verso la caduta. dai primi di luglio

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Curiosamente, il 5 luglio per la prima volta il Re parla apertamente della sostituzione di Mussolini e mette a conoscenza delle sue intenzioni il gen. Ambrosio.
Da quel momento la possibilità di un arresto o, addirittura della sua uccisione, diventano piani concreti.
Badoglio intanto aumenta le sue manovre per ottenere consensi ed appoggio e qualcosa trapela arrivando anche al Duce. C’è addirittura una spiata chiara nella quale si informa che Badoglio sta dicendo peste e corna del Fascismo e che sostituirà presto il Duce.
Ma non succede nulla. Strano.

Secondo la mentalità di questi anni, perchè sarebbe stato indispensabile proprio ucciderlo?
Non sarebbe stato abbastanza desautorarlo?

Ancora curiosamente, si registra una visita del Papa al Re per scoprirne le intenzioni (raro), ma il progetto fallisce. Cioè, l’incontro c’è ma il Re non si confida.
Anche Grandi è presente. Ancora + curioso. Ma fino ad un certo punto.

Una nota.
Quindi se Grandi fu presente all’incontro, 2 cose:
1) fu una visita assolutamente a titolo privato e non certamente come emissario nè del Gran Consiglio, nè di Mussolini, nè del Fascismo.
( forse mosso dall’aver saputo dei sondaggi del Re ebbe il sentimento di chiedere conforto sul da farsi e come muoversi );
2) come fascista a tutti gli effetti fu un traditore allo scoperto.
3) chiedo ancora: e nessuno lo ha potuto vedere entrare ed uscire dal Re ed insospettirsi?

Il 9 e 10 luglio gli anglo-americani sbarcano in Sicilia tra la gioia dei presenti in loco, anche se in verità non dappertutto.
Se poi si legge: “Controstoria della Liberazione” di Gigi di Fiore si ottiene un’immagine completamente opposta e probabilmente poco nota.
Si vocifera che Mussolini voglia in quei giorni, visitare la Sicilia.
Il Re scrive nell’occasione che “se il Duce fosse per casocatturato o uccisola situazione volgerebbe ad una svolta risolutiva in un tempo brevissimo e la cosa sarebbe augurabile”. Fonte: memorie di Puntoni.
Il 16 luglio altre due eminenze del Governo sono intercettate telefonicamente mentre dicono che “bisogna finirla!” e poi ancora: “Badoglio è pronto“. IL tutto, mentre i militari fremono.
In questo caso, se sono state effettivamente intercettate telefonicamente qualcuno avrà informato chi di dovere… oppure c’è stato un ordine perentorio di non fare nulla.
Ribadisco: mi sembra inverosimile che nessun uomo del P.N.F abbia sentito, subdorato qualcosa, o pensato a qualche iniziativa, in mezzo a tutto questo chiacchericcio.
Comunque oggi è chiaro: il Duce lo sapeva.
Ma la malattia intanto lo stava dilaniando.
Il 17 luglio c’è un colpo clamoroso: un emissario del Vaticano chiede apertamente un passaporto diplomatico per un incontro a Lisbona con gli inglesi. Si saprà poi che era Bastianini e che aveva ricevuto addirittura l’autorizzazione dal Duce. Qual’era allora il piano di Mussolini?

Sempre il 17 viene confermato l’incontro con il Fuhrer a Feltre (dovrei anche scrivere… forca futtana…. – “forca” detto con la O chiusa).

Nel frattempo i tedeschi fanno una richiesta ufficiale del comando delle forze armate italiane perchè sono convinti che le cose così andrebbero molto meglio. Contemporaneamente giunge anche un appunto dello Stato Maggiore dove si dice che – non possiamo continuare la guerra, a meno di un massiccio aiuto tedesco e la chiusura immediata del fronte russo -.
Mussolini potrà chiedere questo ad Hitler? Lo dovrà fare il 19 proprio a Villa Gaggia.
Guarda caso. Come facevano quegli alpini a potere prevederlo già in febbraio?
Qualcuno fa trovare al custode della villa una cassa piena di bombe a mano nel parco antistante a dove avverrà l’incontro.
Sempre contemporaneamente un piano inglese del Bomber Command, di cui ho sempre scritto, prevede di bombardare Roma e di uccidere Mussolini colpendo Palazzo Venezia e Villa Torlonia per dare un colpo mortale finale al Fascismo.
Ma Mussolini non c’è. E’ a Riccione. Partito la sera prima in aereo, si fermerà a Villa Mussolini e proseguirà poi per Villa Gaggia.
Ma gli inglesi al momento non lo sanno.
Il convegno di Feltre, come ho scritto, è stato confermato solo due giorni prima, ma documenti trovati a Villa Gaggia parlano di “del noto incontro” già a fine giugno. Sembra che il complotto abbia complici molto in alto.
Stranamente Hitler arriva a Treviso non in anticipo come faceva di solito e sorvola l’aeroporto più volte come a non voler scendere; mentre in treno, Bastianini e D’Ambrosio dicono a Keitel che non è più possibile andare avanti senza aiuti massicci.

Intanto a Villa Gaggia il gruppo di alpini è pronto all’azione, dalle 6 di mattina. All’atto della resa dell’onore delle armi si sarebbe scatenato l’inferno con le bombe a mano prelevate nel parco ed i due dittatori sarebbero verosimilmente morti.
Quasi verso mezzogiorno Hitler e Mussolini attraversarono il parco e arrivarono nel salone della villa. Nel contempo i bombardieri anglo-americani sorvolarono la stazione di San Lorenzo a Roma e le esplosioni colpirono molti edifici, ma nessuna bomba colpì nè Palazzo Venezia nè Villa Torlonia.

A Villa Gaggia Hitler parlò per due ore di fila senza interruzioni con un Mussolini muto ed impassibile. A Roma intanto lo sgomento, lo shock per il bombardamento fu enorme. Morte, distruzione e migliaia di feriti furono il risultato, ma l’attacco non ebbe l’effetto sperato.
Si scoprirà poi che il 14 luglio il ministro Eden non aveva autorizzato l’assassinio di Mussolini perchè in caso malaugurato di fallimento la cosa avrebbe fatto crescere l’appoggio e la popolarità del Duce in modo esponenziale e, allo stesso tempo, avrebbe aumentato il deploro europeo per gli Alleati. D’accordo con questo era anche Churchill.
Hitler, dal canto suo, espresse la decisione di non consegnare le sue armi speciali agli italiani data la disponibilità effettiva e l’impreparazione dei soldati italiani; del resto i tedeschi ci avevano sempre considerato come dei retrogadi e dei cialtroni. Il suo progetto era quello di dividere l’Italia in due facendo Mussolini Governatore dell’Italia del Nord. Gli Appennini diventerebbero la nuova frontiera invalicabile, ma a questo il Duce si oppose fermamente.
Qualche giorno prima sembra abbia pensato di convocare il Gran Consiglio.
Ma a che scopo? Mistero.
L’unica cosa che appare chiara è che alla Corona interessava avere il merito di aver salvato l’Italia per salvarsi la faccia.

E gli alpini? Perchè non era scattato l’asssalto?
Perchè due giorni prima, con una telefonata, aveva bloccato il piano. Si dice che il Papa abbia posto il veto all’attentato in modo che la cosa avesse un epilogo differente e più naturale.
Si vocifera che abbia confabulato al proposito con Grandi.

Consuntivo. Quindi del possibile attentato sapevano a Londra, in Vaticano e quasi tutto il Governo italiano. Ma nessun fascista.
Raro.

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