Bormann end

James Holland. Storico del II conflitto, di fama mondiale, con 2,6 milioni di follower solo su YouTube e chissà quanti altri su Istagram. Se li merita tutti.
Ma qualche liscia la prende anche lui. Conduttore principale della serie “Megastrutture di Hitler” e di numerosi altri documentari, dice testualmente:

Bormann negli ultimi giorni del Reich venne ritrovato nei pressi della stazione ferroviaria (senza dire quale..); il suo scheletro fu ritrovato molti anni dopo e grazie al DNA si dimostrò che era lui, con assoluta certezza. Dalle indagini risultò che aveva dei frammenti di vetro tra i denti, quindi, in pratica si era avvelenato con una capsula di cianuro“.

In un altro documentario su Rai Storia si narra che Bormann venne ucciso per lo scoppio di un vicino carro armato bersagliato dai russi; oppure, investito da un’auto, ma asserisce che i resti del corpo non permettevano un’analisi che garantisse certezze sull’identità. Poi il caso venne archiviato in una fretta senza precedenti.
Per ulteriori info si veda – Martin Bormann – teorie – e – Martin Bormann . more info -, articoli a me cari.
L’unica cosa certa, – veramente certa -, è che a riguardo di Bormann è stato volutamente distrutto tutto e neanche tanto misteriosamente.
Sia in Germania, sia in Sudamerica.
In Sudamerica però esiste una Bormann-vita2: una seconda vita completamente distaccata dalla precedente. Cosa ha lasciato il buon Martin in Europa? Una moglie, con la quale non andava più tanto d’accordo e 10 figli (ho detto, 10!).

Nella serie Hunting Hitler 3 si trovano prove che Bormann, il 7 aprile 1945, assieme alla sua famiglia e alle due sorelle di Hitler (Angela e Paula) sono trasferiti di corsa al Berghoff per una maggiore sicurezza e James Holland compare proprio nella visita all’Obersalzberg della prima puntata.
Vediamo i fatti sicuri:

1) il 20 aprile Hitler fa l’ultima apparizione pubblica salutando i giovani venuti al Bunker di Berlino;

2) il 2 maggio (1945) i russi attaccano il Bunker e in quei giorni NESSUNO sa dove sia stato il Fuhrer, non si sa nulla;

3) di certo, Hitler era a Berchtesgaden con Bormann, sorelle e alti funzionari nazisti; quindi non era nel bunker di Berlino. Tesi confermata anche da Eisenhover che aveva dirottato le truppe in quella zona.

4) quasi sicuramente, il Berghoff è stato il punto di partenza per la sua fuga e quella del suo entourage fidato, quindi, non dal bunker di Berlino. E da qui sarebbe stato tutto molto più facile e sicuro.

5) Hitler non avrebbe mai lasciato un luogo protetto come il FuhrerBunker se non per un luogo ancora più sicuro e lontano (al momento) dalle truppe russe.

6) si calcoli che sotto il Berghoff è stata recentemente mappata una rete di gallerie e di strutture in 6 livelli diversi, lunga oltre 6 Km, dove il Fuhrer poteva rifugiarsi in modo completamente autosufficiente. Il sito è stato sigillato dalle autorità federali e oggi risulta impenetrabile, ma in perfetta efficienza. Si vuole insabbiare tutto.

7) numerosi testimoni oculari videro Hitler il 24 aprile 1945 passeggiare attorno alla casa di cura delle SS a Hohenlychen e James Holland era presente alla presentazione delle prove. Qualcuno affermò di aver visto il Fuhrer parlare accanitamente con Bormann mentre si avviavano alla casa sul lago, dimora temporanea;

8) conosciamo la testimonianza inequivocabile della signora Elizabeth Kalhammer ( di 92 anni) al suo servizio dal 1943 al 1945;

9) abbiamo appreso la testimonianza della sign.ra Eliana Keller (la figlia adottiva di M. Bormann)

10) abbiamo visitato via-web la casa/fortezza Bormann di Tangeri.

Ora mi chiedo:
conoscendo questi dettagli, conoscendo tutti i retroscena possibili della storia ufficiale e della serie di Hunting Hitler, come si può affermare con naturalezza che Bormann si sia avvelenato vicino ad una stazione della metropolitana, – così come si mangerebbe un gelato – sapendo dei dossier americani sul Gruppo Bormann, dei suoi viaggi in Europa fino al 1954, della sua presenza a Tangeri, della sua temporanea sepoltura a Ita (in Paraguay, a circa 18 Km da Asuncion), dopo essere morto di cancro allo stomaco nella casa di Werner Jung, allora console della Germania orientale in Paraguay, nel 1959,

come può pronunciare nei documentari la frase citata sopra?

Per curiosità, quando possiamo credere a quello che illustri, se da una parte racconti una cosa e da un’altra ne racconti una versione diversa?

Sappiamo inoltre che nella sua tumulazione i suoi resti erano coperti ed impregnati di argilla rossa, non presente in Germania ma caratteristica delle terre sudamericane e questo fatto annulla la tesi ufficiale sostenuta per cinquantanni sulla sua morte per suicidio.
Ancora per curiosità: dato che aveva lasciato in Germania 10 figli, nessuno ha pensato mai di contattarli?
Qualcuno ha mai visitato la proprietà del tedesco di nome Alban Krug nella comunità tedesca di Colonia Hohenau, a circa 250 miglia a sud-est di Asuncion, casa dove Bormann ha vissuto per diversi anni indisturbato?
Tutte queste informazioni, ormai di una certa diffusione, quando potranno essere divulgate ufficialmente?

Una nota. (tanto ne faccio sempre…)

Lo speaker che narra degli ultimi giorni all’Obersalzberg recita, con un piglio ironico, questa frase: “Obersalzberg: 10 anni per costruire, solo due ore per distruggerlo!”.
Risposta: proviamo a mandare 135 bombardieri sopra casa tua che ti bombardano per 2 ore, idiota e vediamo dopo cosa ne rimane…

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