bollettino 921: 2 dicembre 1942

 

In Cirenaica intenso fuoco di artiglieria su concentramenti di forze avversarie.

Ripetuti scontri di reparti motocorazzati nella regione tunisina han­no avuto esito nettamente favorevole alle truppe dell’Asse che respingevano il nemico e guadagnavano terreno, facendo alcune de­cine di prigionieri.

Campi d’aviazione, nodi stradali, ammassamenti di automezzi sono stati pure attaccati con visibili risultati da velivoli da combattimento nostri e germanici nel settore cirenaico ed in Tunisia.

Nostre formazioni aeree hanno bombardato le attrezzature portuali di Bona e Algeri colpendo e incendiando navi alla fonda; in suc­cessivi duelli con la caccia britannica 5 Spitfire venivano abbattuti. Nel corso della giornata io altri aerei avversari precipitavano sotto il tiro dei cacciatori italiani e tedeschi, mentre 4 erano distrutti du­rante incursioni su Gela e Comiso.

Tre nostri apparecchi non hanno fatto ritorno dalle operazioni.

In Tunisia, nella zona della 1a armata britannica del generale Kenneth Anderson, la prima divisione corazzata statunitense respinge un nuovo attacco tedesco a Tebourba, perdendo però circa 40 veicoli corazzati.

Un reggimento di paracadutisti e due battaglioni di fanteria americana, rinforzati dai distaccamenti francesi, attaccano il passo Faïd, 100 km a nord-est di Gafsa.

B-26 il caccia della 12a US Air Force, attacca l’aeroporto di El Aouina.
I B-17 Flying Fortress bombardano il porto di Biserta e l’aerodromo di Sidi Ahmed. I B-25 Mitchell attaccano le batterie Flak nell’area di Gabes.

Negli Stati Uniti prima esperienza su una reazione a catena nucleare in un campo di calcio di Chicago, condotta dal gruppo di scienziati di Enrico Fermi.

La notte tra il 2 e il 3 dicembre, 48 Halifax, 27 Lancaster, 22 Stirling e 15 Wellington del RAF Bomber Command hanno fatto irruzione su Francoforte.

In Nuova Guinea, uno sbarco giapponese di quattro cacciatorpedini è giunto all’alba a Basabua portando 800 uomini, ma alcuni A-20 Havoc, B-25 Mitchell e P-40 Warhawk, della 5a US Air Force, allertati da un avvistamento casuale, li ha costretti a girarsi senza poter sbarcare il loro contingente.
Tuttavia, riescono a fare un secondo tentativo di successo vicino alla bocca di Kumusi, a mille chilometri a nord di Gona.
Sull’isola, i distaccamenti giapponesi attaccano il saliente americano sulla pista Soputa-Sanananda e riescono a ridurre il perimetro, ma non riescono ad affondare il colpo.
Gli assalti australo-americani contro Bona falliscono a 350m del loro obiettivo.

Di seguito, A-20, B-17 e B-25 Mitchell attaccano l’aeroporto di Bona.
Fino a questo punto, 15.000 australiani e 15.000 americani (in totale: 30 mila uomini), che avevano mostrato la padronanza del cielo e, in parte, anche quella del mare, non hanno avuto la meglio su solo 12.000 giapponesi.

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