Archivi tag: 25 aprile

Nuovi documentari

Nell’archivio privato del sito ci sono i trailers di alcuni documentari che ho trovato di buona fattura e di un certo spessore culturale.

A celebrazione del 25 aprile ecco:  da RaiStoria “25 aprile” con Sergio Zavoli e “25 aprile 40 anni dopo“;

ancora sul tema, un breve contributo video tratto da «il filo del lavoro» (1981) sulla Resistenza in completo streaming e download.

Da History channel, per la prima volta da dieci anni a questa parte, un servizio sulla tragedia della “Regia Nave Roma“. Imperdibile.

Dallo stesso canale, “inferno in cielo” un documento sensazionalistico sulla 8° Forza Aerea dell’esercito americano. 1 ora e mezza di celebrazione, (per l’appunto…) celebrata dai vincitori.

Un reperto della propaganda italiana fascista sui “sommergibili italiani” piuttosto raro. In completo streaming e download.

Team557

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nel Senio della memoria – resoconto.

Lo so. Sono già passati 4 giorni, ma qualcuno avrà piacere di saper com’è andata.

Bene. Molto.

Un sacco di gente. Hanno fatto 520 pasti a mangiare! Beh, non male, eh?

Calcoliamo che è un’iniziativa privata, nata da un’associazione culturale, patrocinata da e vive dell’entusiasmo dei partecipanti.

Si è partiti (almeno noi) da Cotignola al Campo di Tiro con l’Arco e alle 9 di mattina; non sembrava un gran tempo, tirava anche un po’ di vento. Subito un gruppo di musici; “Risveglio resistente” di Roberto Bartoli (contrabbasso) Giacomo Rotatori (fisarmonica).

Poi si parte lungo il rivalino del fiume verso Lugo. E’ questa la camminata; comincia qui. Non ci si crede, ma è incredibile quanto le città siano vicine seguendo il corso del fiume. 2 passi e sei arrivato a Lugo! e c’è una commemorazione programmata.

Cosa dice il monumento?

Si prosegue. E dopo poco…

Camminando, chi a piedi, chi in bicicletta, si incontrano gruppi musicali, in questo caso i Radadum: musica celtica fusa insieme a sonorità romagnole e bella ciao che allietano la giornata che, nel frattempo, si è fatta decisamente assolata. Bene. 

Solite mamme allarmate: “non correre”, “non prendere troppo freddo, non prendere troppo caldo”, “state attenti a non cadere!”, etc.; qualcuno aveva portato praticamente una rosticceria! Pranzi al sacco (industriale..), arance, a non finire, acqua (con termos), banane, wafer e fotoromanzi! no, fotoromanzi forse no; comunque, di tutto…e arriviamo a Borgo Pignatta con fermata difronte allo show di Ivano Marescotti a Borgo Pignatta! (qui c’è la storia di una famiglia sterminata dai nazifascisti).

che poteva anche fare meglio! ma doveva andare anche a Modena e ha (percosìdire) “parzializzato” la sua performance! 2 parole e via andare!!! Mah! si è molto vicini all’ora di pranzo. Di pranzo? ma se ho appena mangiato!

Macchè! Assalto alle postazioni dello stand di Masiera, ove si è mangiato benissimo, self-service uguale per tutti e via andare. alle 15 passate si è ripartiti verso Rossetta con pausa ottoni bollenti dei Romagna Brass 4 imberbi giovani che si sono cotti sotto il sole …Pancia piena e camminata prudente…
Poi la camminata è camminata e i bambini sono stanchi, le mamme sono accaldate, i babbi son scocciati dal caldo insistente e la poesia… si fa prosa! Beh, sono 16 Km, mica noccioline…

Le strade sono là, lontane; sembra quasi sciocco che per arrivare da un posto all’altro occorra passare così al largo, ma il finale è vicino: arriviamo a Rossetta al Centro Sociale, con le forze dell’ordine che scortano Giorgio Cavalli e la resistenza di tutti quasi alla fine.

Ringraziamenti. Discorso. Poi tutti a casa col pullmann; chi per Lugo, Masiera, Bagnacavallo, Fusignano, Cotignola, etc. Bella giornata. Viva.

Il Senio del tempo…

 not to forget.


la Grande Storia e il 25 aprile.

Ecco, appunto. 

27/04/10 – “La Grande Storia: il 25 aprile” è un documentario di 2 ore con il racconto per immagini e testimonianze della liberazione dal regime fascista; di Cirafici e Bizzarri (2005). Ancora “il fatto di Enzo Biagi” che racconta la Resistenza e la Liberazione. Voto: 10.


25 aprile …e dintorni

26/04/10 – In archivio, sempre da RaiStoria, una serie di servizi: “25 aprile a Genova, Milano e Torino“, “TG del 25 aprile” con Gianni Bisiach e Sergio Zavoli, “25 aprile a Milano“, “25 aprile 1945” e “25 aprile: la memoria inquieta“, anno dopo anno, dal dopoguerra agli anni ’90; di Chiesa e De Luna (1995).

Beh, 2 cose le dico. I servizi di Bisiach e Zavoli sono indubbiamente quasi una bibbia per gli amanti di storia.

Lo dico senza timore di smentita. Io che ho visto le puntate (2 ore di roba) capisco il peso dei reportage di quei tempi. Poi ci sono robe di Enzo Biagi (ne parlo in un altro articolo) che sono egualmente importanti ed esaustive sugli argomenti; però rivedere Tg dell’epoca fa capire l’atmosfera e l’umore di quei giorni.

Io dico che sono da vedere. “25 aprile: la memoria inquieta” meriterebbe un discorso a parte, più profondo, ma dopo si rischia di diventare polemici e non credo sia il caso. Sulle celebrazioni farò un articolino (ino ino ino) appena posso. Stay tuned.


25 aprile …sul serio o sul Senio?

Mi sono andato a rivedere la puntata di Porta a Porta del 14 maggio 2009; quella sul “sangue dei vinti“, per intenderci; e rivista un anno dopo mi fa ancora un certo effetto.

A molti l’argomento potrà anche non interessare, ma non è questo il punto centrale. Con una certa senerità, mi chiedo: “ma l’on. Ferrero, ospite della serata invitato perchè esponente di sinistra, prima di andare in onda si è fatto qualcosa di …chimico, per caso? o cosa?”. Io voglio sperare che nella vita, in famiglia e con amici o conoscenti non parli sempre così perché corre il rischio di prendere 4 scapaccioni fatti bene! Dalle mie parti si dice spesso che la gente, se le devi avere, poi alla fine te le da’! Un consiglio: cambi pusher!

E il motivo c’è. Eccome! 

Non puoi strumentalizzare sempre quelle quattro retoriche politiche sul cattivo uso della sinistra della memoria per confondere le acque; qui si stava parlando di morti e non di disegni politici ordinati da forze occulte! Ti fanno una domanda precisa e tu rispondi tutta un’altra cosa che non c’entra niente; Vespa si incazza, La Russa si inbufalisce e tu ti stupisci e dai agli altri dei “faziosi”?

Ma devi fare il comico! Non il politico! E’ per colpa di figure come l’onorevole Ferrero che le verità non saltano mai fuori. Siamo ancora vittime dell’obbligo di rimozione della verità dopo 65 anni; non c’è dubbio. Persino il giornalista (di sinistra) L. Pansa, autore del “sangue dei vinti” -da cui hanno anche tratto il film con M.Placido-, è stato duramente attaccato, contestato e ostacolato alla presentazione del suo libro per mantenere l’omertà sul lato oscuro della Resistenza (che si chiama “guerra civile”) e cancellarlo dalla memoria collettiva.

Provate ad entrare oggi in una sede dell’ANPI e parlate del triangolo rosso romagnolo (il lughese, il ravennate al limite dell’imolese), dei vari crimini partigiani certificati e vedete come ne uscite… 

Di buono c’è che non ci sono più i veri protagonisti di allora; ci sono i figli, i nipoti, i militanti con i ricordi confusi; gli indottrinati dell’ultima ora che sostengono che tutto fa Resistenza e in nome della Libertà. Soprattutto prima e subito dopo il 25 aprile. Siamo a posto. 

Non siamo ancora riusciti (e siamo nel 2010) ad avere una storia condivisa; non è bastato un meraviglioso concetto di Napolitano che ha detto: < nella Costituzione possono riconoscersi tutti, anche quanti vissero diversamente gli anni 43/45 e quanti ne hanno una diversa memoria per sofferta esperienza personale o per giudizi acquisiti…>; ancora oggi si percepisce che se non hai una bandiera completamente rossa sotto la giacca non sei degno di celebrare il 25 aprile! Non può essere. Ridicolo. 

Per i distratti e gli ignari, esistono libri illuminanti sul sito come ” i lunghi mesi del 45” – “crimini partigiani“, solo per dirne qualcuno, sull’equivoco e l’omertà della Resistenza. 

Il 25 aprile fanno una bellissima camminata di 18Km tra Cotignola e Alfonsine che si chiama < nel Senio della memoria >;

l’ho fatta 2 anni fa e ci ho incontrato un vero reduce. Era pieno di medaglie, tutto contento, bello, rubicondo, in gamba, pacioccone, di Lugo.

12 giorni dopo ho comprato un libro < Crimini partigiani > e chi ti trovo a pagina 104?

Lui. Proprio lui.

Andatevi a leggere cosa dicono di questo soggetto a pag.104, poi mi direte…

Non c’è più religione! o non c’è più storia…fate voi.


1943: dopo la fuga

18/03/10 – Documento raro della serie <tragico e glorioso 43″> dal titolo: “dopo la fuga“. A settembre del 1943, per mantenere la struttura del Regno d’Italia, il governo viene trasferito prima a Brindisi poi a Salerno. Un servizio a cura di Walter Preci e Walter Licastro del 1973.

Secondo me, questo è bellissimo per la sua importanza. Se avessi un figlio che fa ancora le medie lo inviterei a guardarlo per capire…Perchè questi servizi non passano sui canali principali? perchè gli insegnanti di storia non fanno qualcosa per stimolare la curiosità verso una storia così recente? Si potrebbe fare molto. Mah!

Da NatGeo, ancora una puntata della <la guerra dei generali> dedicata alla “battaglia di Singapore“; una delle più grandi sconfitte dell’impero britannico nel secondo conflitto.


i 45 giorni di Badoglio

Ho avuto occasione di assistere a questo documentario di RaiStoria che ha avuto anche il sottotitolo di < Tragico e glorioso 43 >. Bello e interessante perchè raccontato dai protagonisti che ricordano i primi momenti dopo il 25aprile ( già disponibile sul sito 557.it ); ma mi sorge un pensiero di parcondicio, perlomeno sulle reti RAI: a nessuno mai è venuto in mente di intervistare l’altra parte della barricata in Tv, dopo 60 anni? Per una sorta di giustizia politica, per chiarire la propria posizione, le vecchie ideologie, le proprie amarezze, i propri ripensamenti! Non sarà che i repubblichini, i militari, i fiancheggiatori, insomma, i fascisti sono tutti evaporati? Dove è andato a finire l’0rgoglio per la storia; non fosse altro per dare un senso (seppur sbagliato) all’ideale per il quale qualcuno ci è pure morto, non solo in guerra, ma anche nelle manifestazioni politiche, negli scontri, per strada! E pensiamo a chi invece è poi sopravvissuto ed è pure sconfitto! Invece sembra che sia tutto finito in niente, come neve al sole. Nel calcio si intervistano anche i perdenti, no? Sono 40 anni che sento parlare solo di Resistenza, Antifascismo e se uno storico avanza un qualche tentativo spiegazione, subito si parla di revisionismo e di destra estrema. Ma dai! 

E pensare che nei pochi dibattiti pubblicati in Tv, le figure meno condivisibili sono state proprio quelle di sinistra chiaramente grottescamente faziose, confuse e, pergiunta, maleducate! (andate a vedervi la puntata di Porta a Porta sul sangue dei vinti…)

Comunque il documentario è interessante ed è del 73. Poi fa impressione vedere Andreotti giovane e alcuni altri che parlano come se la cosa fosse successa il giorno prima…


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