2 agosto 1943: cronaca

2 agosto: lunedi

  • D’Aieta (come previsto) incontra Campell a Lisbona.
  • Roosevelt predispone il testo definitivo dell’armistizio “corto”.

D’Aieta è un diplomatico di carriera. Conosce il suo mestiere e gode della fiducia anche dei suoi colleghi esteri. In sintesi, D’Aieta illustra l’atteggiamento italiano di quei giorni, sostanzialmente temporeggiatore, dovuto principalmente alla pressione tedesca, avvertendo che il Re ed il Governo sono fortemente in pericolo ed hanno in mente di trasferirsi sull’isola della Maddalena, in Sardegna, in caso di attacco germanico.
Il fatto poi di rivelare agli americani la dislocazione delle truppe germaniche costituisce un fatto che li dovrebbe posizionare – al sicuro – nel cambio di campo -, nel quadro della ricostruzione della nuova Italia.
L’idea è giusta, la sua esecuzione sarà tragica.

Intanto la tesi di Roosevelt prevale su quella di Churchill e il presidente americano definisce il contenuto dell’armistizio “corto” che sarà poi firmato a Cassibile.

Ai comandanti militari sul campo continua nel frattempo, la totale mancanza di informazioni e di notizie spicciole sul da farsi.

E’ altresì interessante da notare l’inefficenza di tutti gli apparati fascisti di quei giorni. Non un dito fu mosso, dal momento di aver appresa la notizia del rapimento di Mussolini. Ciò che più stupisce non è tanto l’accaduto in sè, ma quanto non fu approntato per la ricerca della verità sugli ultimi momenti liberi del Duce. Nessuno chiese informazioni di sorta, come investiti dall’ineluttabile.
In primis, la Milizia. Non vennero nemmeno interpellati i Carabinieri Reali coi quali erano “gomito a gomito” fino ad una settimana prima.
Raro.

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