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ergo sum

comitatoE’ il principio dell’ auto-determinazione che regola tutto. Probabilmente, che legittima tutto; fin dall’antichità.  E’ sufficiente che poche persone (ad es. … che si pensano… blu) si riuniscano e si determinino (ad es. in un comitato) perché la cosa abbia già un inizio.

Tale principio costituisce una norma di diritto internazionale generale cioè una norma che produce effetti giuridici (diritti ed obblighi) per tutta la Comunità degli Stati. Le comunità di persone all’interno di uno Stato che si auto determinano aspirano, infatti, a vedere garantiti i diritti ad esprimersi, a relazionarsi e a vivere secondo le proprie convinzioni, i propri usi e costumi. Appare evidente che per passare da uno stato di minoranza irrilevante a quello di unità politica occorre sicuramente un altro requisito: il numero di adesioni. Non quindi il peso politico dei componenti o la loro autorevolezza, ma la consistenza di questa nuova volontà. Ma è davvero così?

CLN-setupLo è stato. Almeno all’alba del 9 settembre 1945, quando Ivanoe Bonomi (PDL, Presidente), Scoccimarro e Amendola (PCI), De Gasperi (DC), La Malfa e Fenoaltea (PdA), Nenni e Romita (PSI), Ruini (DL), Casati (PLI) fondarono il CLN.

Di seguito alla contingenza degli avvenimenti e all’entusiasmo della riscossa, entro la fine dell’ottobre si  costituirono anche i primi Comitati Regionali e Provinciali. Dopo la caduta del presidente del Consiglio (Mussolini), nonostante l’inconcludente presenza del R. Governo (non ancora fuggito) l’auto-determinazione ha preso sostanza e dimensione. Ma….?

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Il principio di cui parlo fu solennemente enunciato in occasione del Trattato di Versailles 1919 ed è un diritto, cioè è il riconoscimento della capacità di scelta autonoma ed indipendente dell’individuo. Un Diritto fondamentale dell’uomo e del cittadino, dal 1979.

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link per veri curiosi

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Roma città a…parte; (prima parte)

Sto leggendo il libro di memorie di Albert Kesselring «soldato fino all’ultimo giorno» e ho trovato cose che la storiografia ufficiale (peraltro abbastanza di parte) non riporta. Vediamole.

Kesselring ha scritto che “il movimento partigiano divenne per la prima volta veramente molesto solo nell’aprile del ’44 quando le bande cominciarono ad agire sull’Appennino, prima era solo un fenomeno locale perlopiù banditesco“. Continua a leggere


aggiornamento documentari (fine luglio)

 

• 26/07/10 – Ultima puntata di “Breve storia del Fascismo” curata da Folco Quilici; da Rete4, conclude la serie: “Dalla guerra parallela alla guerra tedesca“, film di Renzo De Felice.

• 25/07/10 – Interessanti documentazioni in “La parola a Dino Grandi“: gli eventi storici nell’ Italia fascista del 1943, di Adriano Pino, Giovanni Cervigni (1984); e “Dal Gran Consiglio al GranSasso“: interviste a testimoni oculari dell’ arresto di Mussolini, di Sergio Zavoli (1989). Una bella nota a margine da Giovanni De Luna nei <100 secondi> sulla caduta del Fascismo e i suoi interrogativi a noi rimasti.

• Il 27 luglio è ri-andato in onda “Il Re e i Generali son fuggiti a Brindisi” su RaiStoria; argomento, questo, a me tanto caro sul quale tanto ho scritto (e male) in recenti articoli. Di Walter Preci e Stefano Munafò (1974). Qui cito la pubblicazione precedente: 

08/09/09 – una ricca suite di filmati e notizie sulla ignominiosa fuga del Re a Brindisi, costituita da “Armistizio, Settembre43, fuga a Brindisi e Brindisi: capitale d’Italia“.

Si sa; in estate fioccano le repliche e RaiStoria di nuovo, nel palinsesto, ha pure implementato  la pubblicità! Ci manca solo che Hitler venga interrotto dai pannolini e siamo a posto!

• “Il prezzo della Resistenza” è un documento che traccia nuove prospettive di interpretazione della lotta contro il nazifascismo. Il grande dubbio: il costo dell’inevitabile rappresaglia tedesca vale il gesto? Il gioco val la candela? L’on. Amendola consegna alla storia una dichiarazione sulla strage di v. Rasella (e Fosse Ardeatine…dopo) che francamente io non accetto in nessun modo. Poi è chiaro che io non valgo nulla…, è chiaro che io non c’ero, è chiaro tutto quello che vuoi; ma non sono assolutamente propenso a digerirla. Gli interessati sono pregati di ascoltarlo e di ragionare: non puoi mettere in gioco 330 persone (civili o galeotti fa lo stesso) per colpire 33 inutili e spocchiosi fanti. Trovi un altro modo. La legge tedesca si conosceva anche prima: 1 tedesco-10 italiani! E c’era chi voleva distruggere tutto il quartiere! Ne valeva la pena?

• “I giorni dell’insurrezione” è un DvD che contiene 2 puntate di RaiStoria di indubbio valore; la liberazione di Genova, Milano e Torino attraverso i racconti dei protagonisti (1975).


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