Hunting Hitler 3 – ep.7

Nel quadro delle indagini che il team di Baer sta realizzando sugli spostamenti in Sudamerica di Mengele, appare un articolo della Gazzetta di Montreal del 6 giugno 1940. Viene riportato nell’articolo che c’è stata in Uruguay un’invasione massiccia di nazisti. La colonia rurale tedesca a Nueva Helvecia ora stava dominando l’intera regione. L’articolo afferma che i tedeschi stavano costruendo un altro punto di appoggio importante a Paso de los Toros, vicino alla centrale idroelettrica di Rio Negro. A Rinçon del Bonete, in Uruguay, si recano nella centrale che sembra fosse gestita, al tempo, da Josef Mengele.

Anche qui si produceva acqua pesante. L’area, che ha visto la costruzione di questo mega impianto era iniziata nel 1937 e ha registrato la presenza di nazisti anche molto tempo dopo la fine della guerra. Si ricordano anche i progetti di costruire un importante aeroporto nelle vicinanze della diga, che oltretutto e operativamente, funzionava anche come centro radio – faro per i velivoli.

La base, geograficamente in mezzo al nulla, era posizionata come punto di controllo sull a diga, sul fiume vicino e sull’aeroporto futuro.

Sul fiume esisteva un servizio molto efficiente, via barche, piccole navi e idrovolanti, di trasporto materiali e personale che ha funzionato fino al 1954, senza problemi.
Comunque qui il team di Baer dice che le strutture sono “inquietanti”, ma i locali affermano che prima in zona non c’era proprio nulla e la centrale ora è rimasta, quindi qualcosa ci hanno guadagnato.
Qui, nel 1958, Mengele si addirittura sposato e avrebbe ricevuto dal 1954 un appoggio incondizionato da Alfredo Stroessner, noto simpatizzante del nazismo, che aveva appena effettuato un colpo di Stato che lo portato ad assumere il potere del Paraguay per 35 anni.
Questo ex ufficiale è stato il rifugio sicuro dopo la caduta del governo di Peron in Argentina del 1955.


Mengele viveva nella periferia di Colonia Independencia (Paraguay) e i locali ricordano che aveva l’abitudine di non toccare quasi nulla per non lasciare impronte digitali per paura di essere tracciato.
In questa città c’era una colonia tedesca molto importante e numerosa che si è distinta fino agli anni 60. Un contatto locale ammette che per due anni ha ospitato Mengele nella loro casa, ma la cosa non stupiva più di tanto. La guerra era ormai passata ed era una cosa lontana, che non li riguardava e queste persone facevano, in qualche modo, del bene alla città. Era solo un altro tedesco in mezzo a migliaia di altri tedeschi che si riunivano spesso in un consolato, in tutta sicurezza.

I tedeschi, in zona, godevano di una posizione privilegiata, sia durante il periodo di esercizio del consolato ed anche dopo la guerra e si rilewva che anche Hitler è stato visto più volte a Colonia Independencia e che arrivava sempre in aereo con una scorta numerosa. Secondo un rapporto dell’immancabile FBI, avendo scoperto dei resti di edifici militari nelle vicinanze di alcune case in stile bavarese a Salto Suizo, esiste un’alta probabilità che il perasonale incaricato ne facesse uso per proteggere alcuni membri di alto livello dell’ormai sconfitto regime nazista. Un complesso militare con adeguate misure di sicurezza, attivo molto oltre la fine del conflitto, che comprendevano diverse guarnigioni di soldati.
Oltretutto, il posto è a soli 150 Km da Misiones ed era collegato con una linea telefonica all’avanguardia e un altro contatto locale, allora 17enne, conferma di aver visto Hitler e di aver ricevuto l’ordine di non parlare mai dell’avvistamento. Dice che il Fuhrer indossava un cappotto tipo-militare, alto poco più di 1,70m e proveniva da un nascondiglio, non molto distante, super protetto, nella giungla di Salto Suizo, guardato da una guardiola a valle, a 2 Km dal rifugio e da diversi punti di osservazione perfettamente armati.


Nella prossima puntata di Hunting Hitler saremo in Cile dove la presenza dei nazisti era altrettanto importante e numerosa, dove saranno rilevati oltre 754 centri di tortura e detenzione per ostili al regime e dove verrano ritrovate anche le ultime volontà del Fuhrer in formato di archivio fotografico.

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