia perfettamente oculata ed innovativa. Cose che non appartengono propriamente all’approccio tedesco. Infatti, prima del settembre del 1939, l’esercito tedesco non aveva ancora abbozzato un piano per un’offensiva in terrritorio francese.

Nel dicembre del 1939, i signori Brauchitsch e Halder dell’alto comando tedesco respinsero in modo plateale la proposta del generale Erich von Manstein (allora Capo di Stato Maggiore del gruppo A) che suggeriva l’aggiramento della Linea Maginot attraverso le Ardenne, giudicandola assurdamente stupida e rischiosa. Fu solo nell’ultima settimana di Febbraio, dopo lunghe insistenze di Hitler, che accettarono finalmente di prendere in considerazione l’idea del « colpo di falce » di Manstein, l’ operazione che avrebbe assicurato loro quel formidabile successo che li avrebbe proiettati nella storia.

La fulminea vittoria apparì dunque come la logica conclusione di una pianificazione sagace e audace del dittatore tedesco che se ne attribuì immediatamente tutti i meriti, anche se fino al febbraio 1940 i vertici delle forze armate tedesche non erano stati capaci di risolvere i continui dilemmi strategici posti da Hitler a proposito dell’invasione ad ovest.

Ma allora, cosa fece scattare un’operazione di così vaste proporzioni?

soluzione 

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Team557

not to forget


la battaglia di Stalingrado

12/03/10 – Su RaiStoria è andata in onda una puntata della <guerra del secolo> che non appartiene al contenitore Dixit che normalmente divide le puntate in tre segmenti; si chiama “Offensiva d’inverno” e richiama l’attenzione sulla battaglia delle Ardenne e dintorni. Da NatGeo “la battaglia di Stalingrado“. Qui il dramma viene analizzato, seppur in chiave graficamente originale, con puntiglio e con toni insolitamente non trionfalistici. Bene. Vedere le cose con imparzialità va sempre bene.

NB. ieri sera ho visto che il server video di 557.it era veramente in crisi; GRUNT! mi dispiace se è colpa mia, ma sono contento (d’altra parte) che il merito sia mio .


la battaglia del Bulge

la battaglia del Bulge” è un’analisi delle condizioni e degli accadimenti avvenuti durante la battaglia delle Ardenne. La ricostruzione figurata originale si fa comunque apprezzare nella sua ovvia semplicità grazie anche alle puntigliose osservazioni degli intervistati.


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