1 agosto 1943. cronaca

1 agosto: domenica

  • Guariglia convoca il consigliere Blasco Lanza D’Aieta, in servizio presso il Vaticano, con le istruzioni relative all’incontro da organizzarsi a Lisbona con l’ambasciatore britannico Campbell e con una lettera di presentazione dell’ambasciatore Osborne.
  • Ambrosio autorizza, dopo numerosi dinieghi, l’entrata in Italia – al passo del Brennero della 44° divisione di fanteria tedesca e delle altre.
  • Una nuova relazione dell’ammiraglio Ruge a Hitler.

La macchina della diplomazia parte, tanto per cambiare, dal Vaticano che ha sempre tenuto “aperti” i microfoni con tutte le parti in conflitto.
Con una certa facilità, direi. Per esempio, Kesselring era in Vaticano ogni due ore per sapere se ci fossero nuovi eventuali sviluppi.

In effetti, il compito di D’Aieta è semplice: informare Campbell che l’Italia  è pronta ad uscire al più presto dal conflitto , ma è attualmente nelle mani dei tedeschi che stanno occupando tutto il territorio.

Intanto, in tre giorni, altre 6 divisioni entrano indisturbate in Italia.
Il nostro paese, in quel momento, è la priorità “numero 1” di Hitler.
Le truppe germaniche si dimostrano da subito poco consoni al ruolo di “fedeli alleati”.
Friedrich Ruge, nella sua relazione a Hitler, scrive:

l’idea di un immediato colpo di mano per azzerare e arrestare il sovrano, il Governo e le alte gerarchie militari va rivalutata.
La destinazione del Duce è stata una misura molto infelice in questo momento. Il suo ritorno viene tuttavia rifiutato da tutti e ciò per il modo in cui egli si è lasciato costringere alle dimissioni dai suoi stessi uomini (vero). In ciò si vede il segno della sua malattia e della diminuzione delle sue energie e la prova della sua incapacità di guidare lo stato in questa difficile situazione.
Se invece ora aspettassimo, potremmo ancora ottenere qualcosa dall’Italia sul piano militare e rafforzare notevolmente la nostra posizione. Perfino se il governo Badoglio dovesse capitolare… la nostra situazione militare sarebbe migliore che se agissimo adesso. In tal caso rimarrebbero al nostro fianco più italiani di quanti ne rimarrebbero se venisse loro offerto un sicuro motivo di defezione, che allo stato attuale non esiste, ma che sarebbe offerto subito da un intervento nei loro Affari Interni -.

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