Archivi tag: 25 luglio 1943

25 luglio 1943: news

Attività politica e diplomatica.
war-News

A Roma il Re Imperatore, in seguito al voto del Gran Consiglio riunitosi la sera del 24, accetta le dimissioni di Benito Mussolini e nomina Capo del Governo il Maresciallo Badoglio.
Viene diramato un proclama del Re e del Maresciallo Badoglio al Popolo italiano.
Cade il Fascismo.

 

Attività militare.
FRONTE ORIENTALE.
Qui, situazione stazionaria.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO.
In Sicilia aspri combattimenti su tutto il fronte.
Bombardamento aereo di Livorno.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE.
Incursione e bombardamento di Bordeaux e centri minori.

FRONTE del PACIFICO.
nessuna notizia di rilievo pervenuta in data odierna

Annunci

Note (rock around il 25 luglio)

rockaround25-luglio-manifes

NOTE

— 01   Il Duce, dopo l’arresto, non avrebbe potuto essere ospitato nella sua residenza roma­gnola (come aveva chiesto espressamente, tramite il gen. Ferone al Capo del Governo, Badoglio, la notte stessa sul 26 luglio) in quanto il comandante la Tenenza dei carabinieri di Predappio, ten. Roberto Genova, lo aveva sconsigliato in una riunione tenutasi a Forlì con il questore e il prefetto della provincia, dott. Marcello Bofondi.  Motivo addotto: le temute manifestazioni ostili degli abitanti.

— 02   Per Badoglio, in preda a fremiti e forte depressione dopo l’arresto del Duce, ‹ le misure di polizia non erano sufficienti per la salvaguardia dei membri del nuovo Governo e le nuove cariche dello Stato ›; dovunque vedeva pericolosi movimenti di camicie nere, anche dopo che la camicia nera era stata sostituita con la camicia grigio-verde e messe le stellette al bavero, in luogo dei fasci littori; anche dopo che i gerarchi spauriti erano scomparsi . Proprio lui che aveva complottato sino a due giorni prima col Re, vedeva complotti ovunque e alternava momenti di panico a grottesche manifestazioni di euforia.

— 03   Badoglio protestava, seccatissimo, perché la sua au­tovettura era stata fermata da una pattuglia in servizio di ordine pubblico­ che paventava sicure epidemie a causa dei morti ancora insepolti. ” Moriremo tutti ” diceva, chiedendo l’aiuto dell’autorità militare perché gli affossatori rifiutavano la loro prestazione.

— 04   Casa Reale, era talmente nervosa che era infastidita dal ‹passo cadenzato delle pattuglie›, però non rinunciava alla sorveglianza. Badoglio chiese ed ottenne, per lo stesso motivo e anche per paura di probabili ritorsioni, nientemeno che l’abolizione del traffico stradale per un raggio di duecento metri dalla propria casa. ( questo fino al 9 settembre – ndr)

— 05   Come testimonia anche Giorgio Pini (vedi filmato) Benito Mussolini arrivò alla seduta del Gran Consiglio in condizioni fisiche debilitate dalla sua ulcera, che lo inibirono fortemente nell’uso della sua proverbiale verve. Era vittima di forti dolori già da alcuni giorni (si dice dal 21 notte) e la moglie Rachele lo aveva preavvertito che qualcosa sarebbe successo. ” u me dis nec e sang’... ( me lo anche dice il sangue!…)

— 06   Il 25 luglio, alle ore 18.20, l’ex ministro Guardasigilli prof. Demarsico ebbe un lungo colloquio con Vittorio Emanuele III. Il Re riferì i termini in cui si era svolta la famosa udienza tra lui e Mussolini. De Marsico accenna in particolare ad un punto: «Mussolini sosteneva che l’o.d.g. non aveva alcun valore giuridico perché il Gran Consiglio era ammesso, dalla legge, ad esprimere pareri, ma NON a votare…» il Re ribatté: «Se voi lo avete ammesso a votare, valido o no il voto dal punto di vista giuridico, esso ha per me un valore politico che non mi permette di restare inerte!»

(ndr) il Re erano circa due mesi che stava complottando con Badoglio il rovesciamento del Regime. Il dialogo sembra solo una scaramuccia tra due ladroni: il primo con discorsi falsi e di comodo, l’altro che si arrampica solo sugli specchi. In più, il Re aveva già le valigie pronte per la fuga verso Pescara.

— 07   il 3 ottobre 1943 in moltissimi giornali anglo americani si riportava la notizia che all’ annuncio formale di Badoglio, avvenuto il 28 luglio a Roma, – ” la caduta di Mussolini è avvenuta per l’azione del Gran Consiglio ” – , i giornalisti d’ oltre-manica in sala scoppiarono in una fragorosa risata perchè da mesi erano a conoscenza del piano ordito dal Re. Vittorio Emanuele III avrebbe in ogni caso licenziato Mussolini, meglio se attraverso una formula para-legale, senza però ‹ escludere un atto di forza ›. Per questo motivo, all’incontro delle ore 17 vi giunse armato di una pistola (era sotto un cuscino).  (ndr)

— 08   Dino Grandi, in quel momento Ministro della Giustizia ( per 4 giorni nascosto in casa di amici), in una intervista rivelò: «l’aspetto più impressionante del 25 luglio non fu quello delle folle scese, all’annuncio della radio, in piazza ad acclamare la caduta del Duce e del fascismo, ma la totale assenza di qualsiasi segno di opposizione, di dubbio, di perplessità. E alla domanda: « e allora, scusi, perché si è nascosto tutti questi giorni?»- rispose: «ma io non mi sono affatto nascosto! ero qui a disposizione di chiunque…!». Una bugia clamorosa. Molti dei 19 consiglieri che votarono sì lo avevano cercato disperatamente invano in ogni luogo. La madre aveva allertato anche i Carabinieri Reali.

— 09   Dino Grandi il 26 luglio espresse un doloroso stupore per le frasi “la guerra continua” e ” l’Italia rimarrà fedele alla parola data..” perché, secondo lui, ‹ capovolgevano il significato del 25 luglio e rischiavano di annullare i benefici sia all’estero, sia all’interno ›. Cercò diretti contatti coi Governi Alleati, offrendo di recarsi in volo a Madrid o a Lisbona, ma gli interlocutori si fecero negare appellandolo, tra le righe, come traditore.

— 10   Galbiati, Comandante della Milizia, appena lo incontrò (ancora Grandi) gli chiese: «o’, ma ci hai pensato alla guerra civile? Oggi si grida ancora Viva il Re, ma domani si griderà “a morte il Re! “». Grandi impallidì e replicò: « non è colpa mia, ma di Badoglio! ».

note-prodotte

Note a margine.

Non è detto che la Storia vera coincida con la memorialistica, o che essa si edifichi solo come un cumulo di biografie. La storiografia è una selezione vera, o almeno veridica ma non intera, dei trascorsi umani che cerca di avvicinarsi, quanto possibile, alla verità partendo da tutte le prospettive possibili. Parlarne non è revisione, non è apologia, ma ricerca del perché. Anche delle bugie.

avatar185solo


Orlando speaks

assembleaCostituente Non se lo ricorda più nessuno. Ma l’on. Vittorio Orlando pronunciò un suo famoso discorso il 24 marzo del 1947 alla Costituente. Questo ex-presidente del Consiglio, che era stato a stretto contatto con il Re nei giorni del colpo di Stato, ma solo fino all’ insediamento di Badoglio,  affermò che aveva aspramente criticato l’operato di Badoglio subito dopo il 25 luglio difronte a Sua Maestà. Ma il Re, in quei giorni, avrebbe fatto spallucce dicendo che “molto era già stato deciso”. Orlando spiegò come la frase «la guerra continua…» fosse, già di per sè, un primo errore fatale.  Orlando scrisse che questa prima fase del dopo-armistizio, necessaria soprattutto per l’impossibilità materiale di una immediata separazione dei due eserciti italiano e tedesco, avrebbe dovuto superarsi rapidissimamente nelle prime ventiquattr’ore. Nelle seconde ventiquattr’ore, occorreva rivolgersi all’ambasciata tedesca con una comunicazione del tipo: ” L’Italia non è più in condizioni di andare avanti, deve chiedere un armistizio e lo chiederà soprattutto per voi, sacrificando, se occorre, se stessa per tener fede all’alleanza contratta e chiedendo agli Alleati il tempo necessario alle truppe tedesche per ritirarsi dalla nostra penisola“. Ripeto. Quete cose furono illustrate al Re che non si mostrò sensibile al problema.

VittorioOrlando

Questa sarebbe stata un soluzione di « lealtà perfetta » prospettata al Re negli 8 giorni prima del 3 settembre a Cassibile, avallata anche dal precedente che vide i Bulgari, alleati degli Imperi Centrali nella prima guerra mondiale e costretti a chiedere un armistizio, che pretesero ed ottennero un termine di 15 giorni per dar modo ai propri eserciti di potersi ritirare dalla Macedonia. Quindi si sarebbe potuto parlare di una resa «onorevole».

Orlando affermò che Badoglio non volle far trapelare nulla a nessuno per non allarmare anzitempo i tedeschi e che per mantenere questo segreto aveva preventivato mezzo milione di perdite nei Balcani ! Un segreto da mantenere anche coi ministri fino all’8 settembre. Raccontò Senise che quando fu dato l’annuncio da Radio-Londra, corse da Ricci per comunicargli la notizia ma questi restò incredulo e disse: ” Possibile che si sia firmato un armistizio ed il Ministro dell’Interno non ne sappia niente? “.

Re-Badoglio

Questo è un tradimento perpetrato ai danni di tutti gli italiani;  – come a Caporetto, Badoglio ha tradito nuovamente, fregandosene ancora degli italiani! – gridò Orlando alla Costituente, rivelando anche particolari inediti del Maresciallo che soffrì di una incontrollabile depressività nervosa, in preda a al panico e alle lacrime. Lo vidi personalmente tra le braccia del proprio aiutante che gli ripeteva: « ma si calmi, Maresciallo, si calmi!… » e lui che replicava: « i tedeschi mi taglieranno la gola!…» Qualcuno ricorda che Badoglio, durante la fuga in macchina di notte, cercò di nascondersi come meglio poteva. « La più grande preoccupazione fu quella di rimboccarsi le maniche per occultare i suoi stessi gradi. Tremava e piagnucolava. Accettò solo un cappotto perché aveva freddo».    In quella fuga, Umberto di Savoia era seduto al fianco del Maresciallo (intervista al “Giornale” di Napoli).

Bonomi

« Fu un colpo di Stato! ». Orlando rivelò che nelle pagine conclusive del “diario” di Bonomi si affermava che ” il 25 luglio del 1943 fu il prodotto di una lunga incubazione ” e che ” il Re si decise a fare il colpo di Stato per pubblica richiesta del Gran Consiglio fascista, d’accordo coi capi ribelli del fascismo”. Una macchinazione nata presumibilmente il 12 luglio del ’43, dopo il benestare del Re che aveva in Badoglio un “intimissimo” in grado di dare fiducia e tranquillità al Paese! “.

avatar185


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: