bollettino 977: 27 gennaio 1943

Nella Tripolitana occidentale limitati scontri di opposti reparti mo­tocorazzati.

Un attacco appoggiato da carri armati e puntate di mezzi blindati contro nostre posizioni nel settore tunisino venivano respinti. Nostri cacciatori distruggevano in combattimento un bimotore ame­ricano; 3 membri dell’equipaggio sono stati catturati; altri 4 appa­recchi venivano incendiati al suolo dalla caccia germanica in un riu­scito attacco su aeroporto avversario.

Formazioni di bombardieri italiani hanno ripetutamente colpito le attrezzature di Bona e di Algeri.

Con audace azione notturna nel Mediterraneo occidentale un nostro aerosilurante centrava con siluro un piroscafo di medio tonnellaggio navigante in convoglio.

Nel pomeriggio di ieri e questa notte quadrimotori nemici hanno tentato incursioni su Messina: la difesa contraerea ha impedito agli attaccanti di agire sull’abitato costringendoli a sganciare il carico di bombe in mare e :in località viciniori; danni non gravi: due dei ve­livoli, raggiunti dal tiro delle artiglierie, precpitavano uno a levante di S. Raineri e l’altro a ponente di Pellaro.

Stamane, poco prima dell’alba, un aereo ha sorvolato Napoli lan­ciando da altissima quota alcune bombe cadute nei pressi di Torre del Greco; due case coloniche risultano colpite e due feriti sono se­gnalati tra i coloni.

Non ha fatto ritorno alla base un nostro velivolo.

Libia.
L’ottava armata britannica raggiunge il confine tunisino.

Germania.
Primo giorno di bombardamenti sul paese, sul porto di Wilhelmshaven, dall’ottava US Air Force statunitense. Dei 55 bombardieri, 3 sono abbattuti, mentre i piloti statunitensi dichiarano la distruzione di 22 aerei tedeschi. Questi risultati rafforzano l’idea degli americani dell’abilità dei bombardieri B-17 e B-24 di condurre bombardamenti senza preavviso durante la giornata in Germania.

Francia.
Ritorna in Francia da Pierre Brossolette, a capo della missione “Brumaire”.

Fronte Orientale.
I combattimenti inutili si succedono ancora a Stalingrado. Per la grande disparità di uomini e mezzi non c’è storia che tenga: i sovietici, oggi consapevoli della strategia di riunire i propri eserciti, hanno sempre la meglio.
I tedeschi non hanno più risorse se non la loro semplice determinazione, ma fedeli alle loro convinzioni e a i loro ordini oppongono le ultime resistenze di fronte ad un avversario che ora dispone di un rapporto di forze di 10:1.
E così non è facile.

In Nikolayevska, il Corpo Alpino Italiano riesce a emergere dopo un furioso corpo a corpo. È la divisione Tridentina che subisce le perdite più gravi durante i combattimenti. I sopravvissuti dell’ 8ttavo Esercito Italiano, con poco più di 100.000 uomini dei 230.000 iniziali, continueranno la loro terribile marcia al di fuori della Russia dato che lo Stato Maggiore tedesco ha rifiutato, a causa dell’estrema gravità della situazione, di fornire treni agli italiani, e Mussolini decide di tornare in Italia. 

Grazie alle abili manovre di von Kleist , parte della Heeresgruppe A (Gruppo di armate) potrebbe essere salvato e riportato in Ucraina; ma i russi sono ora la pressione in direzione di Rostov e von Kleist è tornato nel Kuban con il resto delle sue truppe, preparandosi a difendere una testa di ponte nella zona di Novorossiisk.

Isole Salomone.
Guadalcanal. La Divisione Marine di Fanteria degli Stati Uniti ha progredito per 2 km per raggiungere Nueha.

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

Devi avere effettuato l'accesso per pubblicare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: