Dieppe 1942. details

parte opzionale dell’assalto di Dieppe, ottenuta dalle info di documentari video e con integrazioni personali.

Il documentario che ho inizialmente preso come riferimento inizia con la frase: – 60 anni fa, il porto di Dieppe diede alla luce ad un’operazione atta a contrastare l’avanzata nazista in Europa”! –

Ma dai. ma cosa dici? il BEF non ce l’ha fatta nel 1940, nel 1941 in Europa ha preso solo batoste dai tedeschi e adesso, con l’attacco ad un piccolo porto pretendi di fermarli, dove finora hai solo fallito?

Ma non è questo il punto.


Oltretutto, molti dimenticano che nell’operazione erano coinvolte truppe canadesi ma erano presenti anche un reparto d’assalto americano, i commandos inglesi e un gruppo di degaullisti, offertisi volontari.
Come ho già riportato, i tedeschi si aspettavano questa mossa e avevano rinforzato le difese a dovere, oltre ad aver istituito un normale servizio continuo di sorveglianza marina, sulle coste.
I soldati del Fuhrer, data la particolare posizione del luogo, erano sempre in stato d’allerta e all’atto dello sbarco centinaia di soldati verreno uccisi prima ancora di essere di toccare terra. Dopo aver superato un’intenso fuoco di sbarramento dell’artiglieria tedesca, una batosta pesante fu subita dall’aviazione britannica, inviata a supporto, dopo aver sperato inutilmente di superare la Luftwaffe in modo rapido, ma si ritrovarono con il doppio delle perdite di quelli abbattuti nel cielo di Dieppe.

I tedeschi, in questa zona particolarmente ideale per gli sbarchi perchè vicina all’Inghilterra meridionale. avevano attrezzato strutture efficientissime e molto duttili nei movimenti.
Con l’idea che Hitler avesse spostato molte truppe sul fronte orientale, lasciando qui solo reparti inesperti, la cosa aveva lasciato sperare di avere vita facile nello sbarco.
D’altra parte esisteva la convinzione che se gli inglesi non fossero riusciti a sbarcare sulle coste francesi non avrebbero mai vinto la guerra. Mountbatten, ideatore dell’operazione era pervaso da questa idea e si sentì molto fiducioso del successo.
Il punto chiave, che mi appare ancora molto strano oggi, è che sembrano essere mancate ricognizioni recenti supportate da fotografie aeree della costa, della zona di sbarco, ricognizioni accurate, insomma. La stessa problematica verificatasi nello sbarco di St. Nazaire. Come può essere?
Le strutture di difesa erano ben visibili, anche da lontano, le truppe erano visibili via binocolo, la resistenza francese aveva comunicato ampiamente che ci sarebbero state difficoltà, ma il buon senso è mancato completamente.

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Non è stato nè eroismo, nè sfortuna, se in questo attacco più di 2mila soldati furono poi costretti ad arrendersi ai tedeschi; è stata completa imperizia. Un completo invio di carne da cannone senza speranza di successo. Bastava guardare prima.
Dovevano essere i paracadutisti a mettere fuori uso le batterie costiere mentre la marina britannica doveva bersagliare l’immediato entroterra per evitare che i tedeschi inviassero rinforzi, ma le navi rimasero troppo lontane dalla costa ed il fuoco non fu efficace.
Per sicurezza e per proteggere i fianchi dell’attacco sarebbero state catturate e tenute due teste di ponte ai lati della città di Dieppe. Due battaglioni furono preposti a tale obiettivo.
Le difese costiere individuate, le più importanti, erano le grosse batterie di artiglieria costiera: la batteria 813 a Varengeville (del capitano Schöler), la batteria 2/770 a Berneval, la batteria 8/302 a Neuville e la batteria 7/302 sopra Pourville.
I punti di sbarco, contrassegnati dai nomi Green-White-Red e Blue beach, furono bersagliati fino all’inverosimile; persino l’unico carro inglese presente nello scenario, il carro Churchill, non adatto ad operazioni anfibie era incaricato di giungere a Dieppe dove avrebbe dovuto superare anche una diga. Costretto ad avanzare su di una spiaggia composta di soli ciottoli, si trovò subito in grande difficoltà dovendosi fermare e vanificando la sua efficacia.
I canadesi si erano esercitati molto per questo sbarco, creando anche alcuni imprevisti-trappola ed essere poi pronti a superarli e le diverse prove generali avevano fornito risultati incoraggianti.

L’operazione era stata programmata per il 4 luglio, ma per causa del maltempo venne rinviata con grande dissenso dei soldati, ai quali erano state da oltre 2 mesi vietate tutte le comunicazioni con le proprie famiglie per paura che divulgassero l’informazione dello sbarco, coperto ovviamente dal totale segreto militare.
Ma ciò non servì a nulla perchè gli aerei FW190 si erano accaniti sui mezzi da sbarco inglesi da almeno 25 giorni prima dello sbarco. I tedeschi sapevano. E basta.

Comunque l’operazione Rutter, studiata dal C.O.C. (“Combined Operations Command”, Amm. Lord Louis Mountbatten) vedeva schierati:

PRESIDIO TEDESCO:
– 302° Div. Fant. (Magg. Gen. Conrad Haase);
– Btr. ad est di Dieppe (loc. Berneval – 4/105 mm, 3/170 mm);
– Btr. ad ovest di Dieppe (loc. Vesterival – 6/150 mm);
– bunker e postazioni MG lungo il litorale.

FORZE INGLESI:
– Commando n.3 (circa 250 uomini, compresi alcuni Rangers USA e Fusiliers de Marine francesi contro la Btr. di Berneval (spiagge “Gialla 1” e “Gialla 2”);
– Commando n.4 (circa 250 uomini) contro la Btr. di Vasterival (spiagge “Arancio 1” ed “Arancio 2”);
– “Essex Scottish” Rgt. e “Royal Hamilton” Rgt., sbarco di fronte a Dieppe (spiagge “Rossa” e “Bianca”);
– “South Saskatchevan” Rgt. e “Queen’s Own Cameron Highlanders” Rgt., sbarco ad ovest di Dieppe (spiaggia “Verde”);
– XIV Tanks Bn. (carri “Churchill”), in appoggio allo sbarco di fronte a Dieppe;
– “Royal Canada” Rgt., sbarco a Le Puy (tra Berneval e Dieppe) contro una Btr. campale di medio calibro (spiaggia “Azzurra”);
– “Mont Royal” Rgt. e Commando n. 40 dei Royal Marines di riserva a bordo delle navi;
– circa 245 unità navali di vario tipo.

All’ultimo venne stabilito, dopo aver cambiato il nome da Rutter in Jubilee (Giubileo), si apportare diverse modifiche al piano iniziale e si pensò di annullare il bombardamento della città di Dieppe per non causare vittime tra i civili del luogo.
In aggiunta, la RAF dichiarò che a causa delle probabili condizioni del tempo non avrebbe potuto garantire che l’atterraggio dei paracadutisti sarebbe stato preciso e quindi sarebbero potuti atterrare direttamente in mani tedesche e lontano dalle batterie da neutralizzare. Bisognava quindi rinunciare anche a quell’invio.
In quel momento in Inghilterra si stavano addestrando anche i Ranger, i soldati americani omologhi dei Commandos inglesi, così impazienti di essere i primi a combattere sul suolo europeo.

Come ho scritto nei giorni scorsi nelle news, i tedeschi avevano compiuto diversi raid sull’Inghilterra meridionale e le ricognizioni avevano evidenziato ampiamente le intenzioni Alleate, allertando così le truppe costiere ai massimi livelli.

Per giorni effettuarono prove di tiro d’artiglieria in mare e sulle spiagge facendo giungere rifornimenti a non finire di proiettili di tutti i calibri. Ulteriormente, protessero al massimo anche l’areroporto vicino, sicuro obiettivo inglese e misero la gente della città a conoscenza dei piani alleati.
la RAF mise a disposizione 56 squadroni di caccia, compresi gli aerei americani, appena arrivati.
La notte del 18 agosto più di 6mila uomini erano mobilitati nell’operazione Jubilee e alle 4 del mattino incrociarono una nave tedesca che diede subito l’allarme e venne aperto il fuoco; 6 motozattere inglesi vennero colpite ed affondarono con tutti gli occupanti stipati.
In questo modo approdarono sulla spiaggia solo 18 uomini su 300 assegnati.
I commandos ed i ranger dovevano attaccare la batteria Goebbels di sinistra. Riuscirono ad arrampicarsi sulle scogliere attraversando una scogliera non interrotta dal filo spinato ma furonno però individuati da un cannone che iniziò subito a sparare, costringendoli alla fuga.


Sul lato destro, l’attacco alla batteria di Vasterival ebbe maggior fortuna iniziale. Superata la scogliera riuscirono a montare un mortaio col quale distrussero il deposito munizioni della batteria S e uccidendo 150 tedeschi e ferendone 45.
Alle 4:30 erano in prossimità delle spiagge assegnate e furono investiti da un fuoco devastante che li costrinse a fermarsi nella loro marcia di avvicinamento.


Alle ore 3:00 gli aerei inglesi e i caccia americani erano pronti al decollo. Nella testa avevano solo il sogno di infrangere il Vallo Atlantico.


D’improvviso arrivarono gli aerei della Luftwaffe del vicino aeroporto e quello fece arretrare gli aerei inglesi: i Focke Wulf190 erano superiori e gli inglesi lo sapevano.

Il grosso delle truppe canadesi era ancora in mare, ma a quel punto sapeva già di non avere vita facile.

Nel frattempo i tedeschi stavano già inviando tempestivamente i rinforzi mentre i promontori erano ancora in mano al nemico; la situazione appariva già tragica e lo era veramente.

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Mentre le motozattere sparavano ancora e gli sbarchi si succedevano, la spiaggia si riempiva istantaneamente di corpi devastati dai colpi di cannone. I pochi superstiti, sfuggiti all’artiglieria, alle mitragliatrici, e ai bombardamenti tedeschi, appena superata le prime scogliere caddero prigionieri dei tedeschi e i carri rimasero fermi sulla spiaggia, impossibilitati a muoversi.

Non avendo informazioni dalla costa dello sbarco, il gen. Roberts decise allora di impegnare anche le riserve e poco dopo, alle 7 del mattino, anch’esse subirono la stessa sorte incontrata da chi li aveva preceduti. I cannoni costieri e i caccia tedeschi ebbero la meglio subito per l’enorme superiorità e mobilità di campo.
I sopravvissuti furono meno di 300 dei 5816 effettivi – di terra + 119 aerei abbattuti, coi relativi piloti e 555 marinai della Royal Navy. Non si segnalano stime precise dei caduti degaullisti caduti ai quali fu affidato il compito dei mancati paracadutisti.
Da parte tedesca, 311 caduti e 280 feriti di 1500 effettivi totali impegnati nel contrastare l’invasione.

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