notizie sparse e ritrovate 2

Parlo ancora di Tilch. Il giornalista (incredulo).

Riguardo al Fuhrer, Janz disse a Tilch di aver conosciuto un tedesco che era certo di aver visto Hitler ed Eva Braun alla grande festa annuale dell’Associazione Tedesca di tiro sportivo di Alto (“Verein Patria”) organizzata nel 1968. A quel tempo, Janz aveva un ruolo importante, era capogabinetto dell’ambasciatore Hubert Krier.
Tutti gli anni il club organizzava un evento che includeva un concorso di tiro cui prendevano parte i veterani di guerra nazisti.
Il tedesco gli confidò che qualche anno prima Hitler “arrivò accompagnato da una famiglia tedesca e da una donna dai capelli rossi di circa 50 anni.
Lui indossava un abito con cravatta e lei splendeva in un vestitino grigio
“.
Il testimone raccontò che riconobbe subito Hitler, nonostante i capelli molto corti e l’assenza dei baffi.
Quando arrivò alla festa non tutti sapevano si trattasse del Fuhrer, poi fu salutato militarmente dai vecchi nazisti e lui ricambiò con un saluto, uno per uno, i suoi vecchi camerati stringendo loro la mano, in silenzio.
Non rimase molto, salutò molti e se ne andò. Dopo poco la notizia si sparse a macchia d’olio fra i presenti e suscitò una grandissima emozione. “Giorni dopo Hitler arrivò a sorpresa con un’auto ufficiale del governo e la scorta militare. Indossava una giacca e un berretto da paracadutista. La scorta però non permise che la gente si avvicinasse e per questo motivo fu possibile vederlo solo da una certa distanza. Ma era lui“.

Sembrerebbe che la polizia paraguayana avesse i documenti relativi a tutti i rifugiati tedeschi presenti in Paraguay, incluso quelli di Hitler, conservati nel seminterrato del Ministero degli Interni. Quando ci fu il colpo di Stato contro Stroessner, nel 1989, tutti i documenti sparirono e vennero nascosti; gran parte ricomparirono anni dopo nel commissariato di Lambaré. Poi ri-sparirono definitivamente.
Un’altra testimonianza racconta di aver visto Hitler ad un incontro di tedeschi e militari nella località di Villa Elisa, nella casa di una coppia tedesca. Si ricorda che la padrona, scrittrice famosa, accolse il Fuhrer nella propria dimora e sembrò essere una cara amica di vecchia data di Hitler e di sua moglie.
A questo proposito, Tilch aggiunse che la cariche più alte del nazismo non comprarono mai casa, “vivevano sempre in proprietà in affitto o in case date in prestito da amici. Quasi tutti riscuotevano pensioni dalla Germania come ex-funzionari di Stato. La maggior parte arrivarono soli e alcuni di loro sposarono donne paraguayane“.
Secondo i pareri di molti, lo stato di salute del Fuhrer, in linea di massima era buono, fatta eccezione per i dolori propri dell’età, e la fisionomia – senza baffi e quasi calvo – coincide con le descrizioni giunte da altri avvistamenti.
Quindi, sono balle quelle che lo davano per spacciato per le presunte droghe di Morell e le altre anfetamine. Nessuno ha più notato nemmeno il tremor nella mano che scatenava la frettolosa diagnosi del Parkinson. Niente di tuttociò. Almeno fino al 1970.

 

non ho ancora finito.

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