un articolo inglese del 1942. St. Nazaire

… una formazione di 197 aerei della RAF, tra cui Halifax, Lancaster, Manchester, Wellington, Stirling e aerei Hampden ha preso parte, questa notte del 1942, ad un attacco di bombardieri pesanti contro la città industriale tedesca di Manneheim.
Per questo incarico, aveva appositamente assegnato al distaccamento di Stirling il compito di sganciare più di 40.000 bombe incendiarie sulla città per colpire ed abbattere il morale dei civili.
Questo è stato il 54° raid su Mannheim. Una città importante per la macchina da guerra tedesca perché al tempo annoverava molte fabbriche che producevano carri armati, parti di U-boat, motori diesel ed esplosivi ad alto potenziale.
Secondo i rapporti rilasciati dagli equipaggi della R.A.F., dopo il raid, le bombe pesanti hanno centrato gli edifici industriali e la città ha accusato l’avvio di moltissimi incendi che ne hanno devastato il centro abitato.
Altri bombardieri hanno contemporaneamente attaccato la base U-boot a St. Nazaire (nella Francia occupata), assieme ad aeroporti francesi ed olandesi, sempre occupati dai nazisti, ma nel caso specifico, mancando generalmente gli obiettivi assegnati.
Ma non è questo il punto.

E’ curioso invece, a mio modo di vedere, come la stampa inglese abbia dato risalto all’episodio di St. Nazaire del 27 marzo scorso dove truppe britanniche speciali avevano tentato di assaltare il porto della base tedesca, evidenziandone solo il risultato bellico e omettendone il costo complessivo. L’obiettivo era un bacino di carenaggio, il solo così grande da poter ospitare la nave corazzata più grande della flotta tedesca: la Tirpitz. Questa corazzata era la minaccia più importante per i convogli che formavano la linea di approvvigionamento vitale tra l’Inghilterra e l’America ed era quindi necessario impedirle il punto d’appoggio francese. La RoyalNavy aveva progettato di lanciare contro la chiusa un vecchio natante: un cacciatorpediniere carico di esplosivo, come fosse un siluro e di farlo detonare solo dopo la dipartita degli incursori.

All’01:34 l’HMS Campbeltown riuscì a colpire la chiusa ma nell’attacco a terra gli inglesi subirono gravissime perdite. Dei 611 uomini impegnati nell’operazione 384 furono imprigionati o uccisi nei primi minuti degli scontri.
Alle prime luci dell’alba l’incrociatore non era ancora esploso a causa delle spolette a scoppio ritardato e che le prova di coraggio delle truppe britanniche sia stato vano.
Ma di questo la stampa britannica non ha riportato nessuna notizia.

Il bacino di carenaggio era stato costruito per ospitare la enorme nave francese Normandie ed era in grado di ospitare navi con un peso superiore alle 85mila tonnellate. Unico, nel suo genere.
St. Nazaire si trova alla foce del fiume Loira, in Francia e, al tempo, i tedeschi avevano piazzato riflettori ovunque ed artiglieria pesante su entrambi i lati della chiusa. Era installata addirittura una postazione radar per segnalare eventuali tentativi di aggressione alleata dal mare.
L’artiglieria però copriva solo il canale d’accesso al porto, perciò la RoyalNavy aveva pianificato di entrare nell’estuario da sud, navigando nel tratto di mare inondato dall’alta marea dove l’artiglieria tedesca era decisamente minore. Il tratto poteva esere superato solo da un cacciatorpediniere delle dimensioni del Campbeltown all’apice dell’alta marea. L’ultima occasione si presentava appunto a fine marzo.
Per truccare la partita gli inglesi modificarono il cacciatorpediniere rimuovendo due ciminiere in modo da farlo somigliare a quelli tedeschi.
Per il raid a terra vennero selezionati 100 uomini del Commando2.
Il loro compito era quello di copriere le squadre di demolizione delle altre unità del Commando.
L’operazione sarà chiamata Op. Chariot. In totale, erano 241 uomini del Commando e 370 marinai istruiti del compito, solo all’ultimo momento, della penetrazione pericolosa in un’area fortemente protetta.
Alle 23:00 erano partiti dei bombardieri Wellington per effettuare un bombardamento diversivo e, in breve, poco prima di mezzanotte iniziò l’incursione ma la nebbia e la foschia resero impossibile un bombardamento accurato e, nel contempo, mise in guardia i tedeschi.

Vennero subito accesi i riflettori di stanza al porto e illuminarono le 17 imbarcazioni che si avvicinavano a grande velocità verso l’imboccatura del porto.
Il cacciatorpediniere, che sventolava una bandiera nazista, usò codici di avvicinamento trafugati in Norvegia guadagnando così 5 preziosissimi minuti. Poi i tedeschi qualcosa andò storto: non si fidarono e cominciarono a sparare traccianti. A quel punto la bandiera della Kriegsmarine venne ammainata e venne orgogliosamente innalzata la bandiera inglese. Un fuoco immenso si levò decrertando subito la superiorità della flotta inglese e permettendo a questa di poter ancorare tutte le navi al porto.
I tedeschi però sono bravini a terra. Piuttosto bravini.
Dopo un momento di stupore tennero sotto tiro moltissime lance inglesi determinando moltissime perdite prima ancora che potessero scendere a terra. Il fuoco sembrò provenire da tutte le direzioni ma a quel punto, nonostante l’incessante fuoco tedesco, non ci fu altra soluzione che aumentare la velocità di penetrazione del cacciatorpediniere Campbeltown e puntare sulla chiusa che arrivò imperioso provocando una frattura nella struttura. E’ l’01:34.
Gli uomini del Commando sbarcarono sulla banchisa sotto un fuoco impossibile e raggiunsero gli obiettivi delle pompe principali.
La camera di pompaggio venne fatta saltare, ma a quel punto quasi tutte le lance inglesi erano state colpite, moltissimi uomini del Commando erano già morti e la fuga dei britannici risultava impossibile.

Pochi superstiti, rifugiatisi nelle case adiacenti il porto, furono costretti ad arrendersi; 4 lance, sfuggite al fuoco vennero intercettate da un incrociatore tedesco e costrette alla resa.
La battaglia di St. Nazaire era ormai conclusa con un parziale successo ma con moltissime perdite.
Improvvisamente le 6 tonnellate di esplosivo Ematol poste nel Campbeltown esplosero in un fragore immane demolendo la chiusa.
L’obiettivo era stato raggiunto e la Tirpitz perse il punto di appoggio per l’Atlantico. Solo 6 uomini illesi riuscirono ad ritornare in Inghilterra e passando per la Spagna.
Il bacino di carenaggio resterà fuori uso per il resto della guerra e il costo dell’operazione per i britannici è stato disumano.
Come asseriscono i vertici militari, è sempre una questione di prospettive. Se il valore dell’obiettivo è così alto da impegnare a vuoto diversi raid di bombardieri allora non c’è prezzo che non si possa pagare per raggiungere quel risultato. Così sia.


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