Hunting Hitler 3 – ep.6

Come in ogni puntata si evidenziano le due probabili vie di fuga di Hitler verso nord e verso sud. A qualcuno potrebbe scaturire la battuta che mancano quella verso est e verso ovest. Ci starebbe.
Infatti, in Hunting Hitler (season 1), dopo l’uscita dal Fuhrer-Bunker si era paventato un volo facile facile verso la Spagna e da Vigo, via U-boot con scalo alle Canarie, verso il Sudamerica. Poi si è cominciato a dire che il dittatore non stava così bene e che il viaggio sarebbe stato troppo pesante per uno in quelle condizioni.
Mah. Prima di tutto bisognerebbe accertarsi che lo stato di salute fosse davvero così precario come credono ed, in tutti i casi, la cosa si dovrebbe riproporre anche nel caso della via verso sud.
Se uno sta male, sta male e basta, anche se fugge da Roma o da Genova.

Poi, se uno ci ragiona minimamente, perchè partire da Narvik che è il punto più lontano per una fuga in U-boot…; diversamente non credo che Hitler si sarebbe mescolato con comuni mortali in un trip della Croce Rossa o del Vaticano. Ma è una mia idea.
L’ultima mia considerazione su queste vie è che mi piaceva molto di più quella attraverso la Spagna.
Più facile, con meno problematiche generali e molto più discreta.

Ma adesso c’è un nuovo giochino: con gli idrovolanti. Ricordo che si sarebbero potute dividere le cose: cioè le persone, da sole (entourage + scorta) da una parte e le cose materiali in U-boot, con più calma.
Sono sempre mie idee.
A parte questo, c’è un rapporto ritrovato il 24marzo2015 che dice che a Laguna de Rocha un idrovolante aveva effettuato un atterraggio di fortuna il 31ottobre1945, per poi raggiungere Buenos Aires. Ma la data è sicuramente fuori-range per Hitler. Anche se il fatto è di qualche rilevanza, non può riguardare il Fuhrer; sicuramente a bordo c’erano ex-ufficiali e un piccolo carico d’oro. Comunque, un idrovolante non è un aereo da carico e più di tanto non può portare, fino a prova contraria.


Sul posto, viene contattato un signore che al tempo aveva 8 o 9 anni e ricorda che a bordo si trovavano 40 o 50 passeggeri; davvero tanta gente. Aggiunge che forze locali uruguage arrivarono subito assieme ad una autoambulanza ma sottolinea che c’erano anche 3 altri aerei di scorta. Quindi un convoglio aereo di una certa importanza.
Ma alla richiesta di maggiori informazioni sui passeggeri e sull’eventuale carico il testimone si rifiuta di fornire altri particolari.
Dice solo che uno dei passeggeri aveva diverse guardie del corpo.
Si chiama: paura di parlare. Ancora, dopo oltre 70 anni.
L’aereo caduto per problemi al motore nella laguna – dice – fu riparato in due giorni perchè doveva ripartire per Buenos Aires e suo padre li aiutò in tutto e con successo. Nella verifica in acqua, infatti verranno ritrovati due reperti probabili. In questa fase, il team di Baer si prodiga molto ma, ribadisco: ciò non può aver a che fare con Hitler. L’unica cosa che è da prendere in considerazione è la tipologia del mezzo di spostamento che era in grado di trasportare un personaggio di alto livello ed il suo entourage più stretto, assieme ad un certo carico.
Un altro contatto di Montevideo riporta la notizia che si erano verificati diversi altri episodi di arrivi di convogli aerei e che la cosa era, tutto sommato, normale per quei tempi; molta gente lavorava per i tedeschi che pagavano molto bene chi li aiutava. Indiscrezioni rivelano che le destinazioni aeree riguardavano il fiume Paranà, vicino Misiones, Bariloche e Buenos Aires.

Una nuova pista di Buenos Aires conduce il team di ricerca verso un incontro con un giornalista della capitale che riporta di aver avuto un contatto con una persona in possesso di documenti estremamente importanti, mai visti prima e perciò assolutamente esclusivi.
E questo ci proietta verso il primo vero…
Un privato avrebbe incontrato il giornalista confidandogli di avere il possesso di 5mila documenti originali, dell’epoca, di immigrazione e che questi file siano assolutamente inediti, riservati e non presenti negli archivi pubblici statali. Unica condizione richiesta: la segretezza della sua identità. La fonte non vuole che sia ripresa la sua persona, il suo nome, la sua casa, i suoi familiari e quanto potrebbe ricondurre a lui.
Ora, lo chiameremo Mister X.

Mister X rivela che tutto il materiale è stato lasciato da suo nonno.
Un nonno, agente di alto livello dei servizi segreti del partito nazista, responsabile del funzionamento dell’organizzazione Die Spinne, gestita da gerarchi ed alti ufficiali delle SS,  in Argentina.
Come colpo ad effetto, Mister X propone di dare uno sguardo veloce – tanto per gradiread un  volume di libri contabili dell’attività economica dell’organizzazione clandestina.
Il colpo d’occhio rivela subito le ingenti cifre necessarie alle spese di trasferimento di migliaia di nazisti, via nave, dense di particolari, foto e destinazioni. Subito verificata l’originalità, il volume appare immediatamente come un’enorme rivelazione di valore storico.
Il punto più alto si raggiunge quando Mister X invita il team al piano di sopra, dove risiedono gli unici 5mila documenti sopra citati.

Io che nel trailer della serie sentivo: “abbiamo 5mila file di immigrazione…!” e immaginavo che fossero documenti pubblici rivelatori… Invece è solo il frutto di una donazione inaudita di un privato!

Beh, non posso non dire qualcosa.
La prima cosa che mi viene in mente è che il nonno, se lo sapesse, si potrebbe rivoltare nella tomba!
Non mi si potrà negare la considerazione che, almeno da una certa prospettiva, Mister X sia un perfetto traditore. Alla faccia di tutti quelli che hanno ancora paura di parlare e di lasciarsi sfuggire qualcosa! Di chi si è portato i segreti nella tomba e di chi ancora li conserva.
Poi è mia convinzione che sia possibile che il nipote non sia a conoscenza della possibilità di farci dei gran soldi. Anni fa, chi millantava di avere fotografie del Fuhrer in Argentina aveva preteso milioni di dollari; i pretendenti avevano accettato la richiesta ma poi il proprietario ne aveva rifiutato  la vendita all’ultimo momento, soprattutto per paure varie.
Comunque la si guardi, Mister X è un traditore.
Avrà preso dei soldi dal team? Sarà di ideologia contraria al nonno?
E’ forse un comunista? Ok. Sto esagerando.
Che ne dirà la comunità tedesca, se ne verrà a conoscenza?


Un’ultima considerazione, un po’ sarcastica, è che se Mister X si fosse presentato prima, nella serie di Hunting Hitler, forse avrebbe reso superflue tante cose poi.
Questa raccolta segreta avrebbe fatto la fortuna di storici, scrittori, cercatori di tesori e milioni di curiosi, che documenta gli spostamenti di una quantità di nazisti in Argentina, gettando così una luce nuova all’epilogo del secondo conflitto mondiale.

 

Da una prima lettura, appare che nel 1945 siano giunte in Argentina 351mila persone dalla Germania, nel 1946 altre 300mila e così via, fino al 1950.

Nella prossima puntata probabilmente faremmo tappa in Uruguay dove si chiederanno info ad una centrale idroelelettrica e poi a Colonia Independencia, in Paraguay, dove la presenza del fascismo è stata molto importante dal 1936 al 1945 e dove si dice fosse il nascondiglio principale del Fuhrer.

La penetrazione della dottrina nazionalista in quegli anni in Paraguay non era affatto sconosciuta nè tantomeno sottovalutata, dalle autorità di quegli anni; anche se molti simpatizzarono con certe idee hitleriane. Alla fine, dopo che la Germania nazista fu sconfitta durante la seconda guerra, il Paraguay, titubante, sotto la pressione degli Stati Uniti, si unì agli alleati per combattere contro Hitler. Era il febbraio del 1945 quando, con la pressione degli Stati Uniti, il Paraguay, il Cile, l’Ecuador, il Perù, l’Uruguay, il Venezuela e non l’Argentina, anche solo con un semplice atto simbolico, entrarono in guerra contro l’Asse.
Una cosa paradossale, se ci si pensa, data la forte componente tedesca presente in questi Paesi.
In Paraguay non c’erano solo simpatizzanti di Hitler, ma anche veri agenti nazisti. Si dice che il possesso di false identità facilitava considerevolmente il lavoro degli agenti nazisti in Sud America. Quando nel 1942 la sorveglianza divenne più severa in Brasile, le spie fuggirono in Argentina, dove molti arrivarono poi in Paraguay fingendo di essere mercanti, per cambiare la loro identità o contattare le loro controparti locali. Molti di loro si stabilirono poi definitivamente nel Paese.

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

Devi avere effettuato l'accesso per pubblicare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: