10/11/12/13/14 agosto 1943. cronaca

10 agosto: martedi

Oggi è abbastanza importante. L’ansia italiana aumenta.
Intanto:

  • Badoglio, su proposta di Ambrosio, incarica Castellano di avviare a Lisbona la trattativa militare con le seguenti istruzioni verbali:
  1. esporre la situazione militare italiana nel dettaglio;
  2. capire le intenzioni degli alleati;
  3. comunicare che. in ogni caso, era impossibile lo sganciamento dai tedeschi senza un aiuto alleato;
  4. suggerire uno sbarco a nord di Roma e uno a nord di Rimini con lo scopo di costringere i tedeschi a ripiegare a nord a difesa dei valichi alpini.
  • L’interlocutore sarebbe stato l’ambasciatore Campbell, lo stesso che aveva D’Aieta dieci giorni prima a Lisbona.
  • il punto di vista di Hitler (direi, non trascurabile).

Castellano, un ufficiale dello S.M. molto vicino ad Ambrosio, aveva avuto un ruolo attivo nella organizzazione della cattura di Mussolini il pomeriggio del 25 luglio. Castellano però non parlava inglese e questo si dimostrerà un problemone con i diplomatici alleati, D’altra parte nemmeno gli alleati parlavano italiano, però il coltello dalla parte del manico ce l’avevano loro e tant’è… Però era un uomo di fiducia di Ambrosio e al C.S. vigeva il detto: “meglio fedeli che bravi!” (senti un po’ chi parla di fedeltà…).
In pratica si chiede a Castellano di ipotizzare sbarchi di truppe alleate come se noi avessimo una qualche posizione di forza, in realtà l’unica richiesta inflessibile alleata era solo la resa incondizionata.
Una richiesta assolutamente prioritaria.
Una cosa, direi commovente, è il grado di riservatezza che Badoglio pretendeva. Bizzarra la decisione di mandare Castellano in treno, con sosta a Madrid per sviare eventuali spie, ma la salvaguardia del segreto e la paura dei tedeschi la faceva da padrone nella mente del Maresciallo. Riservatezza, anche a scapito dell’efficacia dell’azione.
Discutibile, comunque.
Un punto altrettanto misterioso è stata la mancanza  di credenziali ufficiali di Castellano, così, in caso di cattura dello stesso, sarebbe stato facile sconfessare facilmente l’emissario della trattativa.
Castellano, da par sua, ne era consapevole.

A Berlino la situazione era monitorata giorno per giorno.
perchè? Perchè fidarsi è bene e non fidarsi è ancora meglio.
Tant’è vero che Hitler, nel suo discorso dell’11 agosto, disse:

Gli italiani non lasceranno scorgere il loro vero volto finchè non siano chiari i risultati del presunto viaggio di Grandi a Lisbona, o dell’incontro tra Roosevelt e Churchill in Canada. Questi italiani vanno avanti con i loro negoziati a tutta velocità. Crederanno a qualsiasi promessa degli anglosassoni se soltanto sarà garntitò la conservazione della monarchia. i loro negoziati sono un tradimento. Essi continuano a stare con noi pur di guadagnare tempo. L’esercito italiano  non può essere impiegato in combattimento contro gli Alleati. Al contrario delle volte precedenti, non hanno chiesto il nostro aiuto militare in occasione del Tarvisio e sono rimasti completamente inattivi“.

 

12 agosto: giovedi.

  • Castellano parte da Roma con un passaporto intestato al sign. Raimondi su un treno di diplomatici che deve andare a ricevere a Lisbona l’ambasciatore italiano che rientrava dal Cile.

Durante il tragitto per Madrid si unisce a lui il console Franco Montanari che assumerà il ruolo di interprete del nostro emissario.
Questo console è l’uomo in piedi, in abiti borghesi, che apparirà di fianco a Castellano e Bedell Smith in tutte le foto che hanno solennizzato la firma dell’armistizio “corto” di Cassibile.

 

13 agosto: venerdi.

  • Berio incontra Gascoigne a Tangeri: la posizione alleata non cambia, si mostra sempre rigorosa: “Prima la capitolazione senza condizioni poi…”
  • Berio invia a Roma un telegramma in codice sugli esiti dell’incontro.

Bizzarro e grottesco il codice utillizzato nel telegramma in odore di essere intercettato dai tedeschi.

 

14 agosto: sabato

  • Il nuovo responsabile della custodia (la chiamerei: prigionia) di Mussolini, ispettore Polito, incontra il Duce alla Maddalena.

Ma anche la Maddalena non offre adeguate garanzie come rifugio:
Polito dice: “Ventotene formicolava di marinai tedeschi e serpeggiava già la notizia della sua presenza, Duce… e qui sembra lo stesso.
In conclusione, si impone un nuovo trasferimento in un luogo più sicuro
“.

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