2 settembre 1943. cronaca

2 settembre: giovedi.

  • Castellano torna a Cassibile con Marchesi.
  • Il tema delle credenziali.

Queste sono le trentasei ore prima della firma dell’armistizio italiano.
Dagli scritti di Marchesi:
La sera del 1° settembre il generale Castellano mi chiamò e mi disse che l’indomani mattina sarei andato con lui al comando alleato. Alle 7.15 del 2 settembre, con un trimotore S79, aereo personale del Capo di S.M.G., decollammo da Guidonia dicendo che andavamo in Sardegna. Appena in quota cambiammo direzione e ci dirigemmo a sud. Pilotava il maggiore Vassallo che era il pilota personale di Ambrosio. Con noi era anche il console Franco Montanari che fin dal viaggio a Lisbona aveva sempre accompagnato Castellano in qualità di interprete. Vicino alla Sicilia cominciammo a scendere bassissimi perchè almeno le batterie costiere, certamente avvertite, ci riconoscessero… In abiti borghesi, noi quattro, Castellano, Vassallo, Montanari ed io raggiungemmo i generali americani e ci dirigemmo su una seconda pista dove ci fecero salire su un aereo giò pronto.
Atterrammo su una pista militare, nei pressi di Cassibile.

Al suo arrivo Castellano venne invitato a presentare le sue credenziali.
Per firmare un documento contrattuale a nome e per conto di un terzo bisogna dimostrare di avere la procura, i poteri di firma delegati da poteri governativi.
Castellano reagisce reagisce alla richiesta dicendo:
Ma non era prevista alcuna firma!” e nelle sue memorie addebita il “momento di empass” a Badoglio e Guariglia.
Il generale inglese Jackson, addetto allo S.M. di Alexander, fornì una strana interpretazione dello stupore di Castellano:
Badoglio sperava ancora che gli alleati non avrebbero ancora insistito sulla resa incondizionata. A suo modo di vedere la collaborazione militare italiana con gli alleati sarebbe bastata a far riconoscere di fatto la resa dell’Italia e la rottura con il fascismo“.
Speranza folle e vana. Gli americani avevano organizzato tutto per la firma alle ore 17: Alexander ed Eisenhower erano attesi per quell’ora a Santa Teresa Longarini. Il disguido legale creò una situazione di imbarazzo, di ulteriore diffidenza, quasi di scherno.
So che non avete i pieni poteri e questa è una situazione molto buffa di trattare da parte del vostro Governo“.

Gli eccessivi tentennamenti di Badoglio, la mancata consegna dei pieni poteri ai nostri emissari non fecero altro che aumentare la diffidenza sulla nostra buona fede e sulla nostra reale volontà di chiudere l’accordo.

Intanto, la giornata si svolgeva con gli italiani richiusi nella tenda, come progionieri. Per tutto il giorno.
Si era in attesa di una risposta da Roma per la consegna ufficiale dei pieni poteri e la conferma non arrivava.
Alexander si mostrò molto preciso sul da farsi: “In caso di mancata sottoscrizione riprenderemo i bombardamenti sull’Italia da domani…“.
Durante quella notte nessuno dormì.

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