Hunting Hitler 3 – ep.4

Come notizia generale giunge l’informazione che a Narvik, in Norvegia, c’era l’Aviso Grille (chiamato lo yacht del Fuhrer) che fungeva da quartier generale di tutti gli U-boot in Norvegia. Non è che in sè la notizia sia sconvolgente ai fini dell’indagine; forse può essere solo un elemento aggiuntivo di contorno. Gli Alleati non ne sapevano nulla, infatti non era mai stato bombardato dagli aerei britannici che spesso sorvolavano la zona.


Una nave di 135m con caratteristiche poco militari, all’apparenza, un dono del popolo tedesco al suo Fuhrer dove erano stati installati i più moderni impianti di comunicazione, con più di 35 cabine di lusso per i diplomatici, però con 3 cannoni occultati, armi contraeree e 2 mitragliatrici. I tedeschi sono molto bravi in queste cose.
Narvik è in una zona molto isolata, che al tempo lo era anche molto di più, lontana dall’area controllata dagli Alleati e da qui poteva usufruire di rotte praticamente sicure per allontanarsi quasi indisturbati verso ogni direzione. Ma in sè, ciò non conferma nulla.
L’elemento più sorprendente, che abbiamo già incontrato anche nella base di Vigo (in Spagna) è che a guerra finita (dopo l’8maggio1945) c’erano ancora operativi più di 20 sottomarini con una serie di strutture logistiche d’avanguardia. La base norvegese era comunque molto importante per i tedeschi, sopratutto per la topografia particolare della zona: alte montagne, fiordi molto stretti che rendevano la vita dei caccia alleati molto dura, per non dire impossibile. In più tutta la zona era molto ben difesa dal truppe scelte del Fuhrer. Poco più a nord il 4 maggio 1945 gli Alleati avevano fatto un attacco coi bombardieri, però subendo diverse perdite. Ma il fatto è che a quel punto non dovevano vincere nessuna battaglia qui, la guerra era finita, ma sapevano che ci doveva essere qualcosa di molto importante, volevano evitare che i nazisti spostassero qualcosa di non convenzionale. L’obiettivo era sicuramente spedire tonnellate di acqua pesante dalla Norvegia in Sudamerica ed uno storico afferma che i comandi tedeschi del luogo ricevettero l’ordine di bruciare tutto il materiale informativo e di abbandonarlo in mare, dove possibile. A questo proposito viene stabilito di scandagliare il fiordo del bombardamento del 4maggio che alla fine rivelerà, oltre al relitto di un idrovolante, un relitto di un U-boot di 60m. Vedremo. O forse no.

L’altra pista plausibile verso sud, da Altaussee, lascia supporre che Eichmann si sia avvantaggiato della via di fuga attraverso il Tirolo , con l’aiuto di un contrabbandiere e altri agganci che magari avranno condotto poi verso Genova o Roma. Cose che vedremo più avanti ripercorse dal team di Baer, se non si disperde troppo in dettagli improduttivi, o, come sempre, no.
Intanto si profila all’orizzonte il coinvolgimento della Croce Rossa.

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