Hunting Hitler 3 – ep.2

La prima notizia che mette in crisi i rapporti ufficiali degli ultimi giorni dell’aprile ’45 è che Hitler, a detta di testimoni affidabili e controllati, si sarebbe trovato in quei giorni nella casa di cura delle SS, a Hohenlychen, e sarebbe stato ospitato nella casa sul lago che abbiamo visionato in foto nella scorsa puntata. Credo sia opportuno, a questo punto, rendersi conto che la realtà dei fatti descritta nei testi ufficiali della storia (per la gente) sia molto diversa da quella raccontata.
Se Hitler quindi è stato visto passeggiare qui, doveva esserci anche una struttura confortevole, protetta e ben lontana da occhi indiscreti.
L’incursione di controllo (è il caso di dirlo) viene fatta di notte.
E’ evidente che queste cosa si facciano a queste ore; si evitano così domande di curiosi e relative probabili problematiche.

Questo imponente complesso era un ospedale militare e così posizionato poteva risultare ideale per nascondere qualcuno e protetto dalle vicine croci rosse sui tetti che riparavano dai bombardamenti. E se pensiamo che ancora oggi questi edifici esistono, lo stratagemma deve aver funzionato benissimo.

Comunque, una villa di 5 piani che doveva essere un alloggio assolutamente di lusso. Se fosse stato deciso di far fuggire Hitler da nord è sostenibile che il Fuhrer sia stato qui. Una prova rinvenuta sul posto (una bottiglietta di medicinale) si rivelerà essere compatibile con i famosi problemi allo stomaco del leader nazista ma non rivela “quando” possa essere stata usata; dato che  Hitler ha fatto visita a questi luoghi diverse volte, la cosa può aver avuto luogo qualche settimana prima.

Ma, contemporaneamente, prende forma un’altra via di fuga a sud.
Alla fine della guerra molti nazisti di alto livello hanno lasciato Berlino per correre a Berchtesgaden, conoscendone i sotterranei citati, perchè sapevano di essere protetti imponenti bunker.
Ulteriormente, sappiamo ora che ci sono dei binari alle uscite, opportunamente occultati e presidiati da elementi SS sceltissimi.
La storia non parla di battaglie nella zona di Berchtesgaden, negli ultimi giorni della guerra, ma un intervista a reduci di un battaglione di fanteria americano che in quei giorni stava arrivando in zona, ricordano che i tedeschi fecero saltare un ponte che fece loro perdere diverso tempo, utile per guadagnare ore per darsi alla fuga. Fuga organizzata, però. All’arrivo della terza divisione di fanteria americana, Berchtesgaden era una città fantasma.
Secondo un rapporto postbellico dell’FBI risulta che molti nazisti si sarebbero rifugiati nel vicinissimo paese di montagna di Altaussee austriaco dove furono più tardi arrestati.
Da notizie ritrovate si legge che in questa zona, tra le montagne, i nazisti avevano nascosto nelle vicine miniere di sale migliaia di opere d’arte rubate durante tutte le occupazioni e le espropriazioni dall’esercito tedesco.
Una testimone del posto, la signora Wiesenbaker, di 87 anni, ricorda che suo padre era stato prelevato per aiutare a scaricare treni di opere d’arte, come ricorda anche che il paese era pieno di ufficiali e soldati tedeschi e afferma che una villa vicina, Villa Kerry, era il posto da dove provenivano gli ordini e da dove governavano.
Il nome più alto, qui, era quello di Ernst Kaltenbrunner.


Il n. 2 delle SS qui gestiva un quartier generale operativo e aveva il sostegno anche della base aerea della Luftwaffe di Rechlin.
Un luogo designato per esperimenti, dall’aviazione tedesca; ogni aereo della forza aerea prima passava il collaudo qui.
Un altro testimone afferma che gli aerei presenti nella bese avrebbero avuto il compito di portare in salvo Adolf Hitler.
Qualche locale ci ricorda pure che qui a Rechlin si allenava uno squadrone di ME 262 presente nella base. Esistevano modelli di aerei a reazione a due posti, un filo più lenti, ma comunque molto più veloci di qualsiasi altro aereo esistente al momento del conflitto e se Hitler avesse usato uno di questi aerei sarebbe potuto sparire in un  lampo.
Tutta la Germania aveva lavorato e stava lavorando per salvare il proprio Fuhrer. L’ultimo decollo dalla base di Rechlin è avvenuto il 28 aprile 1945, proprio il giorno in cui Hitler è stato visto qui. Il testimone aggiunge che un rapporto di quei giorni impose di distruggere tutti gli aerei rimasti a terra in un modo o nell’altro e, allo stesso modo, anche il bunker sotterraneo della Luftwaffe.
Un bunker di 1400 m² che ospitava 15 aerei distrutto alla fine della guerra, a meno di 60 Km da Berchtesgaden, che ha visto un gran movimento di membri nazisti, alla fine della guerra.
E Kaltenbrunner, amico d’infanzia di Hitler, sovraintendeva tutto.
A capo della Gestapo, un uomo di estrema fiducia che, secondo un dossier del 1963, avrebbe seppellito nel lago vicino di Toplitz, in Austria o lì vicino, una tonnellata di documenti e mappe.

lago di Altausseelago di Altaussee

Qui mi occorre far notare che da almeno 65 anni un nutrito nugolo di appassionati cercatori di reperti bellici ha scandagliato il lago in lungo ed in largo e se ha trovato qualcosa (e qualcosa hanno rinvenuto: un anello di Kaltenbrunner ed altre cose preziose) non lo viene certo a raccontare al mondo.
Certo che, però, un ritrovamento di tale portata costringerebbe a forza a riscrivere perlomeno parte della storia e porterebbe il team alla tappa successiva della fuga di Hitler.

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