26 luglio 1943. cronaca

26 luglio: lunedì.

  • Si insedia il Governo Badoglio con Guariglia agli Esteri e Sorice alla Guerra.
  • Badoglio ed Ambrosio incontrano Kesselring e lo rassicurano sulla fedeltà italiana.
    (questo punto è da subito una menzogna clamorosa. Badoglio aveva già preparato il comunicato che affermava il contrario…)
  • Hitler dirama le direttive del piano Alarico-Axe, cioè occupazione dell’Italia e sostituzione del Governo Badoglio con un Governo fascista.
  • Churchill invia a Roosevelt la prima bozza dell’armistizio “lungo”.
    (versione particolarmente dura e risentita)
  • Scambio di lettere tra Badoglio e Mussolini.
    (Mussolini già prigioniero consapevole del colpo di Stato) *
  • Circolare Roatta sull’ordine pubblico.

* da notare che, appena appresa la notizia dell’arresto, nessuna forza fascista – penso alla Milizia – fece qualcosa al riguardo.
Non si organizzarono posti di blocco, non si cercarono testimoni, non si inquisirono i Carabinieri Reali (strano) per ottenere notizie del fermo.
Veramente folle. In tutti gli altri Paesi ogni governo, anche il meno criminale, ha sempre annoverato un proprio organo di sicurezza omni-presente; nel Fascismo la forza più vicina disponible era a 6 Km o più da dove sarebbe servita. Incredibile.

Con la caduta di Mussolini si aprirono tre scenari:

1) quello con protagonisti il Re, il nuovo governo Badoglio e i comandanti militari.
L’obiettivo era quello di tranquillizzare i tedeschi con una forte repressione interna e contemporaneamente aprire sondaggi segretissimi con gli Alleati per valutare una eventuale pace separata.

2) Quello tedesco, che mirava all’occupazione del territorio italiano e al disarmo del suo esercito, in quanto Hitler non si fidava di Badoglio e temeva un suo “voltafaccia” a breve termine.

3) Quello Alleato, in cui Churchill e Roosevelt sperano di liberarsi del problema Italia per presidiare meglio la penisola.

Però anche gli Alleati temevano un nuovo improvviso contro-rovesciamento di fronte fascista e, allo stesso tempo, la perdita del bottino della Marina italiana spaventava ancora parecchio.
Intanto, Mussolini, trasferito in ambulanza da Villa Savoia a alla caserma Podgora, poi in quella in v. Legnano a Roma, ricevette una lettera, consegnata a mano, da Badoglio.

  • Il sottoscritto, Capo del Governo, tiene a far sapere a V.E. che quanto è stato eseguito nei Vostri riguardi è unicamente dovuto al Vs. personale interesse, essendo giunte da più parti precise segnalazioni di un serio complotto contro la Vostra Persona.
    Spiacente di questo, tiene a farVi sapere che è pronto a dar ordini per il Vostro sicuro accompagnamento, con i dovuti riguardi, nella località che vorrete indicare -.

Curioso è il balletto menzognero che si instaura anche nelle risposta di Mussolini:

  •  Desidero ringraziare il Maresciallo d’Italia Badoglio per le attenzioni che ha voluto osservare alla mia persona.
    Unica residenza di cui posso disporre è la Rocca delle Caminate, dove sono disposto a trasferirmi in qualsiasi momento.
    Desidero assicurare il maresciallo badoglio, anche in ricordo del lavoro comune svolto in altri tempi, che da parte mia non solo non gli verranno create difficoltà di sorta, ma sarà data ogni possibile collaborazione.
    Sono contento della decisione presa di continuare la guerra con gli alleati, così come l’onore e gli interessi della Patria in questo momento esigono, e faccio voti che il successo coroni il grave compito al quale il maresciallo Badoglio si accinge per ordine di Sua Maestà il Re, del quale durante ventuno anni sono stato leale servitore e tale rimango.
    Viva l’Italia! -.

A questo punto gli intrecci diventano febbrili. Nei vertici tedeschi si manifesta un trauma inatteso. – L’esito della seduta del Gran Consiglio – scrive Kesselring – e gli eventi che seguirono mostrarono quanto fossero inesatte le nostre supposizioni. Benchè fosse sera tardi, chiesi un’udienza al Re che si prolungò fino a tardi, alla presenza del colonnello Montezemolo. Il Sovrano mi assicurò che per quanto riguardava la continuazione della guerra non vi sarebbe stato nessun cambiamento, al contrario essa sarebbe stata intensificata. Mi dichiarò di aver dovuto sostituire Mussolini perchè il Gran Consiglio aveva richiesto tale provvedimento e il Duce aveva perduto la fiducia dell’opinione pubblica, ma di essermi deciso a malincuore ad un tale passo… Terminò esprimendomi la sua ammirazione per il Fuhrer che invidiava a causa dei suoi vasti poteri che egli non godeva nella stessa misura neppure lontanamente -.

La grande menzogna stava prendendo il largo.

Intanto. il gen. Roatta, su ordine preciso di Badoglio, emanava una durissima circolare sull’ordine pubblico: esisteva il rischio di manifestazioni popolari e una rivolta dei fomentata dai comunisti.
Venne, in pratica, emanato l’ordine di sparare a vista ad ogni occasione sospetta di tumulti.

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