28 luglio 1943. cronaca

28 luglio: mercoledì.

  • Incontro privato tra Vittorio Emanuele III e Badoglio.
    Si comincia a parlare concretamente del “come” e del “quando” prendere contatto con gli alleati.
    Aggiungo: nessuno si è sognato di chiedere ad un fascista vicino al Duce se, per caso, qualcuno fosse già volato a Lisbona e avesse avuto un contatto con gli inglesi o meno, e ancora, se si fosse raggiunto qualche risultato.
  • In Sicilia, i tedeschi,  senza avvisare gli italiani, abbandonano la linea S.Stefano rubando anche camion da una base italiana per la loro ritirata.
  • Mussolini, nel frattempo, è trasferito a Ponza.

 

Il punto per il Re e il suo lavapiedi, Badoglio, è mantenere il massimo della riservatezza. Il rischio maggiore è quello di essere scoperti dai tedeschi.
Per la precisione, Mussolini è stato trasferito prima a Gaeta e poi, all’alba, con la corvetta Persefone, prima a Ventotene, ritenuta subito insicura, poi finalmente a Ponza.

C’è anche una seconda indiscrezione poco nota.
Regista di quella operazione, secondo De Felice, è l’ammiraglio Maugeri che ricorda lo sfogo del Duce:

– Ammiraglio, perchè queste inutili vessazioni? Sono da domenica scorsa completamente isolato, non mi hanno notizie della mia famiglia, sono senza un soldo, solo con il vestito che mi vedete indosso. Ho qui una lettera di Badoglio in cui si parla  di un grave complotto contro di me e scritta in forma impersonale. Avevo la garanzia di chi me la poteva dare. Mi hanno domandato dove volevo andare, mi hanno promesso che sarei potuto andare alla Rocca delle Caminate ma non mi è stato permesso. Eppure ho lavorato ventun anni per la Patria. Eppure Badoglio ha lavorato con me diciassette anni! -.

Curiosamente, il faentino Nenni ricorda l’arrivo di Mussolini a Ponza nei suoi diari:

– Dalla finestra della mia stanza, col cannocchiale, ora vedo distintamente Mussolini; è anch’egli alla finestra, in maniche di camicia e si passa nervosamente il fazzoletto sulla fronte…-.

Nota mia.
Se Nenni ha avuto la possibilità di munirsi di cannocchiale dalla sua stanzetta è perchè qualcuno lo aveva debitamente informato del fatto che ci sarebbe stato un ospite particolare in arrivo.
E se lo sapeva lui, lo sapevano anche tanti altri. In un Ponza di quegli anni.
E non lo ha saputo neanche un solo fascista. Raro.

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