Archivi del mese: gennaio 2019

28 gennaio 1943: news

Attività politica e diplomatica.
war-News

Alla riapertura della Dieta nipponica il Presidente Tojo e il Ministro degli Esteri Tani fanno importanti dichiarazioni sulla situazione politica e militare.

 

Attività militare.
FRONTE ORIENTALE.
A Stalingrado resistenza delle truppe tedesche. Nel Caucaso occidentale, fra il Manic e il Don, ad ovest di Voronetz, violenti combattimenti. Nel settore centrale azioni locali. A sud-est del lago Ilmen e a sud del lago Ladoga attacchi nemici respinti.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO.
Intensa attività di pattuglie ovunque. In Atlantico e nel Mediterraneo 103mila tonnellate di naviglio affondate.
Bombardamento aereo di Algeri.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE.
Incursione aerea inglese sulla baia tedesca e contro la Germania occidentale.

FRONTE del PACIFICO.
nessuna notizia di rilievo pervenuta in data odierna

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27 gennaio 1943: news

Attività politica e diplomatica.
war-News

A Casablanca, nel Marocco francese, il Presidente degli Stati Uniti, Roosevelt, si incontra con Churchill.

 

Attività militare.
FRONTE ORIENTALE.
Combattimenti a sud del lago Ladoga.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO.
nessuna notizia di rilievo pervenuta in data odierna

FRONTE NORD-OCCIDENTALE.
Incursioni aeree nemiche sulla zona occupata e sulla Germania meridionale.

FRONTE del PACIFICO.
In Cina combattimenti cino-nipponici sull’Hupeh.


bollettino 977: 27 gennaio 1943

Nella Tripolitana occidentale limitati scontri di opposti reparti mo­tocorazzati.

Un attacco appoggiato da carri armati e puntate di mezzi blindati contro nostre posizioni nel settore tunisino venivano respinti. Nostri cacciatori distruggevano in combattimento un bimotore ame­ricano; 3 membri dell’equipaggio sono stati catturati; altri 4 appa­recchi venivano incendiati al suolo dalla caccia germanica in un riu­scito attacco su aeroporto avversario.

Formazioni di bombardieri italiani hanno ripetutamente colpito le attrezzature di Bona e di Algeri.

Con audace azione notturna nel Mediterraneo occidentale un nostro aerosilurante centrava con siluro un piroscafo di medio tonnellaggio navigante in convoglio.

Nel pomeriggio di ieri e questa notte quadrimotori nemici hanno tentato incursioni su Messina: la difesa contraerea ha impedito agli attaccanti di agire sull’abitato costringendoli a sganciare il carico di bombe in mare e :in località viciniori; danni non gravi: due dei ve­livoli, raggiunti dal tiro delle artiglierie, precpitavano uno a levante di S. Raineri e l’altro a ponente di Pellaro.

Stamane, poco prima dell’alba, un aereo ha sorvolato Napoli lan­ciando da altissima quota alcune bombe cadute nei pressi di Torre del Greco; due case coloniche risultano colpite e due feriti sono se­gnalati tra i coloni.

Non ha fatto ritorno alla base un nostro velivolo.

Libia.
L’ottava armata britannica raggiunge il confine tunisino.

Germania.
Primo giorno di bombardamenti sul paese, sul porto di Wilhelmshaven, dall’ottava US Air Force statunitense. Dei 55 bombardieri, 3 sono abbattuti, mentre i piloti statunitensi dichiarano la distruzione di 22 aerei tedeschi. Questi risultati rafforzano l’idea degli americani dell’abilità dei bombardieri B-17 e B-24 di condurre bombardamenti senza preavviso durante la giornata in Germania.

Francia.
Ritorna in Francia da Pierre Brossolette, a capo della missione “Brumaire”.

Fronte Orientale.
I combattimenti inutili si succedono ancora a Stalingrado. Per la grande disparità di uomini e mezzi non c’è storia che tenga: i sovietici, oggi consapevoli della strategia di riunire i propri eserciti, hanno sempre la meglio.
I tedeschi non hanno più risorse se non la loro semplice determinazione, ma fedeli alle loro convinzioni e a i loro ordini oppongono le ultime resistenze di fronte ad un avversario che ora dispone di un rapporto di forze di 10:1.
E così non è facile.

In Nikolayevska, il Corpo Alpino Italiano riesce a emergere dopo un furioso corpo a corpo. È la divisione Tridentina che subisce le perdite più gravi durante i combattimenti. I sopravvissuti dell’ 8ttavo Esercito Italiano, con poco più di 100.000 uomini dei 230.000 iniziali, continueranno la loro terribile marcia al di fuori della Russia dato che lo Stato Maggiore tedesco ha rifiutato, a causa dell’estrema gravità della situazione, di fornire treni agli italiani, e Mussolini decide di tornare in Italia. 

Grazie alle abili manovre di von Kleist , parte della Heeresgruppe A (Gruppo di armate) potrebbe essere salvato e riportato in Ucraina; ma i russi sono ora la pressione in direzione di Rostov e von Kleist è tornato nel Kuban con il resto delle sue truppe, preparandosi a difendere una testa di ponte nella zona di Novorossiisk.

Isole Salomone.
Guadalcanal. La Divisione Marine di Fanteria degli Stati Uniti ha progredito per 2 km per raggiungere Nueha.


26 gennaio 1943: news

war-News

Situazione militare
(comunicato ufficiale rilasciato in pubblicazioni dell’epoca)
.

FRONTE ORIENTALE.
Nel Kuban e sul Manic attacchi nemici respinti. Proseguono i movimenti delle truppe germaniche per il raccorciamento del fronte. Attacco aereo tedesco sull’Inghilterra meridionale.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO.
notizie non pervenute in data odierna

FRONTE NORD-OCCIDENTALE.
notizie non pervenute in data odierna

FRONTE del PACIFICO.
In Estremo Oriente incursione aerea inglese su Rangoon.


bollettino 976: 26 gennaio 1943

Scontri tra gruppi da ricognizione nella zona tripolina occidentale. In Tunisia un attacco nemico contro posizioni da noi conquistate veniva stroncato; 8 camionette sono state catturate con parte dei loro equipaggi, altre incendiate, da un nostro presidio avanzato.

Cacciatori italiani e germanici hanno abbattuto 4 velivoli; un quinto risulta distrutto dalle artiglierie contraeree.

Le perdite nemiche, nei combattimenti svoltisi in Tunisia dal 18 al 24 gennaio, sono salite ad oltre 4.000 prigionieri, 13 carri armati catturati o distrutti, 70 cannoni, circa 200 automezzi, un centinaio di mitragliatrici e altri materiali bellici.

Uno Spitfire, che ha sorvolato Pachino (Siracusa) nella sera del 23, e stato colpito dalle batterie della difesa precipitando in mare. Su Avola (Siracusa) una incursione causava 2 morti e 7 feriti tra la po­polazione e lievi danni; bombe sganciate sopra Amabilina (Marsala) danneggiavano alcuni fabbricati: nessuna vittima. Aeroplani nemici hanno pure mitragliato e spezzonato, sulla litorale ionica, due treni merci e le stazioni ferroviarie di Brancaleone, Riace, Istica, provo­cando pochi danneggiamenti e 8 feriti.

Nel Mediterraneo un nostro sommergibile, al comando del tenente di vascello Gaspare Cavallina, ha colpito con due siluri un grosso trasporto nemico di 18.000 tonnellate, scortato da cacciatorpediniere, affondandolo.

Fronte Orientale.
A Stalingrado, i sovietici ridussero sempre di più il perimetro difensivo tedesco, raggiungendo il Volga e tagliando in due piccole tasche le forze tedesche. 

2 giorni prima, Paulus chiese a Hitler il permesso di capitolare, ma il Führer rispose bruscamente: “Ti proibisco di capitolare, la 6a Armata rimarrà in carica fino all’ultimo uomo e alla sua ultima cartuccia”. Consapevole della follia di una tale decisione, ma fedele al suo giuramento di obbedienza, Paulus si rassegna al calvario dei suoi soldati e dei suoi.

Continua anche l’odissea dell’esercito italiano. Per dirigersi verso il Donetz, il Corpo Alpino Italiano si scontra in sanguinosi combattimenti corpo a corpo con i russi nell’area di Nikolayevka.

Isole Salomone.
Guadalcanal. Temendo un attacco a sorpresa da parte dei giapponesi sul perimetro di Lunga, gli americani tirano fuori una divisione del fronte di Poha per rinforzare le difese della loro base.
Ma i giapponesi, infatti, non sono più in grado di lanciare alcun attacco.


25 gennaio 1943: news

Attività politica e diplomatica.
war-News

Da Tokio si informa che il portavoce del Ministero per gli Affari della Grande Asia Orientale ha annunciato che fra l’Ambasciatore giapponese Kuriyama e il Governatore generale dell’Indocina francese Docoux è stato firmato un nuovo trattato commerciale.

A Marsiglia quarantamila persone vengono trasferite in un campo di concentramento. Seimila le persone arrestate.

 

Attività militare.
FRONTE ORIENTALE.
Nel Caucaso occidentale, tra il Manic e il Don, fra il Don ed il Donetz attacchi e contrattacchi. Voronetz sgombrata.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO.
notizie non pervenute in data odierna

FRONTE NORD-OCCIDENTALE.
notizie non pervenute in data odierna

FRONTE del PACIFICO.
notizie non pervenute in data odierna


bollettino 975: 25 gennaio 1943

 

Nella Tripolitania occidentale, limitata attività fra elementi avanzati nemici e nostre unità di retroguardia.

I nostri movimenti continuano a svolgersi regolarmente verso il nuo­vo schieramento.

Formazioni di bombardieri hanno violentemente battuto il porto e l’aerodromo di Tobruk, provocando notevoli incendi.

Azioni locali, in vari tratti del settore tunisino, si sono concluse a van­taggio dei reparti dell’Asse; uno Spitfire é stato distrutto dalla caccia germanica.

L’aviazione avversaria ha sganciato alcune bombe sulla periferia di Palermo e su Porto Empedocle: nessun danno nella prima località; qualche edificio civile colpito nella seconda, ove 3 degli aerei attac­canti venivano abbattuti.

Dalle operazioni belliche 2 nostri velivoli non sono ritornati alle basi.

Nelle acque algerine, un sommergibile, al comando del tenente di vascello Giulio Scano, ha colpito con due siluri e affondato un grosso piroscafo nemico, navigante in convoglio.

Tunisia.
Le truppe americane stanno progredendo minacciando Sfax e Gabes.

Fronte Orientale.
Fine della resistenza tedesca a Voronezh. Raduno delle forze sovietiche nel centro di Stalingrado. Le forze del 6 ° esercito tedesco sono ora divise in due tasche, circondate in circa 58 chilometri quadrati di territorio in totale.

Isole Salomone.
Gli americani raggiungono la Poha, mentre i giapponesi si ritirano limitandosi alle azioni di retroguardia.

nuova Guinea.
Il generale degli Stati Uniti Fuller assume il controllo operativo di tutte le truppe alleate nell’area di Gona e Oro Bay. 

La settima divisione australiana e la 32a divisione di fanteria americana vengono ritirate e trasferite a Port Moresby.


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